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M5S, Conte convoca il Consiglio nazionale. Nodo doppio mandato, Grillo domani incontrerà i parlamentari

M5S, Conte convoca il Consiglio nazionale. Nodo doppio mandato, Grillo domani incontrerà i parlamentari
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Domenica 26 Giugno 2022, 21:39 - Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 00:29

Ore decisive per il M5s che deve decidere se avviare o meno la votazione degli iscritti sul doppio mandato e, contestualmente, quella per la designazione dei referenti territoriali in seno al Consiglio nazionale per i quali si è appena chiusa la fase delle autocandidature. In serata il leader Giuseppe Conte ha convocato il consiglio nazionale per «comunicazioni del Presidente»; una riunione via zoom alla quale viene invitato a partecipare anche Beppe Grillo. Circola l'indiscrezione che ci si sia un'apertura del garante pentastellato sulla questione delle deroghe ma il M5s nega.

Fonti dei vertici M5s smentiscono infatti che nel corso del Consiglio nazionale si sia parlato della questione del vincolo del secondo mandato e di eventuali deroghe. Grillo collegandosi alla riunione avrebbe solo fatto un saluto ed annunciato che verrà domani. Il tema dei mandati, viene ancora precisato, non è stato toccato neppure nel prosieguo dei lavori e «non è tema in agenda». Ma nel Movimento di questo si parla anche perché lo stesso Conte una decina di giorni fa aveva anticipato che «entro fine giugno ci sarà il voto degli iscritti sul secondo mandato». 

 

GLI INCONTRI 

Grillo intanto è atteso a Roma, dove incontrerà i parlamentari del Movimento, divisi per commissioni di appartenenza. Rimessi i panni del «grande saggio» starà al fondatore del Movimento decidere se dire la sua sulla delicatissima questione del tetto ai mandati e, soprattutto, su quella delle eventuali deroghe per i «meritevoli». Una partita cruciale per il M5s alle prese con la scissione dei «dimaiani» di Ipf e con alcuni eletti ancora in bilico. «Penso che alla fine il vincolo cadrà. Riusciranno anche a convincere Beppe Grillo che l'ultimo principio portante del M5s dovrà venir meno, grazie alle deroghe per gli amici. Sarà la giravolta finale. Comunque sono fatti loro, che non ci riguardano e non interessano agli italiani che hanno altre priorità», azzarda Primo Di Nicola, capogruppo designato al Senato di Insieme per il futuro.

I NODI 

Se così non sarà, come assicura il Movimento, non ci sarà quindi deroga per Giancarlo Cancelleri, che intendeva partecipare alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra in Sicilia. Il 30 giugno scade il tempo per l'scrizione dei candidati alle primarie che si terranno il prossimo 23 luglio e il tempo per il voto della base sarebbe molto stretto. Proprio ieri Cancelleri aveva invitato Conte a «non perdere altro tempo» in vista di questa scadenza aggiungendo che «se non vinciamo queste primarie il M5s finisce, e non in Sicilia ma in Italia. E questo lo sanno bene a Roma». Nel M5s si discute anche del ritorno in piazza. Un'opzione da tempo sul tavolo (da ben prima della scissione) e che potrebbe essere rilanciata su diversi argomenti, a partire da quello del salario minimo, fino all'ambiente o al No alle armi.

«Ce lo chiedono gli iscritti e i territori, c'è molta voglia di tornare ad incontrarci per rilanciare le nostre battaglie», spiega una parlamentare. E questo anche alla luce dell'arrivo del quarto decreto armi per l'Ucraina, per il quale non servirà un voto del Parlamento ma su cui da tempo il M5s aveva lanciato l'altolà chiedendo uno stop agli invii dall'Italia. I consigli di Grillo potrebbero servire anche a decidere la linea su questo fronte. Chiusa la partita delle Comunali si apre intanto giorni cruciali in Parlamento dove tornano in discussione provvedimenti altamente divisivi tra le forze politiche.

Dai taxi all'inceneritore di Roma, passando per lo Ius Schoale e la cannabis, tra gli esami in Commissione e i voti in Aula, si prevede una settimana di scontri che dovrà tenere conto anche del riposizionamento dei voti tra la nuova forza di Di Maio e i 5 Stelle. I quali proprio domani dovrebbero far recapitare al presidente della Camera la loro richiesta di «riequilibrio» interno alle Commissioni, conseguente ai nuovi rapporti di forza che si sono creati con la nascita alla Camera di Ipf. Al Senato l'operazione per la nascita del nuovo gruppo è pronta e dovrebbe essere conclusa ad inizio settimana.

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