Coronavirus, Salvini: «Qualcuno ha dormito, chi ha sbagliato si dimetta». Scontro aperto con il premier

Coronavirus, Salvini: «Qualcuno ha dormito, chi ha sbagliato si dimetta». Scontro aperto con il premier
di Simone Canettieri
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Lunedì 24 Febbraio 2020, 07:35

«Non è possibile avere un presidente che si dice sorpreso dall'aumento dei contagi, non può essere sorpreso, può esserlo il passante che passeggia a Roma». Matteo Salvini attende 24 ore e torna ad attaccare il governo sull'emergenza Coronavirus. Il leader della Lega dice che «qualcuno dovrà chiedere scusa agli italiani». E non ci sta a passare da sciacallo, come lo accusano in queste ore dalla maggioranza. «Sono assolutamente d'accordo con Mattarella, che invita a stare insieme, dobbiamo dare risposte alle famiglie». Ma, è il ragionamento dell'ex ministro dell'Interno, «qualcuno finora ha dormito». Ecco perché è pronto a «chiedere il conto». Ovvero le «dimissioni» di chi nel governo ha «sottovaluto» i casi. «Mi sembra evidente che se l'Italia è l'unico paese in Europa ad avere questi problemi, è evidente che qualcuno non ha fatto quanto doveva», continua ancora Salvini.

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In queste ore in molti nella Lega ricordano come vennero prese, poche settimane fa, le proposte dei governatori del Nord (Zaia, Fontana, Fedriga) di arrivare a misure più stringenti. L'opposizione attacca sui lavori del Parlamento che tornerà a riunirsi oggi per il decreto intercettazioni. «Invece di portare in Aula, con evidente perdita di tempo, il tema delle intercettazioni - ha spiegato il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari - il governo sia responsabile, almeno una volta, e informi il Parlamento».

IL BOTTA E RISPOSTA
Ma lo scontro è ormai alto tra il premier e Salvini. A cui appunto Conte risponde: «L'ho cercato su vari cellulari, che ho e non mi ha risposto, ma lo conosco, ci ho lavorato 15 mesi, non mi stupisce il suo comportamento. Posso mostrare anche i messaggi». Poi il presidente del Consiglio si consente un affondo ironico. «Non lo so perché chiede le scuse: vorrebbe le scuse dallo scorso agosto, ma io io lo scorso agosto ho semplicemente detto quello che ritenevo andasse detto in Parlamento».

Da Forza Italia intanto tornano a chiedere di valutare la «sospensione del trattato Schenghen». Una misura, respinta sabato sera dal premier Giuseppe Conte che l'ha definita «draconiana». Anna Maria Bernini, capogruppo di FI insiste: «Non mettiamo in dubbio che il governo stia applicando il principio di massima precauzione, ma non basta. Abbiamo il dovere di prendere decisioni forti». Un concetto ribadito anche da Antonio Tajani, numero 2 di Forza Italia. Il fronte su cui battono dal centrodestra è proprio questo. Anche il governatore della Lombardi torna a ripeterlo: ««Non voglio fare polemiche, absit iniuria verbis - -, lo dico soltanto per migliorare la reazione che avremo in futuro, perché in futuro si ponga più attenzione anche da coloro che vengono dall'estero». «La sospensione del Trattato di Schengen - ha detto Eugenio Zoffili (Lega) - non equivale al blocco dei flussi di transito, ma permetterebbe controlli sanitari adeguati e proporzionati».

Diversa la posizione di Giorgia Meloni: «Abbiamo ribadito la nostra massima collaborazione per tutelare la salute dei cittadini e per sostenere ogni misura utile a contenere il contagio». Allo stesso il partito di Meloni chiede con fermezza che il governo riferisca quanto prima sull'emergenza Coronavirus.
 
 

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