Balneari, come si calcola il valore di uno stabilimento? I criteri per partecipare alla gara e cosa c'entra la direttiva Bolkenstein

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma all'unanimità, scatenando le polemiche dei concessionari attuali

Balneari, come si calcola il valore di uno stabilimento? I criteri per partecipare alla gara e cosa c'entra la direttiva Bolkenstein
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Dal 2024 le concessioni balneari diventerenno concorrenziali. Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità la riforma che aprirà il settore ai nuovi investitori. Stop al regime di proroga, come aveva stabilito di Consiglio di Stato nell'ottobre scorso. E via libera al disegno di legge che prevede una delega al governo per l’adozione, entro sei mesi, di uno o più decreti legislativi per semplificare la disciplina sulle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative.

 

Criteri per le concessioni

L'obiettivo dell'esecutivo, oltre a garantire una maggiore concorrenza, è far crescere la qualità delle spiaggie e dei servizi. Per avere la concessione si dovrà infatti presentare un documento che attesta come si intende migliorare il servizio, con l’intento di aiutare gli investimenti, stimolarli e tutelare chi li ha fatti. Quali sono gli altri criteri necessari per le gare? Nell'emendamento si fa riferimento a «clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato nell’attività del concessionario uscente». Inoltre, sarà necessario garantire a tutti l’accesso al mare. E per tutelare i consumatori il governo ha previsto un argine al cosiddetto «caro-ombrellone».

Come calcolare il valore delle spiagge

Il tema del valore delle spiagge diventa centrale. I balneari proprietari delle concessioni che resteranno valide il fino al 31 dicembre 2023, si troveranno a dover concorrere con nuovi potenziali investitori per tenersi quella concessione, che fino ad ora gli era stata garantita da un accordo sicuramente più vantaggioso di quello che dovranno stipulare nel 2024 (qualora il decreto diventerà legge). Come si fa a tutelare dunque gli imprenditori che hanno già investito sui loro stabilimenti? Secondo Alberto Heimler - che ne ha parlato su lavoce.info -, una volta scaduta la concessione si potrebbe chiedere al concessionario «qual è secondo lui il valore dell'attività che ha contribuito a realizzare (e che accetterebbe come prezzo di vendita se dovesse cedere l'attività)». 

Il concessionario non farebbe un prezzo altissimo se «sulla base di quel valore viene calcolato un onere concessorio (per esempio, 7% di quel valore) da corrispondere annualmente all'amministrazione concedente per il periodo concessorio successivo (per esempio, per i 10 anni successivi)». Più è alto il valore dello stabilimento, più costerà mantenere la concessione per chi vincerà la gara. Così, «per consentire l'ingresso di concorrenti più efficienti, viene effettuata una gara che ha come base d'asta l'onere concessorio così individuato e la concessione viene affidata all'impresa che offre di pagare il canone più elevato». A patto che chi si aggiudica la concessione, «compensi il concessionario uscente», con il valore che aveva indicato per cedere l'attività.

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Cosa c'entra la Bolkenstein

Perché si sta parlando tanto della direttiva europea Bolkenstein in relazione al tema balneari? La Bolkenstein, detta anche "direttiva servizi", recepita nel 2010, ha l'obiettivo di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori negli Stati e alla libera circolazione dei servizi tra Stati, nonché garantire ai destinatari e ai prestatori la certezza giuridica necessaria all’effettivo esercizio di queste due libertà. Inoltre, vuole favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. In Italia si è discusso se rientrasse nel caso dei balneari oppure no, come sosteneva la leader di FdI Giorgia Meloni. 

In relazione alla riforma per le concessioni «l'approvazione della direttiva Bolkestein - dichiara l'Avv. Vincenzo Oliverio dello Studio Legale Oliverio&Partners - inciderà in maniera esiziale nei confronti degli imprenditori della categoria, i quali, hanno investito gran parte dei loro capitali sulle loro attività, essendo questo un settore ad alta intensità di capitali. L'avvento di  un regime concorrenziale andrebbe inevitabilmente a realizzare delle potenziali perdite in capo a coloro i quali hanno già investito i propri capitali per la stagione che verrà», dice l'esperto.

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