Ddl Zan, prove tecniche di Quirinale: il voto segreto riaccende le tensioni nel Pd. Cosa succede ora

Scambio di accuse tra centrodestra e centrosinistra, tra Pd, Leu e Iv per l'affossamento della legge

Ddl Zan, prove tecniche di Quirinale: il voto segreto riaccende le tensioni nel Pd. Cosa succede ora
di Marco Conti
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 16:17 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 11:02

ROMA Nessuno ha alzato il piede dall’acceleratore e alla fine il ddl Zan si è schiantato così come previsto da molti. «Il rischio di affossare la legge era sotto gli occhi di tutti», riflette Emma Bonino che ha votato contro il meccanismo della tagliola che ha affossato la legge. Lo scambio di accuse tra centrodestra e centrosinistra, tra Pd, Leu e Iv, non nasconde il disastro ma per qualcuno lo esalta sino a ipotizzare di trasformare la sconfitta in una bandiera da esibire nella prossima campagna elettorale.

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Ddl Zan, prove tecniche di Quirinale

È il caso del M5S di Giuseppe Conte, che il giorno prima aveva disertato il tavolo di mediazione avanzato in extremis da Enrico Letta. Niente da fare, per Leu, M5S è una parte del Pd che, guidata dal “narcisista” Alessandro Zan come lo definisce l’azzurro Francesco Giro, hanno cercato la conta e hanno perso anche se per soli 23 voti. Della legge contro l’omofobia, la transfobia e la misoginia se ne potrà riparlare solo tra sei mesi. Ovvero quando la legislatura è al tramonto e i parlamentari in altre faccende affaccendati. 

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La partita Quirinale

D’altra parte il voto segreto è una brutta bestia da domare per qualsiasi segretario. Enrico Letta, segretario del partito che ha come relatore proprio il dem Zan, ha fatto così le prove generali in vista di un voto altrettanto segreto, come quello che viene utilizzato per eleggere il Presidente della Repubblica. Al Nazareno c’è chi ora si interroga sull’utilità del muro contro muro e si prende a riferimento il dibattito che nella scorsa legislatura precedette la legge sulle unioni civili che, per passare, venne depurata della stepchild adoption per le coppie omosessuali. Ovvero la possibilità di adottare il figlio non biologico del partner che è già possibile ma per gli etero. La norma venne accantonata, ma si fecero le unioni civili in omaggio ad un riformismo che si muove tenendo conto delle opportunità.

I dem

L’impressione è che lo scontro sia stato cercato da chi a sinistra insegue l’alleanza di ferro con il M5S. «Giravolte sovranisti e riformisti hanno affossato la legge», sintetizza non a caso Goffredo Bettini, membro della direzione del Pd. Dopo giorni di bonaccia, tra i dem è quindi destinato a riprendere il dibattito interno soprattutto sulle alleanze. L’ala ex Ds non sembra voler concedere molto spazio al neo segretario e a coloro che, come Andrea Orlando, chiedono di riaprire il dialogo con l’ala liberal dello schieramento ora presidiata da Calenda e Renzi.

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