GIUSEPPE CONTE

Def, l'ultimo scontro nella notte sull'Iva. E Conte avverte: «Basta giochini»

Martedì 1 Ottobre 2019 di Alberto Gentili

Il Consiglio dei ministri è filato liscio. Neppure «un bisticcio, solo pochi minuti per limare dettagli e la correzione di qualche errore formale e dimenticanza», raccontano diversi partecipanti. Eppure il premier Giuseppe Conte, dopo ventiquattr'ore di liti e scontri che hanno fatto traballare la maggioranza giallorosé, poco prima dell'inizio del Cdm, ha fatto trapelare un avvertimento a Matteo Renzi e, in subordine, a Luigi Di Maio: «State attenti a fare giochini per cercare visibilità. Se si continuate così, finirete per mettere a rischio il governo...».
Prima del rapido esame della Nota di aggiornamento del Def, chiuso da Conte con un salomonico «ringrazio tutti per l'ottimo lavoro», Di Maio ha riunito i suoi: «Renzi è uno sfasciatutto, dobbiamo stare attenti. Ma ha ragione a dire che l'Iva non deve aumentare per nessuna ragione».

Aumenti Iva, scontro nel governo: vertice notturno, ma nessuna intesa
 

Tant'è che Conte, visto il muro alzato dal principale azionista di governo e valutata la minaccia di Renzi («se mettono l'aumento dell'Iva, noi votiamo no»), poco prima di pranzo ha fatto convocare i giornalisti fuori da palazzo Chigi. Poi, con lo stile dell'incontro casuale e informale, ha annunciato urbi et orbi: «Abbiamo trovato i 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva. E' stato tutto un equivoco: noi piuttosto puntiamo a ridurla sui beni essenziali e sulle bollette. E vogliamo tagliare il cuneo fiscale». Impegni difficili da mantenere. Si vedrà: la battaglia durerà altri venti giorni, fino al varo della legge di bilancio.
Il più furioso con Renzi è stato Dario Franceschini. Il capo delegazione dem ha riunito i suoi ministri poco prima del vertice di governo. E lì ha confidato: «Renzi sta minacciando il governo. Non ha nulla da proporre, non ha idee tranne quella di scimmiottare Di Maio sul piano-famiglia e soprattutto di cavalcare la balla dell'aumento dell'Iva per cercare visibilità. L'Iva però non la vogliamo alzare neppure noi. E, soprattutto, intendiamo tagliare le tasse ai lavoratori con la riduzione del cuneo fiscale».

Parole e concetti espressi, più o meno uguali durante il vertice della notte. Lì, fino alle due e trenta, lo scontro è stato durissimo. Urla, strepiti. Stracci che volavano. Da una parte Conte, Franceschini, Roberto Speranza (Leu), schierati a sostegno del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri che è riuscito a strappare a Bruxelles una flessibilità di ben 14,4 miliardi: «E' il punto più alto cui possiamo spingerci tenendo in sicurezza i conti del Paese». Dall'altra, Di Maio e il renziani Luigi Marattin e Teresa Bellanova. Eserciti in armi che, in alcune fasi della battaglia, si sono divisi a loro volta.
Franceschini è partito all'attacco: «Leggo dichiarazioni di Di Maio e Renzi contro una possibile rimodulazione dell'Iva che di solito si fanno alla fine di un vertice. Se è così, cosa ci vediamo a fare?». La replica del leader 5Stelle: «Abbiamo espresso la nostra posizione, poi si fa la sintesi». Meno diplomatica la Bellanova: «Avete e abbiamo promesso che questo governo nasceva per non aumentare l'Iva, ed ecco che la volete aumentare. E' come suicidarsi...». Franceschini, durissimo: «Viene il sospetto che per cercare voti per il vostro partitino vi schierate dalla parte degli evasori».
Il nodo è politico ed economico: servono risorse per non aumentare l'Iva, tagliare il cuneo fiscale (come vogliono Pd, Leu e M5S) e realizzare il piano famiglia (invocato da Renzi e benedetto da Conte). Gualtieri ha così illustrato un meccanismo con un aumento selettivo dell'Iva e un bonus per chi usa le carte di credito: «In questo modo chi utilizza la moneta elettronica non subirà alcun aumento, anzi avrà un risparmio».
Conte, Franceschini, Speranza hanno annuito. Marattin è invece scattato: «E' una balla, se aumenti l'Iva per chi non paga il contante e prevedi di recuperare 5 miliardi, l'Iva aumenta. E ancora peggiore è una simulazione che ho visto che fa scattare dal 10 al 22% la tassa su bar, ristoranti e alberghi. Una follia!».

LA PAZIENZA ESAURITA
Il premier ha perso la pazienza: «Devo chiedere di smetterla con i giochini, qui nessuno vuole aumentare l'Iva. Manca qualche miliardo e lo troveremo. Ma ora è inutile fare casino. Soprattutto avanzate qualche proposta, trovate soluzioni alternative». Bellanova e Marattin non si sono fatti pregare: «Prima di tutto si potrebbe risparmiare cancellando quota 100». Un'ipotesi già bocciata dal premier, dal Pd e anche da Di Maio. «Oppure si può decidere di non tagliare il cuneo fiscale, del resto cosa serve farlo mini e farlo partire da luglio? Meglio piuttosto realizzare il piano famiglia con asili gratis per tutti». Di Maio invece ha fatto balenare l'idea di un «nuovo software rivoluzionario» in grado di stanare i grandi evasori e le grandi frodi all'Inps: «Si possono ricavare 5-7 miliardi».
Franceschini è stato trattenuto a stento. E Conte, supportato su questo tema da Di Maio, si è schierato con il capodelegazione dem: «Il taglio del cuneo fiscale è nel programma. E lo faremo». Speranza, ministro della Salute, si è gettato nella mischia: «Smettetela con la propaganda e pensiamo piuttosto a come trovare 2,5 miliardi per il fondo sanitario nazionale. La gente non ne può più di una Sanità che non funziona».
 

Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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