Centrodestra, fuga da FI: salta il vertice sui candidati per Roma. In 12 con Toti e Brugnaro

Centrodestra, fuga da FI: salta il vertice sui candidati per Roma. In 12 con Toti e Brugnaro
di Emilio Pucci
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Venerdì 28 Maggio 2021, 07:50 - Ultimo aggiornamento: 09:26

Per evitare che volassero le sedie si è deciso di far slittare il vertice del centrodestra. Nell'ultimo incontro l'azzurra Ronzulli aveva chiesto a Toti, in video collegamento, «massimo rispetto», evitando lo scouting di deputati e senatori di FI. E così la nascita di Coraggio Italia con il governatore ligure e il sindaco di Venezia Brugnaro al timone di una nave che ha imbarcato 12 parlamentari forzisti ha agitato ancor di più le acque dell'alleanza. Salvini, dopo aver frenato l'addio della leghista Piccolo, ha acconsentito alla richiesta del partito di Berlusconi: meglio rinviare la riunione alla prossima settimana. «Per motivi organizzativi», la spiegazione ufficiale.

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Il motivo ovviamente è un altro. Forza Italia non parteciperà ad alcun vertice «con chi, violando gli accordi di coalizione, ha promosso un'iniziativa fondata sul trasformismo e sul cambio di casacca di parlamentari che, peraltro, non sarebbero stati ricandidati». «Noi siamo leali alla coalizione ma nessuno pensi di escluderci», la reazione di Toti. «Noi vogliamo rafforzare e non certo indebolire il centrodestra», gli fa eco Quagliariello. «Ringrazierò sempre Berlusconi per quello che ha fatto in Italia, ma oggi bisogno guardare al futuro, è un altro tempo», ha spiegato il sindaco di Venezia. Il capogruppo alla Camera (ci sono anche 4 ex M5S) sarà Marin, al Senato presto si arriverà a 10 (ci sono contatti anche con esponenti della Lega).


TOTO NOMI
L'incontro di ieri sulle amministrative non sarebbe stato comunque decisivo. FdI è convinto di poter portare a casa la candidatura di Michetti a Roma nel giro di qualche giorno ma FI frena («non conosciamo neanche com'è fatto») mentre Salvini resta attendista, ha commissionato dei sondaggi anche se al momento non sembra propenso ad alzare barricate. Impasse anche su Milano. Tuttavia la lite tra la coppia Toti-Brugnaro e i vertici di FI rischia di alimentare le tensioni nel centrodestra. La reazione è prevedibile: «E' Berlusconi che ha l'8% dei sondaggi nonostante sia fermo. Noi abbiamo uno spazio che va tra il 12 e il 18%, dobbiamo pensare a come recuperare quel consenso perduto che non andrà certamente a chi lascia il partito».

 


Sotto traccia la preoccupazione per una seconda ondata di possibili fuoriuscite c'è. FI è un partito che ha un debito alto, con il Cavaliere che in parte non può, in parte non vuole metterci altri soldi, mentre Brugnaro ha comunque disponibilità finanziarie per le prossime campagne elettorali. Il tentativo in atto in FI è di far coesistere l'anima moderata con quella che guarda alla Lega (e magari ad una federazione). Per questo obiettivo si stanno spendendo Tajani, i ministri Carfagna e Gelmini e i capigruppo Bernini e Occhiuto. Ma l'operazione Coraggio Italia (primo test alle amministrative) alimenta l'immagine di un partito in smobilitazione. Con 32 voti che in vista della partita del Quirinale e della legge elettorale non saranno più azzurri.
 

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