Comunali 2019, torna il bipolarismo. Vince il centrodestra, i grillini si astengono

Martedì 11 Giugno 2019 di Diodato Pirone

La tornata di elezioni comunali conferma quanto era già emerso nei mesi scorsi: a livello locale stiamo rapidamente tornando ad un classico bipolarismo fra le squadre del centro destra e del centro sinistra. Alla fine della fiera, su 27 capoluoghi di provincia in gara 14 sono andati al Pd e alleati; 12 a Lega e alleati (Tra i quali Potenza per appena 200 voti) e appena uno ai 5Stelle.
Secondo l'analisi dell'Istituto Cattaneo emergono i seguenti dati: fra il primo e il secondo turno l'elettorato di centrosinistra ha tenuto, tranne che in casi locali, e anzi a Livorno (dove i 5Stelli si sono liquefatti) c'è stata una netta affermazione del candidato del Pd che è stato votato in massa anche dagli elettori di sinistra-sinistra evidentemente timorosi di una possibile affermazione dello schieramento avversario.

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LA MEDIA
Anche l'elettorato di centro destra è andato mediamente a votare per i suoi candidati al ballottaggio, sia pure in misura leggermente minore rispetto ai dirimpettai. A Campobasso però qualcosa non deve aver funzionato perché addirittura l'11% degli elettori di centro destra al ballottaggio hanno preferito il candidato dei 5Stelle che poi ha stravinto con quasi il 70% dei consensi.
 

E i 5Stelle? Innanzitutto va detto che già al primo turno questo elettorato si era molto ristretto. Al ballottaggio i grillino andati in massa al mare anche se qui e là hanno votato per i candidati del centro destra (Ferrara e Forlì) o del centro sinistra (Cremona, Livorno, Foggia). A Campobasso chiaramente sono andati a sostenere (al 96%) il loro candidato. «Diversamente dalle scelte compiute in passato al secondo turno - sostiene Rinaldo Vignati dell'Istituto Cattaneo - i pentastellati si sono riversata nell'astensione scegliendo di non scegliere. In questo modo, la partita dei ballottaggi si è giocata prevalentemente dentro i confini degli elettorati dei due schieramenti principali, rendendo cruciale la loro capacità di ri-mobilitazione dei loro elettorati».
In termini assoluti, sui 124 comuni superiori ai 15.000 abitanti, di cui 16 capoluoghi, andati al voto domenica il centrodestra a guida leghista ne «guadagna» di più rispetto alla tornata precedente, salendo da 29 a 47. Il centrosinistra invece scende da 80 a 62, e tuttavia l'Istituto Cattaneo sottolinea che ai ballottaggi è il Pd ad essere più competitivo, dato che ne ha vinti il 63,9%, contro il 43,3% del centrodestra. M5S, che amministrava 4 Comuni, ha vinto nell'unica città dove è andata al secondo turno, a Campobasso, confermando di essere, al ballottagio il cosiddetto partito pigliatutto.

Se, come detto, la gran parte degli elettori 5Stelle al ballottaggio si è astenuto in alcune ha avuto un ruolo nel determinare il risultato. Secondo l'analisi dei flussi del Cise questo è successo a Forlì e Ferrara a favore del centro destra. Appena pochi chilometri più a Nord, a Rovigo, gli elettori pentastellati hanno invece consentito al Pd di vincere per 400 voti, ribaltando l'esito del primo turno. Tuttavia i ribaltamenti rispetto al primo turno sono stati pochissimi, il numero più basso dell'ultimo decennio, sottolinea il Cattaneo che spiega: «Forse gli italiani stanno ritrovando un nuovo equilibrio».
 

Ultimo aggiornamento: 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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