M5S, Conte nel pantano: non riesce a nominare i vertici dei 5Stelle

M5S, Conte nel pantano: non riesce a nominare i vertici dei 5Stelle
di Marco Conti
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Lunedì 23 Agosto 2021, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 14:52

Il rebus non è di facile soluzione e ancor più scegliere il momento per render noti i nomi che andranno a comporre il quadro dirigente di un Movimento che su tantissimi temi continua ad avere una linea politica poco chiara. La nomina del comitato direttivo che, da statuto, affiancherà Giuseppe Conte, dovrebbe servire proprio ad evitare gli equivoci sulla politica estera, esplosi nuovamente dopo le parole dell'ex premier sui talebani e la situazione in Afghanistan, ed interrompere i silenzi. Fragoroso quello che è seguito all'affondo del presidente di Confindustria Carlo Bonomi contro il ministro Andrea Orlando e la viceministra Alessandra Todde sul decreto delocalizzazioni. Se il primo è stato difeso a spada tratta dal suo segretario, Enrico Letta, non una parola da parte di Conte in difesa della Todde.

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Conte non riesce a nominare i vertici dei 5Stelle


L'ex premier preferisce però muoversi con prudenza e sfoglia la margherita e cercando un equilibrio che permette di ridurre al minimo l'impatto anche a costo di dover rinviare a dopo le elezioni amministrativa la scelta dei tre vicesegretari, del comitato di garanzia e i vari responsabili di settore. Tra dimaiani, amici di Grillo e contiani della prima ora, l'equilibrio non è facile e la scelta si intreccia con le elezioni amministrative dove Paola Taverna continua nella caccia ai candidati e in tanti consigliano Conte di ufficializzare i nomi che andranno a comporre l'organigramma del Movimento solo dopo il voto per evitare contraccolpi.
La segreteria, come vice di Conte, dovrebbe essere composta dal ministro Luigi Di Maio, dal senatore Mario Turco - stretto collaboratore dell'ex premier - e dalla viceministra al Mise Alessandra Todde o dalla sindaca di Torino Chiara Appendino. Questi i nomi per ora più gettonati, ma nella riffa restano ancora Lucia Azzolina, Laura Castelli e Barbara Floridia.

I PROFILI

La grande abbondanza di figure femminili deriva dalla volontà di Conte di ripetere lo schema che ha imposto Letta al Pd nella scelta di capogruppo al femminile. D'altra parte l'ex premier, anche nelle scelte interne, continua a muoversi in stretto contatto con alcuni consiglieri dem. L'argomento della necessità di avere «donne ai vertici» Conte pensava di usarlo per cambiare il capogruppo alla Camera Davide Crippa con il più fidato Riccardo Riccardi. L'avvicendamento resta nelle intenzioni - anche perché Crippa è considerato troppo vicino a Grillo - ma dovrebbe essere limitato a Montecitorio e non riguardare il Senato dove dovrebbe rimanere Ettore Licheri, anche per non perdere il ruolo da vicepresidente di Palazzo Madama spostando la Taverna nel compito di capogruppo. Il capodelegazione resterà l'attuale ministro dell'Agricoltura Stefano Patuanelli che ha da sempre uno stretto rapporto con Conte.

IL COMITATO DI GARANZIA

Nel comitato di garanzia, che di fatto controlla il comitato direttivo le cui decisioni sono prese a maggioranza, un posto sicuro dovrebbe ricoprirlo l'ex reggente di lungo corso, Vito Crimi. Responsabile esteri e responsabile economia tra i ruoli di seconda fascia ma ugualmente ambiti. Sul primo si giocano la poltrona due europarlamentari: Tiziana Beghin e Fabio Castaldo, attuale vicepresidente del Parlamento europeo.
Sul fronte economico in pole position c'è Stefano Buffagni anche se la svolta nordista di Conte potrebbe riservare ulteriori sorprese. L'ex premier ha annunciato per settembre un tour elettorale anche se il timore di doversi intestare una sconfitta più che probabile nelle tre città dove il M5S corre da solo (Roma, Torino e Milano), lo spinge a non esporsi troppo con i candidati.
 

 

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