Casa, imprese e sblocca cantieri: braccio di ferro sul pacchetto Tria

Sabato 16 Marzo 2019 di Andrea Bassi

Il pacchetto crescita del governo prende forma. Ma non senza qualche attrito, per adesso sotto traccia, all'interno della maggioranza. Luigi Di Maio, che da tempo sta lavorando alle misure pro imprese ha provato a riprendere in mano il bastone del comando dopo che, come anticipato da Il Messaggero, sul tavolo del governo è arrivato anche un pacchetto di proposte messe a punto dal ministro dell'Economia Giovanni Tria. Un piano disegnato in vista della scadenza del 10 aprile, la data ultima per la presentazione del Def, il Documento programmatico della finanza pubblica. La crescita programmatica indicata solo qualche mese fa all'1% sembra una chimera. Il quadro tendenziale, ossia a bocce ferme, senza interventi del governo, rischia di fermarsi a uno zero virgola. Urge intervenire, almeno per scrivere un nuovo quadro programmatico. Ma per giustificare l'indicazione di una crescita maggiore, utile anche a scongiurare una manovra-bis subito dopo le elezioni europee, servono provvedimenti concreti. Tria è convinto che lo sblocca-cantieri da solo non basti. Serve ridare fiato alle imprese. Una frustata, o come dicono nei corridoi di via XX settembre, una spinta all'economia. Così Tria ha messo sul tavolo del governo un provvedimento di una trentina di articoli. Dentro ci sono diverse misure concrete. Ci sono alcune novità rilevanti, e qualche marcia indietro rispetto alle scelte fatte dal governo solo qualche mese fa con la manovra di bilancio. Il super-ammortamento al 130% per gli investimenti in beni strumentali sarà reintrodotto fino a fine anno.

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I NUOVI OBBLIGHI
Dietrofront anche sui Pir, i piani individuali di risparmio. I nuovi obblighi di investimento, che erano stati inseriti con la manovra e che avevano bloccato gli investimenti, vengono rinviati. Ci sarà una misura di sostegno all'edilizia, che prevede l'applicazione di imposte di registro, ipotecarie e catastali nella misura fissa di 200 euro per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione che entro 10 anni provvedono alla demolizione e alla ricostruzione degli stessi. A questo si aggiungerà anche un'altra norma inserita, invece, nello sblocca-cantieri da Palazzo Chigi, visto che i due provvedimenti per ora viaggiano separati, e che prevede per chi compra un immobile per poterlo poi dare in affitto dopo la sua riqualificazione, il dimezzamento dell'imposta di registro oggi fissata al 9% e un'Imu più leggera per quattro anni.

IL POTENZIAMENTO
Il Fondo centrale di garanzia, appena potenziato dalla legge di bilancio, poi, avrà una nuova linea di intervento per stimolare i programmi di investimento a lungo termine delle medie imprese. L'investimento massimo ammissibile raddoppierà a 5 milioni di euro. Una misura gemella riguarderà gli investimenti nel turismo. Sarà rafforzata anche la legge Sabatini, con l'eliminazione del tetto dei 2 milioni per gli investimenti. Stesso discorso anche per un altro strumento che le imprese utilizzando per finanziare i propri investimenti: i mini-bond. Anche in questo caso ci sarà un innalzamento dei massimali. Arriva anche una moral suasion sui tempi di pagamento per le imprese private. Nelle loro scritture e nei loro documenti dovranno indicare quanto tempo impiegano a saldare le loro fatture.
C'è poi il rifinanziamento del Fondo di garanzia per la prima casa, l'aiuto dello Stato che copre fino al 50% della quota capitale dei mutui fino ad un importo massimo di 250 mila euro. Avrà a disposizione, per il 2019, altri 200 milioni di euro. I tecnici dell'Economia puntano anche a risolvere un problema increscioso che si è verificato con il rientro dei cervelli dall'estero. Diversi ricercatori tornati in Italia si sono visti chiedere indietro dall'Agenzia delle entrate i benefici fiscali concessi perché non risultavano iscritti all'Aire, il registro italiano dei residenti all'estero. Per loro arriverà una sanatoria.
Il provvedimento scritto dal Tesoro, come detto, interviene anche sulla stessa materia affrontata con lo sblocca-appalti di Palazzo Chigi. Ma via XX settembre ha provato ad utilizzare norme più snelle, immediatamente applicabili, come la sospensione sperimentale di alcune regole del codice degli appalti, come l'obbligo per i Comuni non capoluogo di dover ricorrere a centrali di committenza; del limite del 30% dell'importo sub-appaltabile (una norma questa inserita anche nel provvedimento di Palazzo Chigi); dell'obbligo di individuazione dei commissari di gara attraverso l'uso dell'albo.

LA RIDUZIONE
Verrebbe poi ridotto a 45 giorni il termine del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici per esprimere il parere. Ed ancora, una maggiore flessibilità per gli appalti sotto soglia e un'accelerazione delle procedure del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Bisognerà adesso attendere e capire cosa accadrà in vista del consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere mercoledì prossimo. Se cioè, il governo farà una sintesi dei vari provvedimenti sul tavolo o se i pezzi rimarranno separati. Alcuni passi avanti sono stati fatti. Nel testo di Palazzo Chigi, per esempio, è stato accantonata l'idea di un super-commissario per tutte le opere bloccate che sarebbe apparso come un commissariamento dello stesso ministro Toninelli. Ci saranno più uomini che dovranno verificare lo stato dei cantieri. Ieri Conte ha riaperto la «Sala Verde», il luogo simbolo della concertazione, e ha incontrato sia i rappresentanti delle imprese che i sindacati dei lavoratori. A tutti ha promesso che terrà conto delle loro istanze. Per lunedì è già stato convocato un nuovo tavolo tecnico per recepire le indicazioni che arriveranno da industriali e lavoratori. Sarà, insomma, un week end di lavoro. Anche perché il governo sa che il tempo è nemico e che ormai non è più possibile rinviare il varo del provvedimento.
 

Ultimo aggiornamento: 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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