Cantone lascia l'Anticorruzione dopo 5 anni: «Clima mutato, torno a fare il magistrato»

Cantone lascia l'Anticorruzione dopo 5 anni: «Clima mutato, torno a fare il magistrato»
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Martedì 23 Luglio 2019, 11:46 - Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 07:53

Dopo oltre cinque anni alla presidenza Raffaele Cantone lascia l'Anac. Lo annuncia lui stesso in una lettera sul sito dell'Autorità. «Sento che un ciclo - si legge nel testo - si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell'Anac e del suo ruolo». Cantone ha fatto richiesta per rientrare in magistratura, «che ho sempre considerato la mia casa».

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«Una decisione meditata e sofferta - scrive - credo sia giusto rientrare in ruolo in un momento così difficile per la vita della magistratura».​La magistratura vive una fase «difficile», che «mi impedisce di restare spettatore passivo». 

«Tornerò all'Ufficio del massimario presso la Cassazione
», annuncia Cantone nella lettera. Nel testo Cantone ricorda come nei mesi scorsi avesse già presentato al Csm la candidatura per un incarico direttivo presso tre uffici giudiziari. Ma «nelle ultime settimane le dolorose vicende da cui il Csm è stato investito hanno tuttavia comportato una dilazione dei tempi tale da rendere non più procrastinabile una decisione». Per questo, annuncia, «nella mattina di oggi, con alcuni mesi di anticipo, ho dunque avanzato formale richiesta di rientrare nei ruoli organici della magistratura: un atto che implica la conclusione del mio mandato di Presidente dell'Anac, che diverrà effettiva non appena l'istanza sarà ratificata dal plenum del Csm. Tornerò pertanto all'Ufficio del massimario presso la Corte di Cassazione» dove Cantone prestava servizio prima di essere designato alla guida dell'Anac. 

Per Cantone la corruzione è un po' come il doping nello sport che «altera la concorrenza e la sana competizione fra le imprese». «Scoraggiando investimenti ed innovazione e riducendo l'efficienza e la produttività» ha detto, ospite del festival multidisciplinare Universo Assisi. «Al tempo stesso - ha aggiunto - provoca un aumento della spesa pubblica, poiché dirotta parte delle risorse, impedendone un uso corretto».

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