GIUSEPPE CONTE

Migranti, Conte: «No agli sbarchi? Manderò un aereo a prenderli»

Martedì 8 Gennaio 2019
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«L'Italia ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma è stata chiara e strutturata: nella gestione dei flussi occorre approccio strutturato». Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ospite di "Porta a Porta", apre uno spiraglio sulla questione dei 49 migranti bloccati da 18 giorni a bordo delle due ong tedesche al largo di Malta. E spiega: «La delusione è forte, verso l'Europa. Tutti hanno una verità, la nostra verità è che contrastiamo i trafficanti. Abbiamo ottenuto un drastico calo degli sbarchi: rispetto al 2017 più dell'80%. Ma se non c'è un meccanismo europeo condiviso sarà sempre un problema e diverrà sempre un'emergenza. Ci stiamo battendo affinchè, prima di individuare il porto, che non deve essere necessariamente quello più vicino, si trovi un meccanismo di gestione europeo da applicare di volta in volta».

Polemica con Salvini. «Vorrà dire che non li faremo sbarcare, li prenderò con l'aereo e li riporterò». Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Porta a Porta, replicando al vicepremier Matteo Salvini che in diretta Facebook torna a dire no agli sbarchi dei migranti fermi al largo di Malta.

Caso Sea Watch e Sea Eye. E riferendosi alle due ong attualmente al largo di Malta in attesa di un porto di sbarco, aggiunge: «Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare: io non volendo tradire la linea di coerenza del governo, penso che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo ma se marchiamo nel segno dell'eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza». E ancora: «Salvini è ragionevole, lo accusano di essere razzista o xenofobo ma non ho mai notato questi elementi. Gli parlerò».

E più in generale sempre sulla questione migranti conclude: «Nel corso dell'ultimo incontro al Consiglio europeo ho detto che se continuiamo a ragionare secondo convenienze nazionali non avremo strumenti condivisi. Ora da giugno stentiamo a trovare un soluzione concreta sui flussi migratori: l'Italia con il rigore il problema l'ha risolto. Potremmo dire all'Europa che il problema noi l'abbiamo risolto. Ma ne va della credibilità del Paese, e l'Italia - conclude - non viene meno a richieste di applicare un sistema condiviso, ma tra tutti».  

Decreto sicurezza. «Il rischio è che sul decreto sicurezza, che è entrato in vigore da poco, possa esserci qualche pregiudiziale ideologica, ma io arriverò al tavolo con l'Anci senza pregiudiziali. E con Salvini, che è persona ragionevole, ci confronteremo. Ma al momento non si segnalano problemi. Ho dichiarato che a mio avviso chi ha responsabilità nelle amministrazioni locali ha il vincolo, l'obbligo, di applicare le leggi. Il decreto sicurezza può non essere condiviso ma certamente non può essere disapplicato. Il percorso del ricorso di costituzionalità è assolutamente legittimo. Nel frattempo la legge va applicata». 

«Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con l'Anci. Se ci sono problemi applicativi si possono verificare. Ma ad esempio l'assistenza sanitaria viene garantita dal decreto. È giusto il confronto con le comunità locali. Io credo che sia un segnale di forza e non debolezza confrontarsi anche sulle modalità applicative. Con Salvini».

Caso Macron-Di Maio. «Anche Macron comprende che quando Di Maio fa affermazioni come quella sui gilet gialli francesi le fa come leader del M5s più che come vicepremier. Dietro c'è l'aver colto qualche affinità con argomenti che sono nelle corde del M5s. Conoscendo il dna del Movimento c'è però una forte censura dei comportamenti violenti che non sono accettabili». 

«Confesso che in realtà mi sono preoccupato: durante la trattativa con l'Ue non ho sottovalutato l'impatto negativo che poteva avere la protesta in Francia e l'intervento di Macron. Ho pensato che avrebbe potuto irrigidire l'area rigorista, come in effetti è stato». 

Manovra. «Con Juncker siccome ha grande esperienza, sin dall'inizio, quando la situazione era in salita, ci siamo parlati un attimo e ci siamo guardati negli occhi e ci siamo capiti: gli ho prospettato ragioni non solo economiche ma anche politiche per evitare conseguenze negative».

Caso Tav. «Sono agnostico sulla Tav: ora c'è la commissione che ha completato l'istruttoria. Voglio valutare i suoi lavori: non ha senso dire di interrompere o meno. Bisogna attualizzare ai bisogni di ora, ma non sto prendendo posizione». 

Riguardo poi al Reddito di cittadinanza ha assicurato: «Giovedì porteremo il reddito di cittadinanza e quota 100 in approvazione al Consiglio dei ministri. Vareremo poi il codice per la crisi d'impresa. Sono queste le riforme di cui il Paese ha bisogno». 

Ultimo aggiornamento: 20:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA