Nuove armi all'Ucraina, via libera del governo: aiuti fino al 2023. «Impegno mantenuto»

La soddisfazione del premier: «Un voto rapido e unanime»

Armi in Ucraina, ok del Cdm: invio prorogato fino alla fine del 2023
di Francesco Malfetano
4 Minuti di Lettura
Giovedì 1 Dicembre 2022, 20:47 - Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 00:36

«Abbiamo mantenuto gli impegni presi». A rivendicarlo è il presidente del Consiglio Giorgia Meloni quando, in chiusura di un Consiglio dei ministri slittato più volte ieri ma terminato dopo soli quaranta minuti poco prima delle 21, prende la parola per ringraziare i suoi ministri per il voto «rapido e unanime» con cui hanno autorizzato l’esecutivo a cedere - secondo lo schema presentato dal ministro della Difesa Guido Crosetto - «mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina» fino al 31 dicembre 2023.
 

L’AUTORIZZAZIONE
E cioè, come spiega uno dei ministri presenti al cdm, «al netto delle polemiche d’Aula e di qualche dichiarazione fuori fuoco» dei componenti della maggioranza, il decreto con cui è stata rinnovata per un altro anno l’autorizzazione a sostenere le autorità governative ucraine già definita dall’esecutivo guidato da Mario Draghi nell’aprile scorso. Sempre «previo atto di indirizzo delle Camere». Un passo importante che di fatti anticipa quello che, con ogni probabilità già prima della fine dell’anno, sarà l’eguale sostegno unanime con cui si licenzierà un sesto pacchetto di aiuti a Kiev. 

 

«Anche chi tra i miei colleghi era più dubbioso, visti i risultati sul campo, deve essersi convinto» analizza un ministro alludendo ai dubbi avanzati nei mesi scorsi soprattutto dai leghisti. Carroccio che, peraltro, ieri ha visto il suo leader Matteo Salvini partecipare solo in collegamento alla riunione, trovandosi a Palermo perché questa mattina è in agenda l’udienza del processo Open Arms. In ogni caso «nessun problema» in cdm garantisce anche una fonte leghista, che non commenta il sesto invio di armi - su cui sono già stati respinti i consueti attacchi del Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte - che quindi ora va verso la sua definizione. Al suo interno ci saranno soprattutto i sistemi missilistici di difesa aerea richiesti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A dispetto di quanto prospettato fino ad oggi però, stando alle ultime indiscrezioni, a partire non dovrebbero essere gli avanzatissimi Samp/T espressamente richiesti da Kiev, ma gli Aspide, più semplici da cedere. 

Non solo armi però. Nel breve cdm di ieri sera sono anche arrivate le prime risposte all’emergenza causata dalla frana di Ischia. Come illustrato ai colleghi dal ministro Nello Musumeci, sono infatti stati stanziati ulteriori 10 milioni di euro per gli interventi della Protezione civile nelle aree colpite, la sospensione dei versamenti tributari e delle cartelle esattoriali e lo stop alle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti, che vengono rinviati dopo il 31 dicembre 2022. 
 

«Purtroppo abbiamo dovuto affrontare praticamente solo emergenze e questioni irrisolte che si trascinano da tempo» commenta all’uscita da palazzo Chigi uno dei ministri dell’esecutivo. «L’unanimità su tutto era inevitabile» aggiunge. 
 

LE EMERGENZE
Il riferimento è soprattutto alla delicata questione delle raffinerie Isab di Priolo, gestite dalla russa Lukoil in Sicilia, per cui (al fine di salvaguardare i 10 mila dipendenti e l’intero indotto commerciale derivato) il governo ha stabilito il ricorso all’amministrazione temporanea, aggirando le sanzioni che altrimenti sarebbero scattate lunedì prossimo, il 5 dicembre. Una soluzione per cui Meloni stessa, in chiusura del cdm, ha tenuto a ringraziare il ministro delle Imprese del Made in Italy Adolfo Urso e il sottosegretario Alfredo Mantovano, rimarcando «l’importanza strategica».

 

Infine, il Consiglio ha anche avallato il nuovo codice di condotta che i dipendenti pubblici devono tenere sui social network e dato il suo via libera al recepimento di una norma Ue che prevede una stretta sulle piattaforme online per contrastare le truffe. In particolare nel settore degli affitti brevi - per portali tipo AirBnb - favorendo lo scambio di informazioni fiscali tra i Paesi, e in quello degli e-commerce, per limitare le recensioni false sui prodotti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA