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Coppa Italia, il deputato leghista non ci sta: «C'era il rigore». E scrive al presidente degli arbitri

La rabbia dell'onorevole atlantino
di Stefania Piras
3 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Maggio 2019, 16:40

Gli viene da piangere. Per forza, la sua Dea ha perso ieri all'Olimpico due a zero contro la Lazio. E quando si tratta di Atalanta, Daniele Belotti, relatore della legge delega sullo Sport ma soprattutto deputato leghista di Bergamo che Matteo Salvini aveva individuato come commissario della Lega per Roma e il Lazio, passa sopra a tutto.
E così Belotti, che tutti a Bergamo conoscono come Ol Belot, medita grandi gesta, anche un'interrogazione al governo per il mancato rigore a favore dei neroazzurri dopo il presunto fallo di mani. Anche Belotti era in tribuna tra i 21 mila atlantini «alcuni arrivati appositamente a Roma da ogni parte del mondo (dall’Australia, da New York, da Miami, dal Marocco, dall’Inghilterra)». Intanto ha scritto una lettera al presidente dell'associazione italiana arbitri. 

«Anche noi atalantini ora abbiamo il nostro Byron Moreno», esordisce nella missiva indirizzata a Marcello Nicchi. «Caro Presidente, Le scrivo non come deputato, ma come semplice tifoso. Il riferimento è la finale di Coppa Italia di ieri sera. Avrei potuto, come hanno fatto in passato numerosi parlamentari presentare un’interrogazione ufficiale al governo, ma ho sempre ritenuto che fosse una pratica inutile e semplicemente strumentale perché ministri o sottosegretari in questi casi non c’entrano assolutamente nulla. Preferisco rivolgermi direttamente a Lei, nella figura di massimo rappresentante della classe arbitrale italiana. Ci siamo conosciuti nei giorni scorsi in occasione della sua audizione, in VII Commissione alla Camera, in merito alla nuova legge delega sullo Sport di cui sono relatore. Ho sinceramente apprezzato il suo intervento che ha fatto trasparire la sua profonda passione per la categoria che rappresenta. Un intervento molto costruttivo e ricco di indicazioni utili che avevo avuto modo di elogiare pubblicamente già in sede di replica. Detto questo sono certo che non potrà che valutare con attenzione quanto accaduto ieri sera allo stadio Olimpico. Mi riferisco all’episodio del fallo di mani del laziale Bastos al 25’ del primo tempo. Ci può stare che l’arbitro Banti, dal campo, possa non averlo visto, ma come ha fatto a non accorgersene l’addetto al Var Gianpaolo Calvarese? Nelle riprese televisive il fallo era straordinariamente evidente. Per di più su un tiro che è finito sul palo, quindi una deviazione fondamentale, a braccio largo. C’era il rigore e in base al regolamento pure il cartellino giallo e di conseguenza l’espulsione del difensore laziale, già ammonito. Un episodio che avrebbe sicuramente cambiato la gara. E invece, qualcuno ha fatto finta di niente o per incapacità o malafede. Non volendo pensare minimamente alla seconda, resta il fatto che per una finale di Coppa Italia sono stati scelti degli arbitri inadeguati. Pensi se un episodio simile fosse capitato a un mondiale alla nazionale? Ci sarebbe stata una sollevazione di piazza». 

«Caro Presidente, mi permetta, ma forse a qualche arbitro magari bisognerebbe prevedere uno scivolo per un prepensionamento», conclude Belotti che si firma «deputato, ma soprattutto tifoso». E infatti, da tifoso, non l'ha presa bene. 

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