Andrea Mandelli eletto vicepresidente della Camera al posto di Carfagna: malumori in Fi

Andrea Mandelli è il nuovo vicepresidente della Camera al posto di Mara Carfagna
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Mercoledì 10 Marzo 2021, 21:18

È Andrea Mandelli, Forza Italia, il nuovo vicepresidente della Camera dopo che Mara Carfagna ha lasciato il posto per diventare ministro per il Sud. Su Mandelli sarebbe arrivato il via libera di Silvio Berlusconi ma l'elezione avrebbe creato più di un malumore tra i forzisti. Secondo i più maligni tra gli azzurri Mandelli sarebbe vicino alla cosiddetta area sovranista del partito. Pare che il nome in pole non fosse il suo (si vocifera che fosse quello di Stefania Prestigiacomo) tra loro però 240 voti di differenza, a fine scrutinio, e molte facce scure tra gli scontenti. 

Nel toto candidature degli ultimi giorni circolavano anche i nomi di Simone Baldelli e Annagrazia Calabria. Ma nell'assemblea di ieri alla Camera, silenzio totale. A fine incontro sono stati eletti Roberto Occhiuto e Valentino Valentini rispettivamente capogruppo del partito e il suo vice, mentre si è glissato sul resto. Da qui la rabbia dei 'delusi' per l'ennesima (a loro avviso) decisione dall'alto. Le divisioni nel partito insomma non mancano e non passano inosservati i voti ottenuti da Calabria (120, la seconda più votata dopo Mandelli) pur non essendo la candidata del partito. Prova a rasserenare gli animi Silvio Berlusconi, che ha incontrato a pranzo gran parte dei suoi, compresi i tre ministri, nella sua villa romana. Un'occasione anche per spronare tutti ad adattarsi al nuovo ruolo di partito di governo. Obiettivo finale, non lasciare troppo campo libero nè all'iperattivismo della Lega né alla voce critica della Meloni. Un esempio per tutti è la battaglia per il prossimo decreto Sostegno, su cui chiedono risposte gli imprenditori da sempre vicini al partito del Cav. 

Aria tesa e risentimenti covano sotterranei nel centrodestra. In particolare, tra Forza Italia e Fratelli d'Italia in vista delle presidenze delle commissioni di garanzia, ancora da assegnare dopo il cambio di maggioranza e che generalmente sono terreno dell'opposizione. FdI, unica sull'Aventino, non alza la voce ma, dopo un incontro chiesto e ottenuto in mattinata con la presidente del Senato Elisabetta Casellati, sollecita «una risposta a breve» e soprattutto il rispetto della legge e dei regolamenti parlamentari.

Nella coalizione dunque cambiano i duellanti: non più il partito di Matteo Salvini e quello di Giorgia Meloni. La sfida potrebbe coinvolgere FdI e FI. In ballo c'è ora il ruolo dell'opposizione e di conseguenza la presidenza del Copasir e della commissione di Vigilanza Rai assegnate alla minoranza, nel primo caso per legge nel secondo per consuetudine.

Nulla da ridire sul Comitato parlamentare per la sicurezza: ora alla guida c'è il leghista Raffaele Volpi mentre Adolfo Urso di FdI è il suo vice. Facile prevedere il passo indietro del primo per far subentrare Urso. Ma se le mire di FdI si allungassero sulla Vigilanza Rai, presieduta attualmente dall'azzurro Alberto Barachini, e su altre due commissioni in mano al partito di Berlusconi (la Contenziosa guidata da Giacomo Caliendo e il Consiglio di garanzia di Luigi Vitali) sarebbe guerra aperta. Da qui, per ora, il silenzio degli azzurri che sperano nel mantenimento dello status quo.

Mostra fair play Ignazio La Russa: «Stiamo lavorando per trovare un'intesa all'interno del centrodestra», dice il senatore di FdI ma sentenzia: «Ovviamente questa attesa non può durare all'infinito». A questo punto la parola passerà ai presidenti di Camera e Senato, che a breve dovrebbero incontrarsi per valutare la questione.

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