De Mita, i ricordi e le reazioni commosse. Mattarella: «Coerenza, passione e intelligenza»

I funerali a Nusco: parteciperà anche il Capo dello Stato

De Mita, i ricordi e le reazioni commosse. Mattarella: «Coerenza, passione e intelligenza»
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Giovedì 26 Maggio 2022, 11:32 - Ultimo aggiornamento: 14:49

Innumerevoli i ricordi, le testimonianze e le riflessioni che stanno scaturendo dalla scomparsa dell'ex presidente del consiglio e storico segretario della Dc Ciriaco De Mita. I funerali si svolgeranno a Nusco. Il feretro di Ciriaco De Mita ha lasciato la clinica Villa dei Pini di Avellino per raggiungere Nusco, la città natale dell'ex presidente del Consiglio e segretario della Democrazia Cristiana e di cui era sindaco al secondo mandato. In mattinata i familiari hanno ricevuto in clinica la visita del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il prefetto di Avellino Paola Spena. I funerali dovrebbero essere celebrati sabato mattina alle 11 nella concattedrale di Sant'Amato a Nusco. Parteciperà anche il Capo dello Stato Mattarella

Mattarella ricorda De Mita: «Meridionalismo intelligente e modernizzatore»

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime «grande tristezza» per la sua morte. «De Mita ha vissuto da protagonista una lunga stagione politica. Lo ha fatto con coerenza, passione e intelligenza, camminando nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici più originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro. Il suo impegno politico ha sempre avuto al centro l'idea della democrazia possibile. Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi». Lo dichiara il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

«Nasceva -ricorda- da questa visione della democrazia come processo inesauribile l'attenzione per il rinnovamento e l'adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell'insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita. Dobbiamo ricordarne l'impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore. Così come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica».

«L'attenzione alle nuove generazioni per un rinnovamento della politica fatto di scelte coraggiose e concrete, anche favorendo, da segretario del suo partito, un profondo ricambio di classe dirigente. Non meno importante fu, soprattutto nella sua azione di governo, la sua visione internazionale e, in modo particolare, l'attenzione che ebbe per ciò che la leadership di Gorbaciov stava producendo in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta. Ai suoi familiari -conclude Mattarella- rivolgo, con intensità, il sentimento di cordoglio mio personale e della Repubblica».

«Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa di Luigi Ciriaco De Mita. Presidente del Consiglio tra il 1988 e il 1989, più volte ministro, protagonista della vita parlamentare e politica italiana nella sinistra democristiana, fino all'ultimo è stato impegnato nelle istituzioni locali, come Sindaco del comune di Nusco. Alla famiglia, le condoglianze di tutto il Governo». Lo comunica Palazzo Chigi.

«Ha sempre difeso la centralità del Parlamento»

C'è chi come il deputato Pd Stefano Ceccanti ricorda su Twitter che De Mita nel 1989 firmò il nuovo regolamento anagrafico della legislazione anagrafica in cui si perfezionava la nozione di ‘famiglia anagrafica’ «ossia di persone conviventi per ‘vincoli affettivi’, di sessi diversi o dello stesso testo ed era stato tra i primi, insieme a Ermanno Gorrieri, a sostenere che quella sarebbe stata la strada per una politica all’altezza dei tempi riconoscere diritti e doveri anche alle coppie fuori dal matrimonio perché il diritto nasce dal fatto».

Ciriaco De Mita è stato un «protagonista della Prima Repubblica che aveva l'ambizione di facilitare la nascita di una Seconda, ma assai diversa da quella che poi è capitata». Lo ha detto l'ex segretario del Ppi e deputato Dc-Ulivo, Pierluigi Castagnetti, ricordando in una dichiarazione all'Adnkronos, la figura di De Mita.

«Con Ciriaco De Mita perdiamo un rappresentante insigne del cattolicesimo democratico italiano, per oltre un ventennio personalità di vertice della vita politica nazionale: vicesegretario della Dc dal 1969 al 1973 al tempo della segreteria Forlani, ininterrottamente ministro dal 1973 al 1979, guidò la Demcorazia Cristiana dal 1982 al 1989 e fu presidente del consiglio nel 1988-89. Rivestì quindi l'incarico di presidente della Dc nel 1989-92, e nel 1992-93 della Commissione Bicamerale per le Riforme istituita nella XI legislatura. Deputato Dc dal 1963 al 1994 e per Ppi, Margherita e Pd dal 1996 al 2008, europarlamentare per tre legislature. De Mita ha avuto un'attenzione profonda per gli assetti costituzionali del Paese e per i problemi dello sviluppo produttivo e del Mezzogiorno. Negli anni Ottanta seppe far emergere una nuova leva di dirigenti politici di orientamemto saldamente progressista e con intelligenza raffinata e acuto senso storico ha sempre difeso la centralità del Parlamento e l'importanza dello studio accurato dei processi sociali nell'elaborazione delle strategie politiche». Così il senatore del Pd Dario Parrini, presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama.

«Uno degli ultimi grandi democristiani se n'è andato spegnendosi nella sua Nusco, quel paesino della montagna avellinese che per tanti anni è stato il crocevia della politica italiana. Ciriaco de Mita è stato a lungo al governo del Paese, ma in realtà ha concentrato le sue energie alla guida della DC e nel tentativo di rinnovarla, in anni molto difficili per la Repubblica. In lui la passione per la politica e l'amore per la sua terra non sono mai venuti meno: si è sempre definito, solo e semplicemente, un democratico cristiano, anche dopo la morte della Democrazia cristiana». Lo dice Pier Ferdinando Casini in una nota.

Nicola Mancino è triste, se non affranto, ma l'ex ministro dell'Interno, presidente del Senato e vice presidente del Csm risponde così all'Adnkronos che gli chiede di ricordare chi, come Ciriaco De Mita, è stato insostituibile per la sua lunga biografia politica e istituzionale: «È un giorno molto triste per me. Ci ha lasciato un protagonista assoluto della politica italiana. E c'è un cordoglio convinto. Noi eravamo insieme, nella Dc, eravamo naturalmente più giovani...». Mancino parla con voce ferma, sceglie le parole, qualche pausa tradisce l'emozione: «Ciriaco era un leader carismatico, orgoglioso delle sue radici. E vero leader della nostra Repubblica, assertore della politica alta, e convinto che la Dc, la sua storia, non potesse essere accantonata. Non possiamo non dirci, oggi, tutti noi più poveri. Abbiamo perso un grande della Politica».

«Il mio ricordo personale? Noi, generazione degli anni ' 80, siamo cresciuti con i suoi insegnamenti. Una intelligenza unica. È stato giovane fino all'ultimo». Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, a margine di una conferenza stampa a Napoli, sulla scomparsa dell'ex premier e segretario Dc.

«Ciriaco De Mita è stato un pezzo di storia di questo Paese. Era il mito di mio padre e della sinistra Dc. Io invece ci ho discusso e litigato molto. Oggi rendo omaggio alla sua vita e alla sua morte con molto rispetto. Condoglianze alla famiglia». Lo scrive su Twitter il leader di Iv, Matteo Renzi.

«La scomparsa di Ciriaco De Mita ci addolora molto. È stato un grande politico, un uomo delle istituzioni, protagonista di un' importante stagione politica, economica e sociale del nostro Paese. È stato un grande amico della Cisl, anche quando abbiamo avuto posizioni divergenti è stato sempre un interlocutore attento del sindacato, un punto di riferimento per tutti noi». Così il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dal congresso confederale ricorda l'ex presidente del Consiglio e segretario della Dc morto questa mattina. «È una grave perdita per il Paese. Ci stringiamo alla sua famiglia e a quanti lo hanno sempre stimato e apprezzato», aggiunge Sbarra.

«Con Ciriaco De Mita scompare un interprete della prima Repubblica e, segnatamente, delle vicende politico-istituzionali degli anni Ottanta. Legato profondamente alla sua terra natia, uomo del Sud, la storia De Mita è quella di una personalità figlia dei partiti, di quei partiti che fungevano anche da ascensore sociale, e di quella DC caratterizzata dal forte radicamento territoriale. Restano vivi nella memoria i suoi duelli interni al mondo democristiano e, ancor più, gli scontri con i socialisti e con Craxi del quale fu certamente avversario ma di cui riconobbe sempre la caratura, l'ingenerosa alterazione del giudizio e l'ingiusto epilogo giudiziario di una vicenda politica. Quello tra i due fu un conflitto politico aspro ed a tutto campo, frutto di visioni e mondi diversi, a tratti inconciliabili, ma all'insegna della politica come terreno di confronto tra i migliori. È questa la lezione che personaggi come De Mita consegnano al nostro tempo. Alla sua famiglia ed ai suoi cari il mio pensiero». Così, Stefania Craxi, Senatore di Forza Italia (FI) e Vicepresidente della Commissione Affari esteri.

Arriva anche il ricordodi un altro figlio di un altro leader politico. «L'avevo incontrato lo scorso anno a Napoli, era venuto per la presentazione dei diari di mio padre, fu molto gentile, venendo lì, nonostante fosse già anziano». Interpellato dall'AdnKronos, Stefano Andreotti, figlio di Giulio Andreotti, ricorda così Ciriaco De Mita, l'ex segretario della Dc, scomparso questa mattina. «Lui - aggiunge Andreotti junior - è stato uno dei grandi della storia della democrazia cristiana». «Con lui mio padre fu pure ministro degli Esteri, c'era una generazione di differenza. Lui era più giovane, c'erano buoni rapporti, magari una diversità di opinioni su alcune cose», ricorda. De Mita fu segretario di partito e contemporaneamente premier: «Certo, su questo magari mio padre, come anche nel resto della Dc, non era d'accordo, mio padre era per la massima condivisione dei poteri, al di là di ciò che si dice, preferiva la collegialità». «Mio padre ricordava la grande sensibilità di De Mita, quando viaggiavano insieme, con mio padre ministro degli Esteri, si era molto rispettosi dei ruoli, sapeva che mio padre aveva grande esperienza». « De Mita disse che mio padre era uomo di potere? Andrebbe visto il contesto in cui lo disse», avverte Andreotti: «A Napoli, per la presentazione del libro, lo scorso anno, De Mita parlò bene di lui, poi magari quello fu un giudizio storico, io credo che ci fosse grande stima per mio padre da parte sua».

ll sindaco Gaetano Manfredi e l'intera Amministrazione comunale di Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa dell'ex presidente del Consiglio e sindaco di Nusco Ciriaco De Mita. «Al mondo della politica - si sottolinea - mancheranno l'intelligenza e la lucidità della sua analisi politica in particolare sul Mezzogiorno al quale, fino all'ultimo giorno, ha dedicato la sua vita all'interno delle Istituzioni».

«Ci addolora la perdita di un autentico statista che ha servito le Istituzioni repubblicane con una passione straordinaria e con un profondo senso dello Stato. Il suo impegno nella Democrazia Cristiana non è mai stato secondario alla sua libertà di costruzione di progetti politici fondati sempre sulla elaborazione di una visione politica. La politica senza la capacità di costruzione di una visione perde il senso della sua funzione. Ci piace ricordare i volti di quanti, soprattutto dei giovani, attendevano con trepidazione, i suoi interventi negli incontri del nostro partito. Interventi che disegnavano sempre un ragionamento mai banale mai scontato. E con la semplicità di chi non ha mai perso, nonostante le straordinarie tappe della sua vita politica, il profondo senso di attaccamento alla sua terra alla sua Nusco. Gli siamo grati per tutto ciò. Per gli anni in cui l'UDC ha potuto avere il privilegio di averlo in Parlamento europeo e gli siamo grati per l'esempio testimoniato fino all'ultimo giorno, della sua generosa abnegazione al servizio del Paese. Grazie Presidente. grazie Ciriaco». Così in una nota il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa.

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