Corruzione, più tutele a chi denuncia: le nuove regole. Per chi licenzia i "whistleblower" multe fino a 50mila euro

Il governo recepisce la direttiva Ue per difendere chi segnala reati contro le Pa

Corruzione, più tutele a chi denuncia: le nuove regole. Per chi licenzia i "whistleblower" multe fino a 50mila euro
di Francesco Bechis
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Venerdì 9 Dicembre 2022, 06:59

Denunciare la corruzione si può, si deve. E adesso sarà un po' più semplice. Il governo Meloni è pronto al giro di vite: oggi in Consiglio dei ministri sarà approvato il decreto che recepisce la Direttiva europea sul whistleblowing (2019/2037). Ovvero l'atto Ue che chiede agli Stati membri di mettere in campo misure per tutelare e aiutare chi decide di denunciare reati contro la Pubblica amministrazione. Appalti truccati, truffe finanziarie, violazioni della sicurezza dei trasporti, dei prodotti alimentari, della salute pubblica. Con il recepimento (in calcio d'angolo: la scadenza è domani) della direttiva l'Italia prova a mettere un freno ai reati contro la Pa.

LA STRETTA

Come? Anzitutto prevedendo nuove tutele per il whistleblower. Ovvero il dipendente, il lavoratore autonomo o anche solo il tirocinante che opera nel settore pubblico o privato e decide di segnalare le violazioni. Due i fronti di intervento. Da una parte le misure per facilitare la denuncia e scoraggiare ritorsioni del datore di lavoro. Il decreto prevede infatti l'obbligo per tutti gli enti pubblici e privati di «dotarsi di canali di segnalazione interni». Ma anche di un canale di comunicazione esterna per riferire le violazioni all'Anac (Autorità nazionale anti-corruzione) «tramite il ricorso a sistemi di crittografia», nel rigoroso anonimato della persona coinvolta e di eventuali «facilitatori». Dall'altra un inasprimento delle sanzioni. Per adeguarsi alla nuova missione l'Anac sarà potenziata da un team di 22 esperti (con un costo di circa 26 milioni di euro da qui al 2030 per le casse dello Stato) e dovrà garantire tempi certi per dare una risposta al whistleblower: sette giorni per la conferma di ricezione, tre mesi per dare un responso sulla segnalazione. Ma l'Authorithy dovrà intervenire anche comminando sanzioni salate - fino a 50mila euro - ai datori di lavoro o i superiori che si vendicano contro il whistleblower.

Tra le ritorsioni sotto il torchio delle nuove multe non solo il licenziamento, ma anche il demansionamento o il trasferimento immotivato del dipendente. Una protezione, ha specificato il presidente dell'Anac Giuseppe Busia, che sarà garantita «solo a chi realmente la merita» e non dunque a chi «viene giustamente sanzionato dal proprio datore di lavoro». Con le regole nuove l'Italia non solo evita la procedura di infrazione, ma aggiunge un tassello chiave alle riforme necessarie per mettere a terra i fondi del Pnrr. Tra gare pubbliche e una miriade di autorizzazioni per sbloccare le risorse Ue, il rischio della corruzione è dietro l'angolo. Ora, forse, un po' meno di prima.

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