Ddl Zan ma non solo: ecco tutte le prossime riforme post vacanze

Ddl Zan ma non solo: ecco tutte le prossime riforme post vacanze
di Alberto Gentili
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Lunedì 9 Agosto 2021, 17:13

Il Parlamento va in vacanza, ma sarà una pausa breve. E soprattutto il ritorno si annuncia incandescente. Sul fronte squisitamente politico il primo scoglio da superare sarà l’approvazione del disegno di legge Zan contro l'omotransfobia. Su questo fronte Pd, 5Stelle, Leu, una parte di Forza Italia sono per dare il via libera al provvedimento senza ritocchi, in modo da non rendere necessario il ritorno della legge alla Camera dove è stata approvata nel novembre scorso. La Lega, sostenuta da Italia Viva di Matteo Renzi, invece vuole apportare modifiche. Sarà l’Aula di palazzo Madama, a settembre, a dire a colpi di votazioni (anche segrete) quale linea prevarrà.

Ma il menu della ripresa non si limita a questa battaglia sui diritti civili. Mario Draghi si è preso qualche giorno di pausa portando con sé i dossier delle prossime riforme, quella della concorrenza e quella fiscale, che saranno nel menù alla ripresa settembrina, insieme all’attento monitoraggio del Recovery Plan.

Il primo via libera alla riforma della giustizia e la doppia fiducia del Parlamento sulla riforma della pubblica amministrazione spingono l’attenzione sulla legge sulla concorrenza, che soffre dello slot saltato di luglio, e sulla riforma fiscale che dovrebbe essere affrontata per fine settembre. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) dà più spazio alla concorrenza e alla messa a gara delle concessioni, anche nel trasporto pubblico locale. La nuova legge sulla concorrenza dovrà regolare il sistema di realizzazione e gestione delle infrastrutture strategiche, la rimozione di barriere all’entrata nei mercati. Ma dovrebbe avere anche una parte di semplificazioni visto che punta a spingere la produzione di rinnovabili che è frenata dall’iter burocratico. E conterrà misure per le gare dei servizi pubblici locali, trasporto compreso.

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Restano però alcune incognite che il premier dovrà superare alla ripresa, su fisco e concorrenza: poche risorse per tagliare le tasse, idee diverse su come impiegarle. E divergenze tra i partiti su come liberalizzare il mercato, dall’idroelettrico ai servizi pubblici locali. Si tratta di riforme complesse.

Entrambi i provvedimenti sono attesi da anni (l’unico e ultimo ddl sulla concorrenza è entrato in vigore nel 2017), ma su entrambi le intese tra le forze della maggioranza sono ancora tutte da costruire. Il ddl sulla concorrenza andrà a toccare alcuni settori sensibili, come le concessioni per le dighe, che interessa in particolare le Regioni del nord a guida leghista, ma anche i criteri per l’assegnazione dei servizi pubblici locali che troppo spesso le amministrazioni preferiscono gestire in-house anziché mettere a gara.

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Per la riforma del fisco il nodo principale sono le risorse. Sul tavolo invece per il momento ce ne sono appena per 2-3 di miliardi quando ne servirebbero diverse decine. Tanto che il ministro Daniele Franco ha già delineato una riforma «graduale», da attuare via via che si renderanno disponibili i fondi. Sulle priorità, superamento dell’Irap, calo dell’Irpef, intervento sul ceto medio (tra i 28mila e i 55mila euro di reddito), tutta la maggioranza converge.

Dalla concorrenza al fisco, al lavoro, le riforme in agenda a settembre sono da brividi - si ammette in ambienti di maggioranza - per un esecutivo così eterogeneo. Ma procedere senza fratture è possibile, si mostra convinto Draghi. E sarà possibile a giudizio del premier  anche su un tema divisivo come il reddito di cittadinanza. «Sostengo in pieno il concetto alla base» del reddito, ha affermato Draghi prima di partire per le vacanze. E ha aggiunto: «E’ troppo presto per dire se verrà ridisegnato, riformato e come cambierà la platea dei beneficiari». Comunque, in autunno il governo rimetterà mano agli aspetti del Reddito che non hanno funzionato, a partire dal fronte politiche attive.

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