CORONAVIRUS

Bonafede, decreto contro le scarcerazioni dei boss: «Finito il rischio Covid tutti in cella»

Mercoledì 6 Maggio 2020
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Bonafede contro le scarcerazioni dei boss: «Finito il rischio coronavirus tornino tutti in cella»

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha rivendicato la sua massima determinazione nella lotta alle mafie durante il question time alla Camera dei Deputati, annunciando un provvedimento contro le scarcerazioni dei boss a causa del coronavirus: «Rimando dentro tutti i boss». Bonafede, infatti, rispondendo al question time alla Camera, ha infatti rivendicato la sua «massima determinazione» nella lotta alla mafia. Ma le sue parole sono state accolte da brusii in Aula. Il ministro della Giustizia ha poi detto che sta studiando una norma, un decreto legge, che consenta ai magistrati di sorveglianza di rivalutare le scarcerazioni già disposte di boss della criminalità organizzata alla luce del mutato quadro dell'emergenza coronavirus. Gran parte delle scarcerazioni sono state disposte per gravi patologie, ma molte ordinanze fanno esplicito riferimento all'emergenza da Covid19.

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Bonafede: «Nessuna interferenza nella nomina a capo del Dap». «Mi viene chiesto innanzitutto se e quali interferenze si siano manifestate sulla nomina di capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nel 2018. La risposta è molto semplice: nel giugno 2018 non vi fu alcuna interferenza diretta o indiretta, nella nomina del capo Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria». Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, durante il question time alla Camera dei Deputati.
 


Bonafede: «Illazioni campate in aria, già note le parole dei boss». «Ogni ipotesi o illazione costruita in questi giorni da alcune forze politiche è del tutto campata in aria, perché, come emerso dalla ricostruzione temporale dei fatti, le dichiarazioni di alcuni boss erano già note al ministero dal 9 giugno 2018 e quindi ben prima di ogni interlocuzione con il diretto interessato». Lo ha detto al question time il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sulla mancata nomina di Nino Di Matteo a capo del Dap nel 2018.

Cafiero De Raho: «Di Matteo mi accennò del suo incontro con Bonafede sul Dap». «Probabilmente DI Matteo mi accennò che vi era stata (nel giugno 2018 ndr) quell'offerta» del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede «ma poi non so quale sia stato il successivo sviluppo». Lo ha rivelato il Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho rispondendo all'Adnkronos alla domanda se durante la permanenza di Antonino Di Matteo alla Direzione nazionale antimafia l'ex pm gli avesse mai parlato della proposta fatta dal Guardasigilli come capo del Dap. «Mi parlò di dell'incarico di capo del Dap o forse agli Affari generali, qualcosa mi accennò in verità...», ha aggiunto Cafiero De Raho.
 

 

 

 
 

 

Ultimo aggiornamento: 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA