Rai, il centrodestra all'attacco: «Ristabilire il pluralismo». Il Pd: «Inquietante e paradossale»

Lunedì 21 Ottobre 2019
Rai, il centrodestra all'attacco: «Ristabilire il pluralismo». Il Pd: «Inquietante e paradossale»
Il centrodestra protesta compatto contro la Rai che a loro avviso mancherebbe di equilibrio: «Dopo aver inutilmente atteso un autonomo segnale di giustizia elettorale da parte della Rai in seguito all'atto di genuflessione con l'intervista-inganno in prima serata su Rai1 al premier Giuseppe Conte, abbiamo chiesto al presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, di convocare con urgenza l'ufficio di presidenza al fine di ristabilire il pluralismo e riequilibrare immediatamente l'informazione del servizio pubblico, anche per chiedere un chiarimento in audizione ad amministratore delegato e direttore del Tg1». Lo scrivono il segretario della Vigilanza Massimiliano Capitanio della Lega, e i capigruppo Giorgio Mulè di Forza Italia e Daniela Santanchè di Fratelli d'Italia in una lettera a Barachini che ha convocato, come è nelle sue prerogative, l'ufficio di presidenza per domani alle 13. Una decisione che provoca però l'irritazione di Michele Anzaldi (Iv): «Non è stata consultata la maggioranza, è una ferita gravissima».

Mercoledì 23 ottobre, alle 14, la Vigilanza ascolterà invece in audizione il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Domani, invece, si parlerà probabilmente di pluralismo, mentre in questi giorni l'informazione e i programmi di approfondimento hanno dato molto spazio ai leader politici. Domani Salvini sarà ospite a Porta a porta, mentre la settimana scorsa Vespa ha ospitato il duello tra Renzi e Salvini. Ieri la Meloni era dalla Annunziata, e Renzi da Fazio. Per non parlare dei servizi del Tg1 e del Tg2 su San Giovanni sabato.

Per il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci «è paradossale, inquietante, vergognoso, che Salvini con Forza Italia e Fratelli d'Italia chiedano il ripristino del pluralismo nel servizio pubblico. Ricordo che il Pd attende ancora di verificare le schede che hanno portato all'elezione di Foa, un uomo così di parte, come presidente della Rai, e che continua a ritenere scandalosa la sua sua permanenza in Viale Mazzini. Siamo noi che attendiamo risposte dalla Vigilanza».

«Allo smemorato» Marcucci da Forza Italia replica Giorgio Mulè «molto sommessamente che il suo attuale partito, cioè il Pd, ha alzato fino a poche settimane fa le barricate in commissione di Vigilanza per denunciare l'uccisione del pluralismo, l'asservimento alla maggioranza (quella gialloverde) della Rai e varie altre contumelie prima fra tutte le 682 presenze di Conte nei tg definite come sconcertanti».

Respinge al mittente le critiche Michele Anzaldi: «Anche i partiti di centrodestra si accorgono ora, a scoppio ritardato, dello scandalo informazione in Rai, in particolare a Rai1, dopo l'imbarazzante cambio di palinsesto per il monologo di Conte. Meglio tardi che mai. È giusto che la commissione di Vigilanza se ne occupi, come chiedono Capitanio, Mulè e Santanchè. Si convochi subito la direttrice di rete Teresa De Santis, ovvero chi ha la responsabilità sul palinsesto e su tutto quello che va in onda, per capire cosa è successo e perché sono state fatte scelte che danneggiano l'azienda».
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