Paolo Borsellino, 29 anni fa la strage di via D'Amelio. Mattarella: «Pagò con la vita la sua rettitudine»

Paolo Borsellino, 29 anni fa la strage di via D'Amelio. Mattarella: «Pagò con la vita la sua rettitudine»
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Lunedì 19 Luglio 2021, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 10:22

È il giorno del ricordo, a Palermo. Il giorno in cui si commemorano il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, uccisi nella strage di via D'Amelio il 19 luglio del 1992.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, partecipa alla commemorazione dichiarando: «L'attentato di via D'Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità. Paolo Borsellino pagò con la vita la propria rettitudine e la coerenza di uomo delle Istituzioni. Con lui morirono gli agenti della scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. La memoria di quella strage, che ha segnato così profondamente la storia repubblicana, suscita tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell'impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l'illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale». 

«Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone, sapevano bene che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia. Da magistrati hanno espresso altissime qualità professionali. Hanno intrapreso strade nuove, più efficaci, nelle indagini e nei processi. Hanno testimoniato, da uomini dello Stato, come le mafie possono essere sconfitte, hanno dimostrato che la loro organizzazione, i loro piani possono essere svelati e che i loro capi e i loro sicari possono essere assicurati alla giustizia», prosegue il Capo dello Stato.

Strage di via D'Amelio, cittadinanza onoraria di Palermo alla polizia

«Per questo sono stati uccisi. Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone», ricorda ancora Mattarella, che conclude: «La Repubblica è vicina ai familiari di Borsellino e ai familiari dei servitori dello Stato, la cui vita è stata crudelmente spezzata per colpire le libertà di tutti. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze».

Borsellino, la giornata della memoria a Palermo

A partire dalle 9 e fino alle 13, davanti all'Albero della Pace, ci sarà la «Mattinata dedicata al mondo della scuola», a cura del Centro studi Paolo e Rita Borsellino. Alle 10.30 il presidio Scorta per la Memoria. Alle 14.45 «I Sopravvissuti: scorta è memoria», con interventi dal palco di membri delle scorte sopravvissuti alle stragi degli anni '90 e non solo. Alle 16 ci saranno gli interventi dei familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio e dei familiari di vittime di mafia. Alle ore 16.58, ora della strage, il tradizionale minuto di silenzio a cui seguiranno altri interventi dei familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio e dei familiari di vittime di mafia. Poi, alle 17.45 un incontro sul tema «Sistemi criminali e depistaggi», con i magistrati Sebastiano Ardita, Roberto Scarpinato, Giovanni Spinosa e l'avvocato Fabio Repici. Modera il giornalista Paolo Borrometi.

Alle 18 il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, presso la caserma Lungaro, conferirà alla Polizia di Stato la cittadinanza onoraria della Città di Palermo che sarà consegnata al prefetto Lamberto Giannini, capo della polizia - direttore generale della pubblica sicurezza. Un riconoscimento a tutte le donne e a tutti gli uomini della polizia di Stato che è simbolo di unione tra la città di Palermo e coloro che con professionalità difendono ed hanno difeso i valori della giustizia, della legalità e della libertà, anche con il sacrificio della vita. La cerimonia si svolgerà all'aula Domenico Corona all'interno della caserma Lungaro. Alla cerimonia sarà presente il questore di Palermo, Leopoldo Laricchia. «Consegnare la cittadinanza onoraria al prefetto Giannini e simbolicamente a tutta la Polizia di Stato nel giorno della strage di via D'Amelio - ha detto il sindaco Orlando -, mi riempie di grande emozione. Ventinove anni fa venivano uccisi dalla mafia e da chi se ne è servita, appartenenti alla Polizia di Stato che con coraggio e impegno hanno servito lo Stato e creduto in un grande cambiamento culturale. Ed altre ed altri prima e dopo quel terribile 1992 hanno sacrificato la loro vita per la legalità e per i valori costituzionali.

Lo stesso impegno che ogni giorno, in un tempo diverso e in una Palermo non più governata dalla mafia, la Polizia di Stato profonde per tutelare la legalità e proteggere la comunità. Il conferimento della cittadinanza onoraria, inoltre, intende fare memoria, quindi stimolare una riflessione e chiedere piena verità e giustizia su tanti eccidi che hanno segnato la storia del nostro paese e della nostra città. E dei quali sono ancora troppi i buchi neri e le domande senza risposta». Poi, tornando in via D'Amelio, alle 21 saranno inaugurate le luci tricolore sull'Albero della Pace alla presenza del sindaco Leoluca Orlando. Alle 21.20 «Our Voice»: rappresentazione artistica di con due monologhi coreografati. E alle 21.40 Aut Aut in «"Brucia la terra" racconti di mafia: dal golpe di Corleone ai giorni nostri. Un'utopia di verità». Infine, alle 22.45 proiezione del documentario d'inchiesta «Uno bianca - Mirare allo Stato», a cura di Roberto Guglielmi ed Enza Negroni con gli studenti del Corso Doc del Liceo Laura Bassi di Bologna.

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