GIUSEPPE CONTE

Conte: «Escludo l'obbligo del vaccino, senza fiducia di un partito andrò in Parlamento»

Mercoledì 30 Dicembre 2020
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Conte: «Escludo l'obbligo del vaccino, senza fiducia di un partito vado in Parlamento»

Giuseppe Conte, conferenza stampa di fine anno. Il premier fa il punto su economia, governo e Covid. «Dobbiamo avere una prospettiva di legislatura nel quadro dell'occasione storica dei 209 miliardi del Recovery plan. Ma non possiamo permetterci di galleggiare: il governo non vede disperdere il suo patrimonio di credibilità». E poi: «Gli ultimatum non sono ammissibili,sono per il dialogo. Non potrei mai distogliermi da questo obiettivo e programmare il mio ruolo in una campagna elettorale. Non mi appartiene. E se verrà meno la fiducia di un partito vado in parlamento. Per quanto riguarda la squadra di governo, il capitano la difende in tutti i modi». 

«Io lavoro con le forze di maggioranze - ha sottolineato il premier -  non ho mai pensato di far squadra da solo. E così sarà. Se verrà posto il problema se ne discuterà per cercare risposte funzionali che aiutino l'interesse nazionale. Io sono disponibile nel perimetro di soluzioni che aiutino l'interesse nazionale».

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Occorre «accelerare» la cosidetta verifica di maggioranza, così da affrontare «nei primi giorni di gennaio» il Recovery Plan, da consegnare poi alle «forze sociali e al Parlamento» per definirlo in via definitva «a febbraio». «Il premier non sfida nessuno, ha la responsabilità di una sintesi politica e di un programma di governo. Per rafforzare la fiducia e la credibilità del governo e della classe politica bisogna agire con trasparenza e confrontarsi in modo franco. Il passaggio parlamentare è fondamentale. Finché ci sarò io ci saranno sempre passaggi chiari, franchi, dove tutti i cittadini potranno partecipare e i protagonisti si assumeranno le rispettive responsabilità».

«Nel Recovery Plan ci sono significavi investimenti nel Mezzogiorno, sull'Alta velocità Napoli Bari, le dorsali, la Palermo-Catania-Messina, e ancora l'Agritech a Napoli e un'altra serie di investimenti capillari. Ed altri ce ne saranno sulla povertà educativa, e quelli nel digitale su cui si investirà prepotentemente al Sud», ha detto poi il premier.

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Salute

Sul vaccino: «Io stesso per dare il buo esempio lo farei subito ma è giusto rispettare le priorita approvate dalle Camere. I primi risultati non li vedremo prima di aprile con le vaccinazione a 10-15 milioni di cittadini». Sui decessi «lascio agli scienziati e agli esperti le valutazioni. Dagli esperti ci viene detto che fattori che hanno contribuito c'è che abbiamo la popolazione più anziana d'Europa: in Italia si muore tardi ma si invecchia male. Tutti questi fattori, associati alle abitudini di vita dei nostri anziani che facciamo vivere con noi, possono aver contribuito».

«Perché l'Italia non si è assicurata dosi di vaccini come la Germania? Italia, Francia, Germania e Olanda sono stati i primi paesi che in modo sintonico si sono mossi per l'alleanza per i vaccini, dopo aver già preso contatti con le ditte. Abbiamo consegnato la palla ala commissione Ue. È stata una scelta politica. L'Italia non ha tentato di assicurarsi altre commesse perché le dosi contrattualmente negoziate sono centinaia di milioni. E poi L'Italia non l'ha fatto perché all'articolo 7 del contratto della commissione europea c'è il divieto di approvvigionarsi a livello bilaterale».

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«La potenziale terza ondata Covid l'affronteremo con le nostre misure. Dobbiamo solo capire se le varianti, come quella inglese, che hanno un tasso di contagiosità più elevato, ci richiederanno o meno l'aggiornamento delle nostre misure. Altrimenti il sistema per fasce col monitoraggio è assolutamente adeguato anche per la terza ondata».

Lavoro

«La ministra con i sindacati e le forze sociali sta già lavorando allo scenario che dovremo affrontare dopo marzo» con la fine del blocco dei licenziamenti, spiega Conte: «E' uno scenario molto preoccupante. Abbiamo costruito una cintura di protezione sociale che più o meno sta funzionando, ha scongiurato il licenziamento per 600mila persone. Ma dobbiamo lavorare alla riforma e riordino degli ammortizzatori sociali e rendere più incisive le politiche attive del lavoro. Dovremo lavorare per non farci trovare impreparati. Il mercato del lavoro si preannuncia molto critico dopo marzo».

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Scuola

Per quanto riguarda la scuola, Conte poi ha detto: «Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%».

 

Reddito di cittadinanza

«Sul reddito di cittadinanza sono molto soddisfatto di questa misura, perché abbiamo 2,8 milioni di persone che non avevano mezzi di sostentamento. L'impatto di questa misura sulla povertà c'è, è stato dello 0,7 per cento. In un Paese e in governo che ha come obiettivo l'inclusione sociale, è chiaro che non si possono lasciare ai margini della società civile persone che non possono acquistare mezzi di sostentamento». Tanti mi hanno scritto - ha ricordato il premier- da anni non compravo una bistecca, ho potuto comprare un paio di occhiali, una protesi dentaria. Sono orgoglioso dell'introduzione di questo meccanismo. Lo possiamo senz'altro migliorare».

Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 06:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA