LUIGI DI MAIO

Stretta cannabis, governo spaccato anche su migranti, appalti e tav

Venerdì 10 Maggio 2019 di Marco Conti
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ROMA «Rimesso nel cassetto il caso Siri, subito Salvini e Di Maio si sono messi alla ricerca di qualche altro terreno di scontro e propaganda per distogliere l'attenzione dalla paralisi del governo e dall'incapacità di trovare soluzioni alla allarmante condizione dell'economia, dei consumi, della produzione e della finanza pubblica». Graziano Del Rio, capogruppo alla Camera del Pd, è rassegnato come chi è costretto a raccontare l'ennesimo finto scontro tra chi pensano di recuperare i voti persi (M5S) e le percentuale di incremento che potrebbero svanire (Lega).

​Conte replica a Salvini: «Cannabis? Non è all'ordine del giorno»

E così basta un qualsiasi argomento per rinverdire una contrapposizione che gli stessi protagonisti negano possa sfociare in una crisi di governo o in qualunque altra cosa che non sia lo stesso esecutivo con lo stesso contratto di governo. Andando in senso orario nel racconto, la prima occasione che ha offerto la giornata di ieri sono stati i 36 migranti raccolti dalla nave della Marina Militare Cigala Fulgosi da un'imbarcazione che stava per affondare a 75 chilometri dalle coste libiche. «Io porti non ne do», ha messo subito in chiaro il ministro dell'Interno Matteo Salvini che si è poi chiesto perché la nava della Marina fosse «in acque libiche» che «pattugliate dalla guardia costiera libica che ieri in pieno ramadan ha soccorso salvato e portato indietro più di 200 immigrati. O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell'Interno che chiude i poi e qualcun altro (la ministra Trenta ndr) che raccoglie i migranti. È vero che bisogna chiarire alcune vicende all'interno del governo».
Immediata la replica: «Dal ministro Trenta non è arrivata alcuna indicazione particolare, ma abbiamo massima fiducia nell'operato della nostra Marina Militare e dei nostri uomini e donne in uniforme». Ed in effetti la Marina fa sapere in una nota che la Nave Cigala Fulgosi, un'unità combattente della Marina, fa parte del dispositivo di Mare Sicuro, la missione voluta da governo e Parlamento e finalizzata a proteggere gli interessi italiani nel Mediterraneo centrale. «Attualmente il pattugliatore - dice la forza armata - «sta conducendo attività di presenza, sorveglianza e deterrenza, anche in ragione all'attuale situazione di sicurezza presente in Libia». Caso chiuso? Non tanto visto che occorre ora accogliere 36 migranti che nemmeno il M5S vuole e quindi tocca al premier Conte cercare «la solidarietà internazionale». Malta, Francia e Lussemburgo avrebbero dato la loro disponibilità e «attendo una risposta, ma c'è apertura di disponibilità, da parte di Germania, Spagna e Portogallo». Ma la presidenza del Consiglio dei ministri dice che «intanto sbarcheranno nel porto militare di Augusta».

I DUELLI
Ovviamente non solo i migranti, ma anche i negozi che vendono cannabis, la flat-tax, la Tav e l'atteso sblocca cantieri animano il finto dibattito tra M5S e Lega. Anche se Conte dice che il tema cannabis «non è all'ordine del giorno» del governo, Salvini annuncia la chiusura di tutti i negozi. Di Maio ricorda al ministro dell'Interno che prima deve chiudere «le piazze di spaccio». Più o meno lo stesso concetto di +Europa che con Benedetto Della Vedova ricorda al responsabile del Viminale che «nel Paese della criminalità organizzata che gestisce il traffico di cocaina e di eroina prendersela nemmeno con la cannabis, ma con quella a basso contenuto di thc, è grottesco».
Poi ci si occupa della Tav. Un emendamento della Lega inserisce l'opera nel decreto sblocca cantieri e il viceministro al Mef Garavaglia dice che poichè «la Tav sta andando avanti, prendiamone atto e finiamola».
M. C.
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Ultimo aggiornamento: 14:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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