Caos Procure, Mattarella: «Riforma Csm per credibilità magistrati»

Venerdì 29 Maggio 2020
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Caos Procure, il Quirinale: «Il Presidente non può sciogliere il Csm a discrezione»

Sul caos Procure interviene il Quirinale. Il presidente Mattarella già da tempo si è «augurato che il Parlamento provvedesse ad approvare una adeguata legge di riforma delle regole di formazione del CSM. Una riforma che contribuisca - unitamente al fondamentale e decisivo piano dei comportamenti individuali - a restituire appieno all'Ordine Giudiziario il prestigio e la credibilità incrinati da quanto appare, salvaguardando l'indispensabile valore dell'indipendenza della Magistratura, principio base della nostra Carta».

«Per quanto superfluo va chiarito che il Presidente della Repubblica si muove - e deve muoversi - nell'ambito dei compiti e secondo le regole previste dalla Costituzione e dalla legge e non può sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura in base a una propria valutazione discrezionale». È quanto ricorda una nota del Quirinale sul Csm.

«Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio Superiore della Magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al Presidente della Repubblica ma al Governo e al Parlamento», continua la nota.

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«É appena il caso di ricordare che un eventuale scioglimento del Consiglio Superiore della Magistratura comporterebbe un rallentamento, dai tempi imprevedibili, dei procedimenti disciplinari in corso nei confronti dei magistrati incolpati dei comportamenti resi noti, mettendone concretamente a rischio la tempestiva conclusione nei termini previsti dalla legge».

«Per quanto attiene alla richiesta che il Presidente si esprima sul contenuto di affermazioni fatte da singoli magistrati contro esponenti politici va ricordato che, per quanto gravi e inaccettabili possano essere considerate, sull'intera vicenda sono in corso un procedimento penale e procedimenti disciplinari e qualunque valutazione da parte del Presidente potrebbe essere strumentalmente interpretata come una pressione del Quirinale su chi è chiamato a giudicare in sede penale o in sede disciplinare». Lo afferma una nota del Quirinale sul Csm.

La polemica. Era stato Salvini che aveva sollecitato l'azzeramento del Csm. «Non sono un complottista ma leggo le intercettazioni contro di me da magistrati di altissimo livello e mi domando se è normale. Che cosa si aspetta ad azzerare il Csm e a procedere per sorteggio? Ho tale stima per Mattarella che non mi permetto di chiedere nulla, è sotto i suoi occhi e sotto quelli di 60 mln di italiani che un conto è l'indipendenza della magistratura, un altro è amministrare per motivi partitici l'esercizio della magistratura». 

«Ancora una volta il presidente della Repubblica ci indica una strada, che è quella migliore: se le forze politiche hanno qualcosa da 'dirè hanno la possibilità di fare una riforma. Ed è quello che stiamo facendo». Così il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ad «Accordi e disaccordi» trasmissione di Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Luca Sommi in onda sul 9.
 

Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 12:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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