Guerriglia Lega-grillini, l'autonomia è bloccata: se ne riparla a fine marzo

Guerriglia Lega-grillini, l'autonomia è bloccata: se ne riparla a fine marzo
di Francesco Lo Dico
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Domenica 17 Febbraio 2019, 12:02 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 07:23

ROMA L'ultimatum leghista non ha sortito effetti. Sull'autonomia del Nord il Movimento ha deciso di tenere la barra dritta. «La riforma è nel contratto di governo. Tutte le volte che si ha un dubbio, si vada a consultarlo», è stata la sferzata fronte Carroccio del ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio.
Ma l'ordine di congelare la contesa arrivato ieri mattina dalla war room stellata per non esacerbare lo scontro con l'alleato, non deve ingannare. Le poche parole dedicate al tema dal sottosegretario agli Esteri del M5S, Manlio Di Stefano, sono indicative: «Non creeremo mai Regioni di serie A o di serie B». Più o meno lo stesso concetto espresso nel presunto dossier a Cinque Stelle contro l'autonomia, che invece era una nota stampa compilata dallo staff grillino per illustrare ai parlamentari la linea del Movimento.

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Difficile credere che gli stellati possano piegarsi alla deadline di sette giorni, imposta dall'alleato per forzare i tempi sulla devolution. La commissione bicamerale per il Federalismo ha già fissato per giovedì l'audizione per il ministro Stefani, nel corso della quale il Movimento metterà sul tavolo le proprie perplessità: saranno chiesti chiarimenti sui Lep - i livelli essenziali delle prestazioni considerati precondizione per l'autonomia ma anche sui costi standard e sulla perequazione che da anni perequa a metà ai danni del Sud, nonostante la Carta la definisca «integrale».

E si insisterà inoltre su quanto ha già messo in chiaro Roberto Fico, seguito a ruota anche da Luigi Di Maio: no a ratifiche come pretende la Lega, l'intesa sull'autonomia dev'essere emendata in Parlamento. L'idea è insomma quella di navigare con cautela e fermezza, con la Costituzione come stella polare. Fino a fine marzo, quando il Senato deciderà sull'autorizzazione a procedere per Salvini, il Movimento sente del resto di avere il coltello dalla parte del manico.
Con il risultato che l'autonomia del Nord rischia di ingolfarsi, e di valicare persino il confine delle europee di fine maggio. Il cambio di rotta è arrivato netto dopo la mazzata in Abruzzo: per il Movimento un vero spartiacque. «Sino ad allora raccontano fonti parlamentari a prevalere era stata la linea settentrionalista di Davide Casaleggio: concedere l'autonomia al Nord, senza passare da Lep e ulteriori complicazioni. Ma adesso è diverso. Luigi sa che se non reagisce a certe forzature, il Sud gli volterà le spalle».

IL DOPO ABRUZZO
Ed ecco dunque che dopo l'Abruzzo fa capolino il dossier della svolta. Che pure doveva restare riservato, ma è diventato suo malgrado la prova provata di un cambio di passo che ha destato nuovo entusiasmo nella maggior parte dei parlamentari stellati. Un cambio di passo che ha anche il pregio di rinsaldare la leadership di Luigi Di Maio tra i rivoltosi del Meridione. Emblematica la nota dei consiglieri regionali M5s pugliesi, che ieri hanno rilanciato l'altolà contenuto nel famigerato dossier anti-autonomista: «Guai a creare cittadini di serie A e di serie B».

Commenta la senatrice ortodossa Paola Nugnes: «Dopo la sconfitta in Abruzzo anche nel M5S è arrivato il momento di fare un'attenta riflessione sul mandato elettorale che il Movimento ha ricevuto dal Centro Sud. È innegabile che il via libera a queste autonomie potrebbero essere per Di Maio un rospo troppo grosso da far inghiottire al suo elettorato».
Dalla Tav al processo Diciotti, le incognite restano ancora tante. Ma tenere la barra dritta su Veneto e Lombardia, potrebbe certamente risollevare, insieme ai sondaggi, il morale delle truppe stellate insofferenti al predominio di Salvini. «Se Luigi si è accorto in tempo di essere stato strumento di una strategia politica altrui, se è pronto a cambiare finalmente rotta per salvare politicamente se stesso e il Movimento osserva Paola Nugnes - credo che troverà tutti noi al suo fianco pronti a sostenerlo».

 

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