Congedo mestruale, la misura spagnola divide la maggioranza: le due vicepremier agli opposti

Posizioni in contrasto: c'è chi dice che è l'ennesimo ghetto per le donne e chi dice che bisogna poter restare a casa se si hanno dolori

Congedo mestruale, la misura spagnola divide la maggioranza: le due vicepremier agli opposti
5 Minuti di Lettura
Venerdì 13 Maggio 2022, 20:08

Una misura che medicalizza le donne o le tutela? È giusto non far lavorare una donna che soffre di dismenorrea, cioè che ha un ciclo doloroso? Se lo sta chiedendo la Spagna dove si è acceso un dibattito su questo, anche all'interno della maggioranza di governo. Ovvero sulla proposta del ministero delle Pari Opportunità di inserire il riconoscimento di congedi mestruali a donne con cicli particolarmente dolorosi in una nuova legge.

Un'iniziativa che renderebbe il Paese iberico il primo in Europa con una norma simile, ora «in discussione» tra diversi ministeri. C'è chi però si mostra dubbioso sull'efficacia dell'iniziativa per garantire pari diritti alle donne. Questa è, per esempio, l'opinione della vicepremier e ministra dell'Economia, la socialista Nadia Calviño, una delle esponenti più influenti del governo. «(L'esecutivo) non adotterà mai misure che possano provocare una stigmatizzazione delle donne», ha dichiarato ieri a media iberici. 

Di opinione opposta Yolanda Dìaz, anche lei vicepremier nonché ministra del Lavoro, che rappresenta nel governo la formazione Unidas Podemos. E che chiede una politica del lavoro basata sul genere di appartenenza. «Bisogna adottare politiche di genere nel mondo del lavoro e questa lo è», ha affermato, «sono completamente a favore».

Pareri in contrasto sono stati espressi anche dai due principali sindacati, UGT e Comisiones Obreras.

In risposta alla domanda di un cronista nel corso di una conferenza stampa incentrata su altre questioni, la portavoce del governo Isabel Rodriguez si è limitata a confermare che la norma sarà discussa martedì prossimo in Consiglio dei Ministri e che «amplierà diritti».

Dove esiste già

Le donne che lavorano in Comune, a Girona e a Castellon, hanno a disposizione otto ore al mese di assenza in caso di doloro mestruali. A Girona, scrive El Pais, ne hanno usufruito otto lavoratrici in tutto. 

Assorbente fuori dal cestino, audio choc della titolare di un supermercato: «Voglio il nome di chi ha il ciclo oggi»

Dibattito aperto

E il dibattito in Spagna è aperto a 360 gradi: come abbiamo visto, ci sono due vicepremier agli antipodi. Sul quotidiano El Mundo c'è la testimonianza di una lavoratrice autonoma di  36 anni che lavora da casa e racconta che a causa delle mestruazioni succede che non riesca a uscire di casa e di dover cancellare gli appuntamenti. Si è fatta visitare da un ginecologo, che ha escluso l'endometriosi. Questa donna si dice favorevole a introdurre il congedo per malattia per questo motivo, anche se, essendo una lavoratrice autonoma, non potrà usufruirne.

Diversa la testimonianza di una lavoratrice dipendente di 45 anni, affetta da endometriosi. Racconta che in alcune occasioni ha dovuto rinunciare al lavoro. «Non mi sono mai assentata dal lavoro per questo motivo, ma ho preso dei giorni di ferie o di lavoro per conto mio», ha ammesso. «Non era solo il dolore, ma anche l'emorragia. Ho avuto giorni in cui non potevo uscire di casa perché l'emorragia non si fermava», ha spiegato al Mundo.

Secondo un sondaggio sulle mestruazioni e l'ambiente di lavoro, pubblicato da un'azienda di prodotti per la salute intima femminile (Intimina), il 69% delle donne spagnole ritiene che il dolore associato al ciclo mestruale sia stigmatizzato sul posto di lavoro. Un altro dato che emerge è che l'88% delle donne con dolore frequente e invalidante rispetta comunque gli obblighi lavorativi. E ancora: il 67% delle donne è favorevole a una regolamentazione legale del congedo mestruale, anche se il 75% ritiene che questo diritto sarebbe un'arma a doppio taglio, diventando motivo di discriminazione sul lavoro.

Questione di genere e quindi biologica

Marisa Cruzado e Maite Sáenz sono le promotrici dei Premi SFS, un riconoscimento nazionale che premia le aziende per la loro attenzione su benessere, flessibilità e sostenibilità. Saenz e Cruzado hanno molte riserve su questo provvedimento. «Come esperte della realtà aziendale delle grandi, medie e piccole imprese spagnole, dubitiamo seriamente della fattibilità di una tale misura», hanno dichiarato al Mundo. Oltre alla difficoltà di avere una prescrizione medica che dimostri che non esista un trattamento terapeutico applicabile, lanciano un allarme sull' impatto economico della misura. La ministra delle Pari Opportunità non ritiene che sia una norma che debba essere tema di "concertazione", come diremmo in Italia. Infine, l'argomentazione contraria al congedo per mestruazioni si fonda sul fatto possa seriamente «stigmatizzare le donne come pazienti che ogni mese debbano essere costrette a ricorrere a una questione biologica di genere». Che vuol dire? Cruzado e Saenz in sostanza dicono che tale misura renderebbe ancora più difficile per le donne partecipare ai processi di selezione o essere promosse a posizioni di maggiore responsabilità all'interno di un'organizzazione. 

Quali sono i dolori del ciclo?

La dismenorrea è quel dolore, o quei dolori, che si avverte in concomitanza con la mestruazione nell'addome inferiore. Presenta diversi gradi di dolore, da quello lieve a quello invalidante. Può essere infatti associata a una limitazione delle normali attività. È più alta nelle adolescenti (circa il 15% presenta dismenorrea severa, si legge sul sito del Policlinico Gemelli) ed è la principale causa di assenteismo ricorrente da scuola. Tra le cause comuni di dismenorrea ci può essere anche l' endometriosi pelvica.

Signorile (Presidente FIE): “L’endometriosi è sottovalutata. È una malattia sociale, non di genere”

© RIPRODUZIONE RISERVATA