Cashback, «soldi fino a luglio». Durigon: così più ristori, 3 miliardi per le categorie

Cashback, «soldi fino a luglio». Durigon: così più ristori, 3 miliardi per le categorie
di Andrea Bassi
4 Minuti di Lettura
Domenica 14 Marzo 2021, 21:32 - Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 11:18

Claudio Durigon, sottosegretario all’Economia non ha dubbi. Dopo mesi di attesa, questa settimana sarà quella buona. «Il decreto sostegni», dice al Messaggero, «andrà in consiglio dei ministri e saranno impegnati tutti i 32 miliardi dello scostamento di bilancio autorizzato dal Parlamento oltre a qualche piccolo residuo dei precedenti ristori».

Su quali capitoli saranno ripartiti i 32 miliardi?
«Per gli indennizzi alle imprese saranno utilizzati circa 12 miliardi, il valore in assoluto più alto rispetto ai quattro decreti ristori varati in precedenza. Si alimenterà con molte risorse il piano vaccini, si finanzierà la cassa integrazione e finalmente si cancelleranno 65 milioni di cartelle».


Imprese e partite Iva hanno subito gravi perdite, con che meccanismo saranno distribuiti i 12 miliardi di ristori?
«Intanto finalmente eliminiamo i codici Ateco, che tanti problemi hanno creato nei precedenti decreti. Verranno indennizzate quelle aziende con fatturato fino a 10 milioni, che hanno avuto un calo di ricavi del 33% nel 2020 rispetto al 2019. L’indennizzo verrà calcolato sulla media mensile della perdita e sarà erogato una tantum».


In quanti lo riceveranno?
«All’incirca in 3 milioni tra aziende e professionisti».

Video


Dodici miliardi divisi in 3 milioni fa una media di 4 mila euro. Non è poco?
«Sicuramente non sarà esaustivo anche in virtù delle nuove chiusure, e considerando che le perdite subite ammontano a 400 miliardi. Si sta comunque già prevedendo un’ulteriore scostamento di bilancio da varare nei prossimi mesi».


Di quanto?
«Stiamo lavorando alle cifre. Ma sarà rilevante, tra 20 e 30 miliardi».

 
Per fare cosa?
«Nuovi sostegni e misure di rilancio dell’economia».


Qualcuno ha proposto di usare i 4,7 miliardi del cashback per aumentare i sostegni. È sul tavolo?
«La mia proposta è di terminare la misura a luglio. Potremmo risparmiare 2,5-3 miliardi di euro che potremmo lasciare al Parlamento per rafforzare le risposte alle categorie in crisi nel decreto sostegni». 


Da oggi bambini e ragazzi sono in Dad, ma stavolta il bonus baby sitter è stato limitato negli importi e nei beneficiari. Interverrete?
«Era una misura che doveva essere inserita in simultanea con il decreto delle chiusure, per permettere flessibilità alle lavoratrici ed ai lavoratori. Anche qui sia in Parlamento che nel decreto sostegni si possono individuare ulteriori soluzioni».


Il piano vaccini è la priorità assoluta, ha detto Draghi. L’intenzione è arrivare a 500 mila vaccinati al giorno. Quanti soldi verranno stanziati nel decreto su questo capitolo?
«Sicuramente insieme al sostegno per Partite Iva e imprese sarà il capitolo più importante. Il piano vaccini composto da acquisto, logistica, somministrazione e soprattutto per il nuovo polo produttivo su cui sta lavorando il ministro Giorgetti ha bisogno di risorse rilevanti. A mio avviso non saremo lontani da 5 miliardi».


Altro tema: le cartelle esattoriali. Fino a quando saranno congelate?
«Fino al 30 aprile, termine dello Stato di emergenza». 


Saranno fermati solo i pagamenti o anche le notifiche?
«Anche le notifiche».


Lo stralcio dei vecchi ruoli dal 2000 al 2015 è confermato?
«Sarà nel decreto».


Fino a quale importo saranno cancellate le cartelle?
«Sicuramente fino a 5 mila euro. Il Parlamento potrà decidere se aumentare la soglia a 10 mila euro». 


Francesco Silvestri, relatore sul ddl per i poteri speciali per Roma, dice che la capitale rischia di perdere i fondi del Recovery. È davvero così?
«La Lega si è già messa al lavoro e ha trovato la soluzione per evitare che questa ipotesi si concretizzi». 


Quale soluzione?
«Abbiamo presentato, sia alla Camera che al Senato un disegno di legge ordinamentale che quindi, con tempi molto brevi di approvazione e a Costituzione invariata, permetterà a Roma di vedersi riconoscere poteri e funzioni che la Costituzione già prevede e che finalmente equiparerà Roma alle altre capitali mondiali. Si tratta di una proposta di buon senso che restituisce alla città il grado che le compete e che, tradotto in termini reali, le permetterà di ottenere finanziamenti, funzioni e competenze che le restituiranno un ruolo di primo piano a livello nazionale e internazionale. Tecnicamente, questo sarà possibile istituendo l’ente locale Roma».

© RIPRODUZIONE RISERVATA