Calenda a L'Intervista: «Europee? Io sarò candidato, il Manifesto è un'iniziativa forte»

Calenda a L'Intervista: «Europee? Io sarò candidato, il Manifesto è un'iniziativa forte»
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Sabato 26 Gennaio 2019, 18:03

«Io se nascerà una cosa bella, innovativa e forte ci sarò senz'altro». Lo ha detto Carlo Calenda al programma di Sky «L'intervista» di Maria Latella, a proposito di una sua candidatura alle Europee dopo il lancio del suo Manifesto «Noi siamo europei» «Quando faremo le candidature insieme al Pd, vedremo se è un progetto nuovo. Se è la riproposizione del vecchio io non ci sto».

Alla domanda su cosa intende per «progetto nuovo», Calenda ha spiegato: «Chi è nel Parlamento italiano non si deve candidare. Invece al Parlamento europeo abbiamo persone che hanno fatto un lavoro straordinario, come Paolo De Castro o Roberto Gualtieri. Io non sono per il nuovismo, per il 'via tutti': il nuovo sono anche gli scappati di casa che sono al governo. Ci sono anche persone che hanno capacità. Occorre mettere le due cose insieme, come si fa in tutto il mondo».

Quanto alle critiche di Prodi al centrosinistra, Calenda ha detto che il suo Manifesto «ha proprio l'obiettivo di riportare la palla dell' iniziativa nel nostro campo. Ma - ha aggiunto - non può farlo solo il Pd, non può dare rappresentanza a un mondo ampissimo». Infine Calenda ha contestato le affermazioni di Pietro Grasso secondo cui lui è rappresentante della linea liberista della sinistra: «Le chiacchiere di chi è stato in magistratura e disprezza chi si occupa delle modernità sono sbagliate. E poi far passare il messaggio che chi ha avuto successo nella vita è elite è sbagliato. Elite è come ci si pone quando si guidano i processi».

«Renzi? L'ho sentito... condivide il manifesto, pur non iscrivendosi. Letta dice di essere contrario alle cose contro, ma è per quello che ho presentato il manifesto».

L'autorizzazione a procedere per Salvini? «Dovrei guardare le carte, non ho mai commentato un'indagine della magistratura. Bisogna capire se c'è un elemento molto chiaro che indichi che Salvini ha commesso un reato. Fare battaglie politiche utilizzando il lavoro magistratura è una cosa verso cui provo ripugnanza».

«Io li farei sbarcare. Poi sono d'accordo con Salvini che l'Italia ha fatto più di altri, ma prevale l'obbligo di dare soccorso in mare, rispettando le leggi del mare. Io non penso - ha aggiunto Calenda sula Caso Seawatch - che possiamo dire le frontiere aperte a tuttì, o dire all'Africa chi vuole venire venga, i confini vanno difesi. Ma se c'è un disastro marittimo e va una nave di una Ong, proprio perché c'è una emergenza e il diritto del mare lo prevede, la si soccorre. Poi queste iniziative di Salvini sui numeri valgono meno di zero. Non risolve, ma fa campagna elettorale».

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