Draghi, consultazioni oggi. «Vaccini ai prof, sito web e call center. No flat tax». M5S, voto Rousseau a rischio rinvio. Salvini: pace fiscale. Berlusconi: pieno sostegno

Draghi, consultazioni oggi. «Vaccini ai prof, sito web e call center. No flat tax». Crimi: ambiente al centro. Salvini: pace fiscale. Berlusconi: pieno sostegno
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Martedì 9 Febbraio 2021, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 06:10

Concluso il secondo giro di consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, con le forze politiche. Gli incontri a Montecitorio sono iniziati stamani con il Gruppo Europeisti - Maie - Centro Democratico Senato, la cui delegazione è composta da Riccardo Antonio Merlo, Andrea Causin e Gregorio De Falco. L'ex governatore Bce ha quindi ricevuto la delegazione di Leu, Fratelli d'Italia e il Pd. Silvio Berlusconi ha guidato la delegazione di Forza Italia. Per ultimo M5S, il partito che ha la maggioranza relativa in Parlamento.

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Le consultazioni in diretta

20.38 - Salvini: ora la ruspa la usiamo per costruire

«In questo momento di emergenza usiamo la ruspa per i cantieri, per costruire, costruire, costruire». Così la leader della Lega, Matteo Salvini a «Fuori dal coro», su Rete 4. 

20.11 - Voto su Rousseau potrebbe slittare

Rinviare il video sulla piattaforma Rousseau, per dare alla base qualche elemento in più per decidere. Questa, a quanto apprende l'Adnkronos da autorevoli fonti del M5S, una delle ipotesi a cui ragionano i vertici M5S con Beppe Grillo, tornato a Roma per partecipare al secondo giro di consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. Tempi supplementari, dunque, per rivolgere un quesito più definito alla base, su programma e anche modello di governo, se interamente tecnico o a metà strada tra il tecnico e il politico, sul cosiddetto modello Ciampi. A breve dovrebbe uscire un post del garante del M5S, ma l'ipotesi di un rinvio è sul tavolo.

19.53 - Atteso un video di Grillo pro-Draghi

Beppe grillo è ancora a Palazzo Montecitorio, sta facendo il punto con i suoi -i capigruppo e il capo politico Vito Crimi- dopo esser arrivato a sorpresa alla Camera per guidare la delegazione M5S all'incontro con il premier incaricato Mario Draghi. Nelle prossime ore è atteso un video del garante del Movimento per spingere la base a non sbarrare la strada al governo guidato dall'ex numero uno della Bce, con un voto contrario sulla piattaforma Rousseau. «C'è una maggioranza silenziosa in Parlamento che vuol far partire questo governo», spiegano ambienti parlamentari.

19.31 - Recovery, Lega: a Bruxelles voteremo a favore

«Preso atto dell'impegno che non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale, che la stagione dell'austerity è finalmente archiviata, che si ridiscuteranno i vecchi parametri lacrime e sangue e che si aprirà una stagione nuova per l'utilizzo dei fondi del Recovery, prendiamo l'occasione per riportare l'Italia protagonista. Voteremo a favore del Recovery Resilience Facility per dare concretezza alla fase nuova che sta per iniziare». Così in una nota gli europarlamentari della Lega Marco Zanni, presidente gruppo ID, e Marco Campomenosi, capo delegazione Lega al Parlamento Europeo. 

19.01 - Crimi (M5S): Mes nemmeno citato da Draghi

«La cosa a cui tenevamo di più è che l'azione di governo avesse come pilastro la transizione energetica e ambientale. Abbiamo insistito sull'idea di un super-ministero che coordini tutti gli investimenti indirizzati in politiche che mettano l'ambiente come filtro dell'attività. Abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che si stia immaginando quale sia l'assetto istituzionale che possa adeguarsi a questo approccio. E ci ha raccontato che è andato a verificare l'esperienza francese» sul super-ministero per le poltiiche ambientali», spiega il capo politico M5S Crimi dopo le consultazioni.

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Sul Mes Crimi sottolinea: «Una misura come il Mes va fatta se c'è un piano, una convenienza economica e non ci sono. Infatti da Draghi il Mes non è stato minimamente elencato come punto dell'azione di governo». 

18.49 - Recovery, Salvini: se Lega viene coinvolta può cambiare posizione

«L'ho detto a Draghi, un conto era usare i prestiti dall'Europa con un governo Conte che non aveva condiviso niente con nessuno, niente con le Regioni, i Comuni e le parti sociali. Quindi c'era questo fantasmagorico pacchetto di cui non si sapeva nulla. Un conto è essere protagonisti del buon utilizzo di questi fondi, la qual cosa comporta anche un cambio di atteggiamento e di fiducia da parte della Lega», ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini al termine delle consultazioni con il premier incaricato, Matteo Draghi.

18.12 - Di Battista: su Rousseau voterò no

«Io non ho mai detto in vita mia come votare: posso dire come voterò io. Io domani voterò No perché non posso accettare questo assembramento parlamentare. Certo vedremo quale sarà perimetro del prossimo governo», ha detto Alessandro Di Battista intervistato da Andrea Scanzi in una diretta Fb. «Riconosco, da non eletto, le posizioni dei parlamentari, ritengo per questo che l'opzione dell'astensione sia ragionevole».

18.08 - Draghi conferma i ristori e sui vaccini pensa a call center

Mantenere ma riordinare i sussidi sul lavoro, creare occupazione anche con gli investimenti pubblici. Sono tra i punti programmatici elencati dal premier incaricato Mario Draghi alle delegazioni dei partiti. Draghi avrebbe ribadito la necessità di aiutare le piccole e medie imprese colpite dall'emergenza con i ristori e far sì che le banche possano essere in grado di aiutare le imprese. Per la creazione dei posti di lavoro avrebbe ribadito la necessità di far partire i cantieri, considerato che molti investimenti già sono stati fatti.

Sul fronte dei vaccini, l'Unione europea sta risolvendo il problema della quantità delle dosi. Ora però tocca a noi agire sulla logistica avendo più personale, facendo le vaccinazioni nelle scuole. È necessario implementare una piattaforma digitale nazionale e call center. Questo, a quanto apprende l'Ansa, il ragionamento sui vaccini che avrebbe fatto Draghi nel corso delle consultazioni di oggi.

18.03. Salvini: Draghi dice no più tasse, per Lega ok così. «L'unica cosa che non vogliamo è l'aumento delle tasse. Se Draghi ci avesse detto sì a un aumento delle tasse, allora bastava tornare a Monti. Se invece dice no a nessuna nuova tassa né patrimoniale, anzi un tavolo per diminuire il carico fiscale, per me puoi chiamarla flat tax o Filippo, a me basta che ci sia». L'ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.

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18.00. Salvini: Speranza e Arcuri? Serve cambio di passo. «Abbiamo fiducia in Draghi e non parliamo di ministri, ma qualcosa non ha funzionato. La situazione non è quella inglese o israeliana. Non do giudizi su Speranza o Arcuri ma qualcosa non sta funzionando. Serve cambio di passo». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.

17.55. Salvini: spero nessuno si metta di traverso. «Secondo incontro utile, proficuo, speriamo che nessuno si metta di traverso». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.

17.50. Salvini: Lega è per la pace fiscale. «Sul fisco abbiamo presentato la nostra idea di pace fiscale approvata quando eravamo al governo pre Covid e che ha riguardato 13 milioni di cartelle esattoriali, Draghi se andrà a palazzo Chigi si troverà con cartelle esattoriali». L'ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.

17.42. Salvini: vogliamo Italia protagonista in Ue, no austerià. «Abbiamo parlato di Europa, il nostro obbietivo è che l'Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l' interesse nazionale in Ue. No a austerità, ed è condiviso. No a patto, lacrime e sacrifici». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.

17.38. Salvini: fiducia in Draghi, non si è parlato di ministeri. «È stato un incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente, stimolante, abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri governi politici e tecnici e non ne parleremo perché abbiamo fiducia nell'idea di squadra per l'Italia». L'ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.

17.30. Draghi ai partiti: più personale per campagna vaccini. Accelerare la campagna di vaccinazioni con una logistica adeguata su tutto il territorio nazionale e con molto personale in più. È quanto avrebbe anticipato il premier incaricato Mario Draghi ai partiti, parlando del programma del suo governo.

16.46. Berlusconi: sostegno a Draghi, scelte in autonomia. «Ho confermato al presidente incaricato il sostegno di Forza Italia con la sollecitazione di fare scelte di grande profilo tenendo conto delle indicazioni dei partiti, ma decidendo in piena autonomia». Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi dopo le consultazioni con il premier, Mario Draghi.

16.45. Berlusconi: non è l'ora di calcoli elettorali. «Abbiamo confermato una risposta unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova corrispondenza nell'appello del presidente della Repubblica. Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo. La gravità della situazione impone di mettere da parte calcoli, tattiche e interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese». Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi dopo le consultazioni con il premier, Mario Draghi.

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16.42. Berlusconi: governo di unità nazionale. «Quello che nasce è un governo che si fonda sull'unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. È la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario epr superarla». Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo le consultazioni con Mario Draghi.

16.39. Salvini alla Camera. Il leader della Lega Matteo Salvini è giunto alla Camera per parteicpare, con la delegazioe della Lega, alle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.

 

16.36. Alla Camera breve saluto tra Grillo e Zingaretti. Breve saluto alla Camera, a quanto si apprende, tra Beppe Grillo e il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Il Garante del M5S è infatti entrato a Montecitorio pochi minuti prima che Zingaretti lasciasse, sempre in auto, l'ingresso di via della Missione della sede della Camera. E tra i due c'è stato il tempo per un breve saluto.

16.24. Beppe Grillo arrivato alla Camera. Beppe Grillo è appena arrivato alla Camera entrando in auto nel palazzo di Montecitorio. L'arrivo del Garante M5S a Roma non era stato annunciato.

16.18. Marcucci (Pd): molto soddisfatto. «Non sono soddisfatto, sono molto soddisfatto dell'incontro con il Prof. #Draghi: su Europa, fisco, giovani, siamo davvero sulla strada giusta». Lo scrive su Twitter il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci.

16.09. Berlusconi alla Camera, ressa tv e stampa. Silvio Berlusconi arriva alla Camera, dall'ingresso laterale di via della Missione, per partecipare al secondo giro di consultazioni con Mario Draghi ed è ressa di giornalisti e tv. Come ai vecchi tempi. Per lui un vero e proprio 'ritornò, visto che mancava dall'Italia dal lockdown causa Covid e non metteva piedi a Montecitorio da più di un anno. Ad attendere a 'debita distanzà il Cav volato a Roma con il suo aereo c'era un nugolo di telecamere e microfoni.

 

16.02. Zingaretti: non parlato di Lega, perimetro spetta a Draghi. «Con Draghi non abbiamo parlato di rapporti con altri partiti e in particolare con la Lega, Pd e Lega sono e rimangono due forze alternative e penso che sia un approccio condiviso anche dalla Lega. Siamo e rimarremo forze alternative e per questo abbiamo detto nessun veto a prescindere. Il punto è verificare quale perimetro programmatico e parlamentare il governo dovrà avere, è la valutazione che deve fare Draghi ed è il cuore di questi colloqui». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti al termine del colloquio con il premier incaricato Mario Draghi

15.50. M5S: chiederemo perimetro politico maggioranza. «Al presidente Draghi, oltre ad esporre ulteriori temi che riteniamo essenziali per il bene del Paese, chiederemo quali sono gli interventi che intende mettere in campo, quali sono i settori prioritari che vuole sostenere, a partire da dove intende intervenire, come e con quali obiettivi. Gli chiederemo anche se ha definito il perimetro politico e tematico entro il quale intende formare una nuova maggioranza». Lo scrive su Fb il M5S. «Una volta raccolti tutti gli elementi utili il M5S, come ha sempre fatto anche per la formazione dei governi precedenti, darà la parola ai propri iscritti, che avranno l'ultima parola», si aggiunge.

15.49, Zingaretti: bene Draghi su fisco progressivo e no a condoni. È «importante» tra le riforme quella «fiscale» con «pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro». Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti dopo le consultazioni col premier incaricato Mario Draghi.

15.48, Zingaretti: molto soddisfatti da linee guida.  «Siamo veramente molto soddisfatti per le linee guida e abbiamo apprezzato l'approccio culturale, strategico del professore. Crediamo che i contenuti e la visione sono sicuramente garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa del professor Draghi. Non possiamo che confermare fiducia». Così il segretario Pd Nicola Zingaretti dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi.

Ore 15.17, Draghi riceve delegazione Pd.  Proseguono gli incontri del secondo giro di consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, con le forze politiche. Ô iniziato il colloquio con i Gruppi del Partito Democratico di Camera e Senato, la cui delegazione è composta da Nicola Zingaretti, Andrea Orlando, Valentina Cuppi, Graziano Delrio e Andrea Marcucci.

Ore 14.38, Meloni: Draghi ha escluso Flax Tax. «Draghi ci ha parlato della sua riforma del fisco, immagina che le tasse non aumenteranno e immagina un sistema progressivo e esclude la flat tax», ha detto leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni.

Ore 14.31, Meloni: Fdi sarà utile a Paese. «Non voteremo la fiducia al governo di Draghi ma siamo a disposizione della Nazione, per tutto quello che può essere utile». Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dopo le consultazioni. «Abbiamo chiesto a Draghi che il suo governo ponga fine alla stagione dei Dpcm»

Ore 14.28, Meloni: non voteremo fiducia. «È stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo. Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia, ma faremo opposizione responsabile e patriottica». Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, al termine delle consultazioni con il Presidente incaricato Mario Draghi.

Meloni: incontro su contenuti, ma no a fiducia

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Ore 14.00, Draghi ai partitiDraghi avrebbe indicato negli insegnanti e nel personale scolastico delle categorie prioritarie a cui somministrare i vaccini, mentre andrebbe implementato l'uso dei tamponi rapidi tra gli studenti. Ô quanto riferiscono i gruppi parlamentari che il premier incaricato sta incontrando, secondo quanto viene riferito all'Ansa. Per accelerare il piano vaccinale «a breve» dovrebbero arrivare dalla Ue «novità positive» per quanto riguarda i contratti con le ditte produttrici, mentre sul piano interno occorre lavorare sulla logistica per la loro somministrazione più rapida.

Ore 13.12, appoggio a Draghi di Iv. «Con Matteo Renzi abbiamo espresso il totale sostegno di Iv all'impianto di programma e alle scelte che Draghi porterà avanti, con grande attenzione al piano vaccinale che va rafforzato rapidamente con attenzione al mondo della scuola». Lo ha detto Teresa Bellanova di Iv al termine della consultazione. «Sarà nella sua disponibilità - ha aggiunto Bellanova - sulla base degli incontri che sta portando avanti, scegliere se sarà un Governo composto solo da tecnici, da tecnici e politici, e il livello di coinvolgimento dei politici. Questo non è nella nostra disponibilità e sosteniamo il percorso».

Bellanova: condividiamo il programma di Draghi

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E rispondendo alla posizione Iv rispetto all'ingresso della Lega nella maggioranza, l'ex ministro delle Politiche agricole ha affermato che il suo gruppo «risponde a un appello importante fatto dal presidente della Repubblica, che tiene conto della condizione di questo Paese» e che è pertanto necessario «partire dai problemi, partire dalledalle soluzioni da dare e non dalle persone, secondo uno sforzo che dovrebbero fare tutti».

Maria Elena Boschi dopo le consultazioni

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Salvini si converte alla Ue, ok al Recovery e migranti: il nuovo corso leghista

Il programma di oggi sono previsti gli incontri con le delegazioni degli Europeisti - Maie - Centro Democratico del Senato. Alle 11.45 é attesa la rappresentanza di Leu; alle 12.30 Italia Viva, alle 13.15 Fdi e poi nel pomeriggio a partire dalle 15 il Pd; alle 15.45 Forza Italia; alle 16.30 la Lega e infine 17.15 il M5s.

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Oggi pomeriggio Matteo Salvini incontrerà Draghi. Lo farà con i capigruppo della Lega Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Salvini non intende parlare di ruoli o ministeri, ma di progetti concreti. In queste ora sta definendo il dossier con le proposte della Lega su lavoro, fisco, infrastrutture, scuola, giustizia. Salvini, si apprende da fonti della Lega, è soddisfatto per i sondaggi, che testimoniano la crescita del partito.

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Sul lavoro, Draghi ha spiegato che «per adesso bisogna fare politiche passive, come la Cig e gli ammortizzatori sociali. Ma l'orizzonte è quello di utilizzare politiche attive» perché «se l'impresa produce, riesce, utilizza la ricchezza per il lavoro». Lo ha detto il senatore del Misto Andrea Causin dopo le consultazioni. «Sull'economia Draghi ha una visione anticiclica, forti investimenti pubblici che possono aiutare il settore privato con una ricaduta molto forte sul lavoro», ha sottolineato Causin.

Alla luce dell'evoluzione del quadro politico, il senatore Causin resta convinto dell'opportunità della scelta di lasciare Forza Italia. «Assolutamente sì - ha risposto dopo le consultazioni -. Non solo io ma penso di parlare anche per Maria Rosaria Rossi, abbiamo fatto una scelta consapevole perché c'era un appello molto forte del presidente Repubblica, è stata una scelta di responsabilità. Non dimentichiamo che, nonostante non se ne parli, il Parlamento è fermo. Vuol dire che una serie di provvedimenti importanti come il Recovery sono bloccati. Quella scelta era anche legata al fatto che il Parlamento, le istituzioni dovevano essere molto attive sul tema della crisi. Si è configurato un altro scenario ma mi pare non sia di minor valore».

«Oggi ci siamo soffermati solo sulla parte del programma. Draghi ci ha detto e noi abbiamo detto che sarà tutto sottoposto a verifica. Ci riserviamo di fare le nostre scelte quando avremo un quadro chiaro». Lo ha detto la presidente del Misto del Senato Loredana De Petris, di Leu, al termine delle consultazioni.

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«Il nostro auspicio è che le tre forze dell'alleanza, M5S, Pd e Leu, possano concordare un atteggiamento univoco sul costituendo governo Draghi. Come credo che varrà per tutti i gruppi parlamentari, ci riserveremo di dare una valutazione complessiva dopo che il presidente incaricato avrà fatto le ulteriori fasi». Lo ha detto il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro.

«Chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti fino a quando ci sarà l'emergenza e della Cig attraverso il programma Sure. In parallelo va costruito un percorso di riforma di ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro». Lo afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, in vista dell'incontro, domani, con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. «In un momento così drammatico è opportuno coinvolgere tutte le parti del Paese. Faremo presente al premier incaricato Draghi che ci sono alcune emergenze da affrontare: la difesa dei posti di lavoro e la creazione di nuova occupazione», sottolinea.

La riforma fiscale dovrà prevedere «una rimodulazione delle aliquote e degli scaglioni» all'insegna della «progressività» dell'imposizione. È quanto ha detto Draghi ai gruppi parlamentari che sta incontrando nelle consultazioni, secondo quanto viene riferito da diversi partecipanti. Draghi avrebbe anche detto che la riforma non dovrà prevedere «nuove tasse o imposte», e che dovrà riuscire ad aggredire «il male endemico» dell'evasione fiscale.

Domani cosa succede

Giornata di consultazioni con le parti sociali domani per il presidente Draghi che, a quanto si apprende, vedrà il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi alle 11.45. Alle 12.45 invece sarà la volta dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri.

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