CORONAVIRUS

Cts raccomandò il 7 marzo: «Misure rigorose soltanto in alcuni territori». Il 9 inizio il lockdown. Atti desecretati

Giovedì 6 Agosto 2020
Comitato tecnico scientifico, pubblicati i verbali sul coronavirus: cade il segreto di Stato

Dalle misure differenziate in base al territorio al divieto di abbracci e strette di mano. Questo il contenuto di cinque verbali del Comitato tecnico scientifico posti a base dei Dpcm sul Coronavirus, che sono stati desecretati e pubblicati dalla Fondazione Luigi Einaudi. Il Governo ha infatti deciso di lasciar cadere il segreto di Stato sui verbali che ieri sera, 5 Agosto 2020, alle 21.15 sono stati trasmessi tramite PEC dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero.

Nel verbale del 7 marzo, due giorni prima del lockdown che ha colpito tutta Italia, il Cts dava indicazione di adottare misure differenziate secondo i territori, individuando «le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all'intero territorio nazionale, nelle seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti». Due giorni dopo, il 9 marzo, il Governo decideva il lockdown in tutta Italia. 

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I verbali desecretati sono in tutto cinque: il numero 12 del 28.2.2020; il 14 dell’1.3.2020; il 21 del 7.3.2020; n.39 del 30.3.2020 e n.49 del 9.4.2020.

 

Speranza: Cts, verbali trasmessi


7 marzo: misure differenziate per territori.
Il Comitato tecnico scientifico, nel verbale del 7 marzo, i
ndividua «le zone cui applicare le misure di contenimento della diffusione del virus più rigorose rispetto a quelle da applicarsi all'intero territorio nazionale, nelle seguenti: Regione Lombardia, e province di Parma, Piacenza, Rimini, Reggio Emilia e Modena; Pesaro e Urbino; Venezia, Padova e Treviso, Alessandria e Asti». Dunque l'indicazione era di misure differenziate per territori. Il 9 marzo viene annunciato il lockdown totale dell'Italia. 
 
28 febbraio: Rivedere misure per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
«Le regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentano...una situazione epidemiologica complessa attesa la circolazione del virus, tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate, opportunamente riviste». È quanto scriveva il Comitato tecnico scientifico lo scorso 28 febbraio, una settimana dopo l'individuazione del paziente uno a Codogno, suggerendo al governo una serie di misure più restrittive per le tre regioni dove il Coronavirus si stava maggiormente diffondendo. Dieci giorni dopo la riunione del Cts, il governo adottò la misura del lockdown per la Lombardia e altre 14 province in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Gli esperti suggerivano in particolare la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate «di carattere non ordinario e di eventi in luogo pubblico e privato», degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati e dei concorsi, la chiusura di scuole e università, il mantenimento dell'obbligo di chiusura per musei e per tutti i luoghi culturali. Quanto alle attività commerciali, il Cts consigliava la «soppressione dell'obbligo di chiusura» ma solo a condizione «dell'adozione di misure organizzative che consentano la fruizione nel rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone». 

1 marzo: Stop ad abbracci e strette di mano. «Il Cts esprime la raccomandazione generale che la popolazione, per tutta la durata dell'emergenza, debba evitare, nei rapporti interpersonali, strette di mano e abbracci». Così scriveva il Comitato Tecnico Scientifico l'1 marzo scorso in una delle riunioni dopo l'esplosione del coronavirus in Italia. Il 9 marzo, poi, il premier Giuseppe Conte avrebbe annunciato il lockdown. Lo si legge in uno dei verbali del Comitato contenenti «informazioni non classificate controllate».

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 00:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA