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Grillo riduce i cinquestelle, Conte si arrende sulla regola dei due mandati: Fico & C. restano a casa

L’avvocato: «Beppe è stato irremovibile», da chiarire la sorte di Raggi e Appendino

Grillo riduce i cinquestelle, Conte si arrende sulla regola dei due mandati: Fico & C. restano a casa
di Caris Vanghetti
4 Minuti di Lettura
Venerdì 29 Luglio 2022, 18:54 - Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 09:05

Dopo mesi di incertezza Beppe Grillo ha deciso di spazzare via qualsiasi dubbio sulla possibilità di concedere deroghe che consentano ai parlamentari del Movimento 5 Stelle, con già due mandati alla spalle, di partecipare alle prossime elezioni politiche. E anzi ha rincarato la dose, eliminando anche l’opportunità di partecipare alle consultazioni per le Regionali o per le Europee. Ma resta il giallo sul destino di Chiara Appendino e Virginia Raggi. Secondo fonti vicine al comico genovese si tratta di uno stop definitivo alle velleità di tutti coloro che dopo essere entrati nelle istituzioni grazie al Movimento 5 Stelle, ben conoscendo la regola aurea fatta per impedire che i grillini si trasformassero in politici di professione, adesso avrebbero voluto scardinarla proprio per fare della politica un lavoro a tempo indeterminato. 


I FEDELISSIMI
Un disastro per Giuseppe Conte, che per mesi ha provato a compattare le file del suo partito promettendo a destra e a manca deroghe per essere ricandidati e che sperava, anche grazie a questo meccanismo, di potersi circondare di una cerchia di fedelissimi.

Primi fra tutti il suo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e quello per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ma anche la pasionaria del Movimento e attuale vicepresidente del Senato, Paola Taverna. E il primo capogruppo al Senato, Vito Crimi, il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, l’ex viceministro allo Sviluppo Economico nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano Buffagni, il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia e, la sorella dell’ex candidato grillino alla presidenza della regione Sicilia nonché attuale consigliere regionale, Azzurra Cancelleri.


Appena appresa la notizia, l’ex premier pentastellato ha iniziato a telefonare a coloro che speravano nella deroga, spiegando «Mi spiace, io ce l’ho messa tutta: Grillo è stato davvero irremovibile». Il terrore di Conte è quello di trovarsi a fare una campagna elettorale in solitaria e per questo nelle sue telefonate con i big dei 5 stelle ormai incandidabili ha tenuto a precisare: «Dovete restare al nostro fianco, faremo bene e ci sarà posto per tutti» e per rendere più credibile la sua previsione ha specificato «vedrai staremo almeno al 15 per cento».
Infatti, i volti noti del Movimento sui territori che possono aiutare una campagna elettorale tutta in salita sono 49. Tutti parlamentari al secondo mandato che speravano in una deroga e che da oggi si trovano a dover scegliere se cercare un altro partito con cui candidarsi (anche se si contano sulle dita di una mano quelli che potrebbero avere qualche chance di rielezione con altre formazioni politiche) o restare nel Movimento 5 Stelle, nella speranza di riuscire a ottenere uno stipendio dalla nascente scuola di formazione dei grillini o dagli organi del futuro partito. 


LE SINDACHE
In questo vero e proprio caos, la questione delle ex sindache pentastellate di Roma e Torino, Virginia Raggi e Chiara Appendino, notissime all’opinione pubblica e accreditate di un notevole consenso elettorale, resta un nodo da risolvere. Entrambe hanno già due elezioni da consigliere comunale alle spalle e secondo la regola grillina del doppio mandato non potrebbero essere candidate alla politiche, ma nel 2019 il Movimento introdusse la norma sul mandato zero (che consente ai consiglieri comunali di candidarsi tre volte), un caos che non consente ancora di dire con certezza se le due ex prime cittadine correranno alle politiche del 25 settembre.

Ieri sembrava essersi aperto uno spiraglio visto che sono trapelate indiscrezioni relative alla corsa della Appendino, sulla quale pende una condanna di primo grado a un anno e mezzo per i fatti di piazza San Carlo, secondo cui potrebbe essere candidata perché si tratta di una condanna per un reato non doloso. E se qualcuno si preoccupa di chiarire la norma M5S sulle condanne per far correre la Appendino, allora è probabile che le due ex sindache svolgeranno un ruolo di primo piano nella prossima campagna elettorale. Mentre sembra destinata a rimanere bloccata dal limite dei due mandati Roberta Lombardi, attuale assessore regionale 5 stelle dalla giunta di Nicola Zingaretti. 
 

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