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Covid Veneto, Zaia attacca il Governo sul Dpcm: «Con queste misure i contagi non scenderanno»

Domenica 25 Ottobre 2020
Zaia attacca il Governo sul Dpcm: «Con queste misure i contagi non scenderanno»

Si riaccende lo scontro tra le Regioni e il Governo sulla gestione dell'emergenza Covid. Stavolta tocca al governatore del VenetoLuca Zaia, criticare aspramente l'esecutivo per le misure introdotte con il nuovo dpcm. In un'intervista ad Antenna Tre il presidente spiega di aver chiesto di apportare delle modifiche, ma di non essere stato ascoltato. «E lo dice uno che è sempre stato solidale, che non ha mai fatto polemiche e non le voglio fare - dice Zaia- ma di fatto il Governo ha scelto di fare questa strada da solo, approvando il dpcm senza accogliere la minima modifica richiesta dalla Regione, dalle Regioni». Per Zaia «questo è emblematico, non è mai accaduta una cosa del genere».

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«Che il Presidente Conte dica che c'è la collaborazione delle Regioni è vero - ripete - ma è altrettanto vero che il Governo non ha ascoltato le Regioni». Per Zaia il dpcm «è frutto del lavoro del Governo con nessuna negoziazione con le Regioni, visto e considerato che c'è un documento agli atti in cui chiedevamo di far chiudere i ristoranti alle 23, di prevedere alcune misure rispetto ad altre attività in una visione costruttiva». Invece, per il governatore «si è scaricato il problema su poche attività e su poche persone».

«Noi non abbiamo contezza di infezioni o focolai nei ristoranti, i ristoratori si sono mossi con prudenza, hanno rispettato le linee guida», aggiunge ancora Zaia. «Chiuderli vuol dire che si vuole confermare che tutto quello che si è fatto fino ad adesso non serviva».

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«Sono convinto, con una punta di scetticismo, che la curva di contagi con le misure che si sono prese non avrà tutte queste modificazioni. Staremo a vedere, il tempo sarà galantuomo. Abbiamo oggi una pressione negli ospedali che è di 77 persone in terapia intensiva - ricorda -. Il 13 di marzo dopo appena 20 giorni dal primo caso ne avevamo 111 e il 29 marzo avevamo già raggiunto la punta con 356». Attualmente, sottolinea, vi sono «poco più di 600 persone ricoverate nei diversi reparti degli ospedali». «Pressione ce n'è, è inevitabile - spiega - però è pur vero che siamo pronti con l'artiglieria pesante in caso di difficoltà».

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«Resto convinto che se fossi stato lì a redigere questo dpcm avrei puntato tanto sugli assembramenti, perchè sono i momenti di aggregazione senza distanziamento sociale che rischiano di diffondere il virus». Lo sostiene ad Antenna Tre il Presidente del Veneto Luca Zaia. «Leggendo con attenzione il decreto, magari mi sbaglio, vedo ancora che c'è la norma che dice che qualcuno potrà provvedere, immagino il sindaco, a chiudere le piazze in caso di assembramento dopo le 21 - aggiunge -. Non so se è un refuso ma si crea un varco pericoloso a favore degli assembramenti».

«Adesso valuteremo fino in fondo gli aggiustamenti da fare», conclude Zaia. «Questo decreto - sottolinea - ci dà degli oneri, ad esempio quello della scuola, rispetto al fatto di valutare se è il caso di provvedere alla didattica distanza oppure no». Il governatore annuncia che domani sarà alle 7.30 nella sede della Protezione Civile di Marghera per «leggere bene il dpcm con l'Avvocatura e l'ufficio legale, per capire quali sono le nostre competenze e cosa potremo fare».

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Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 17:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA