ELEZIONI EMILIA ROMAGNA

Emilia Romagna, Calenda in campo a sostegno di Bonaccini. Primo test per il nuovo movimento

Giovedì 2 Gennaio 2020
Emilia Romagna, Calenda in campo a sostegno di Bonaccini. Primo test per il nuovo movimento

Hanno chiuso l'anno con sondaggi incoraggianti - il 2,4% secondo Tecnè - ad appena un mese dalla nascita, il 21 novembre scorso. Gli iscritti hanno sforato quota ventimila. Ed ora il primo banco di prova saranno le regionali in Emilia Romagna dove Azione di Carlo Calenda è in prima linea nel sostegno a Stefano Bonaccini. Domani tre iniziative tra Bologna, Modena e Reggio Emilia.

«Faremo tre conferenze stampa per lanciare i nostri candidati», spiega Matteo Richetti che in Emilia è cresciuto, anche politicamente: è stato presidente del consiglio regionale, prima di diventare parlamentare. I candidati di Azione sono 5 in cinque province diverse (Bologna, Modena, Reggio, Parma e Ferrara) e fanno parte della lista civica di Bonaccini. «Azione è nata tre sabati prima di fare le liste... non avevamo oggettivamente il tempo di fare una lista nostra ma siamo colpiti dalla risposta in termini di adesioni e iscrizioni fatte in questo primo mese», spiega Richetti.

Ventimila iscritti appunto, di cui 3000 in Emilia Romagna. Anche senza una lista autonoma, le regionali saranno comunque un primo test per Azione. Un "pesarsi" in termini di preferenze con le candidature messe in campo. E Richetti è ottimista: «In Emilia c'è un elettorato moderato che alle politiche voterebbe magari Forza Italia, ma che non vuole votare la Borgonzoni, un pò per la candidata e un pò per il suo profilo leghista». E quella di Azione potrebbe essere un'offerta interessante. «È così. La nostra scelta si sta rivelando azzeccata», dice Richetti.

Il week end dell'11 e 12 gennaio ci saranno altre iniziative di campagna elettorale in Emilia Romagna e poi il 17 e 18 gennaio una manifestazione a Bologna, prima delle elezioni, con Bonaccini, Calenda e Richetti. «Noi stiamo schierando la struttura di Azione a sostegno di Bonaccini perché qui c'è una coalizione riformista senza i 5 Stelle». Condicio sine qua non per il movimento di Calenda. E infatti non sono state particolarmente apprezzate le parole di Nicola Zingaretti su Giuseppe Conte. «Conte punto di riferimento dell'area progressista -dice Richetti- sarebbe una sciagura, sancirebbe l'irreversibilità della scelta sbagliata del governo nazionale con i 5 Stelle. Bisognerebbe chiedere al presidente Conte che cosa voterebbe in Emilia? Per Bonaccini o per il candidato M5S?».

Anche in Calabria i 5 Stelle vanno da soli: lì che farà Azione? «Non c'è dubbio che tra le proposte di candidatura a presidente, quella di Pippo Callipo è quella a noi più vicina, ma in Calabria non ci sono le condizioni per una presenza esplicita di Azione».

Per quanto riguarda i temi nazionali, alla ripresa Azione intende tenere aperto il filone delle prescrizione: «Siamo molto preoccupati e non siamo gli unici. Putroppo dal Pd al momento arrivano solo proclami e nessuna proposta concreta». Quanto alla costruzione del movimento sul territorio «abbiamo già fatto un primo tour tra Milano, Torino, Roma, Perugia, la Sicilia. Riprenderemo dopo le regionali e in primavera ripartiremo con il tesseramento. Ormai che pare sventata l'ipotesi di voto anticipato, avremo il tempo per radicarci sul territorio e arrivare nei prossimi mesi, tra giugno e settembre, a celebrare il primo congresso di Azione».

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