ELEZIONI EUROPEE 2019

Bruxelles, in Parlamento
pronta la maggioranza
anti-sovranista
Fuori M5S e Lega

Domenica 9 Giugno 2019
BRUXELLES Entra nel vivo la partita tra le famiglie politiche al Parlamento europeo che serrano le fila per chiudere al più presto sulle larghe intese a Strasburgo. Il fronte dei Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi si è già mosso stilando una sorta di roadmap con l'obiettivo di creare una solida maggioranza in funzione anti-sovranista. Prime grandi intese che dovrebbero concretizzarsi nei giorni a venire per arrivare al prossimo Consiglio europeo del 20-21 giugno con i compiti già fatti. Un percorso che investe anche la galassia dei populisti e del centrodestra europeo, che non vuole restare a mani vuote. Lega e M5S al momento sembrano restare al palo dopo le porte in faccia ricevute. I primi con il no dei britannici di Nigel Farage e dei polacchi di Diritto e Giustizia (PiS), i secondi dopo il flop nella costruzione di un gruppo alternativo della democrazia diretta. Ma Salvini promette sorprese. Dopo la pausa per un weekend lungo (lunedì a Bruxelles si festeggia la Pentecoste), martedì riprenderanno i lavori all'Eurocamera. In agenda sono previste le riunioni dei partiti politici, a cominciare dagli eurodeputati del Carroccio che si ritroveranno per fare il punto sul dopo elezioni, sulle intese e sui futuri incarichi interni. Non si esclude che in quest'ottica Matteo Salvini possa anche fare capolino. «Sarò a Bruxelles spero già la settimana prossima per la fondazione del nuovo gruppo», ha annunciato il vicepremier. La sua grande alleanza sovranista al momento può contare - come grandi forze - solo sull'appoggio del Rassemblement National di Marine Le Pen e dei tedeschi dell'Afd, dopo l'uscita di scena di Farage e dei polacchi. «A me Farage piace, a prescindere dalle sue scelte», ha precisato il leader della Lega dopo che il capo del Brexit Party ha chiarito di essere più vicino ai 5 Stelle che al Carroccio. Lega a parte, il lavoro investe anche i M5S. Attualmente dentro l'Efdd i penstastellati «continuano a lavorare sulle diverse opzioni sul tavolo e guardano con ottimismo al futuro». Smentite le voci che lo vedeva bussare alla porta dei Conservatori dell'Ecr, il M5S - precisano fonti interne - vuole chiudere la partita della formazione dei gruppi nei prossimi giorni, anche se non esclude di poter correre il rischio di ritrovarsi tra i non iscritti. Il vento politico soffia anche a San Sebastian, nel nord della Spagna, dove da martedì e per tre giorni si ritroverà riunito il Ppe. Sul tavolo una prima analisi delle elezioni europee, una discussione sulle priorità per la prossima legislatura, ma anche i negoziati in corso per le posizioni principali nelle istituzioni dell'Ue. Identici temi che saranno all'ordine del giorno dei Democratici e Socialisti riuniti a Bruxelles, che entro il 18 dovranno eleggere il loro capogruppo. Nella capitale belga è atteso anche il neo eletto eurodeputato Pd Carlo Calenda. Tra i Liberali si gioca invece la partita fra l'ala più fedele alla leadership belga di Guy Verhofstadt e quella francese legata a Emmanuel Macron. Non ultimi i Verdi che cercheranno di mettere a frutto i successi ottenuti il 26 maggio che hanno portato loro una squadra di 74 eurodeputati. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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