Como, Calenda ci ripensa e ferma la candidatura di Lady Demonique. Lei: «Qual è il problema?»

Lei è amareggiata: «Quel che faccio rientra nella legalità e sono tutti consenzienti»

Como, Calenda ci ripensa e ferma la candidatura di Lady Demonique. Lei: «Qual è il problema?»
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Lunedì 9 Maggio 2022, 13:36 - Ultimo aggiornamento: 16:51

Troppo hot per essere candidata? Carlo Calenda rinuncia a Doha Zaghi, la mistress di Como, protagonista di video erotici. Nome d'arte: Lady Demonique. Doha è candidata nella lista civica (sostenuta anche dal partito di Calenda, Azione) a sostegno dell'aspirante sindaca Barbara Minghetti. Ma ci sono dei ripensamenti sul fatto che possa correre alle prossime elezioni amministrative di Como. Lei è amareggiata, parecchio. In una story su Instagram ha scritto: «Ci si scandalizza per la mia presenza in politica e non ci si scandalizza per chi prende tangenti. Quel che faccio rientra nella legalità e sono tutti consenzienti. Ricordiamoci di tenere il confronto sul piano intellettuale e non di andare a visitare i miei portali per dare aria alla bocca». In un altro post, in cui commentava una frase di Donatella Rettore molto criticata, Doha scrive: «Il passo tra politicamente corretto e puritanesimo è assai breve».

Su Facebook la lady rilancia la sua corsa elettorale: «La mia candidatura - ha scritto - è un segnale per capire realmente se abbiamo le palle di vivere senza pregiudizi, sessismo e avvicinarci a quell'Europa e a quell'America tanto ammirata. In caso contrario l'Italia sarà solo la provincia dell'Arabia Saudita».

Ma «non ci sono le condizioni per presentare la candidatura», fanno sapere fonti del partito. «Non c'è alcun giudizio morale ma semplicemente la presa d'atto di una indicazione inopportuna e di un contesto non favorevole», è la posizione del movimento fondato da Carlo Calenda. «Ovvio che non conoscevo i trascorsi della signora in questione», aveva scritto il leader del partito sui social.

Caso politico

È quindi Lady Demonique è diventata, suo malgrado, un caso politico.  La lista dove c'è il suo nome è 'Agenda Como 2030'. Doha Zaghi ha 31 anni, si fa chiamare 'Lady Demonique' quando si "trasforma" in una sensuale mistress nei suoi video hot che pubblica online (aprendo il sito si legge un avvertimento in cui si spiega che si vedranno contenuti non adatti a minori, di tipo erotico e pornografico). In questa sua attività si definisce «una vera Imperatrice, una Cleopatra dei tempi moderni, eccentrica, trasgressiva, sexy, elegante, doppia, l’opposto di sè stessa con una buona dose di Trash».

La lista sostiene la candidatura a sindaco di Barbara Minghetti (esponente di una lista civica e sostenuta dal centrosinistra), ed esprime candidati di Azione, Italia Viva, +Europa e Volt. Zaghi, in particolare, è espressione di Azione, il movimento di Carlo Calenda. «Qual è il problema? - ha affermato Zaghi - Non sono una pornostar. Sono solo pregiudizi. Ho diverse amiche in Germania psicologhe che fanno anche la mia stessa professione. E così in America ci sono famose dominatrici con impegni importanti in politica».

Cosa fa una "dominatrice"? La mistress è una donna che, nelle pratiche BDSM (dal bondage alla sottomissione), interpreta un ruolo dominante. Lo stereotipo la raffigura vestita con abiti in pelle o latex di colore nero, con scarpe o stivali con tacco alto e con in mano un frustino. 

La vicenda è in evoluzione perché Calenda, in un tweet pubblicato domenica ha affermato: «Ragazzi, scherzi a parte, come ovvio non conoscevo i trascorsi della signora in questione. Se si trattasse di fatti privati nulla questio, ma direi che non ci sono i presupposti perché sia una candidata di Azione». Dall'altra parte, la candidatura è invece difesa dalla stessa Barbara Minghetti: «Doha ha contribuito con serietà e ricchezza di proposte al nostro lavoro sul programma. Capisco il bisogno di colorare la campagna elettorale, ma sarebbe bello che nel 2022 ci concentrassimo su cose serie» e anche la lista Agenda Como ha espresso solidarietà e si richiama ai valori liberali: «Le scelte delle persone nella loro vita privata appartengono a un'altra sfera rispetto all'esercizio costituzionale dei diritti politici. E non devono certo impedire di portare un contributo costruttivo alla comunità civile cui apparteniamo. Questo significa essere liberali». 

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