Bonus 80 euro a rischio per tre milioni di persone

Giovedì 8 Agosto 2019 di Michele Di Branco
Bonus 80 euro a rischio per 3 milioni di persone

Cambiare rotta sugli 80 euro si può. Ma attenti a non penalizzare i contribuenti. Sono 3 milioni gli italiani che rischiano di vedersi cancellare il bonus se la trasformazione dell'attuale impianto verrà realizzata senza considerare alcuni aspetti tecnico-fiscali connaturati al provvedimento entrato in vigore nell'aprile del 2014. L'allarme lo lancia il Centro studi Eutekne.

80 euro Renzi, stop della Lega: cambia nome e diventa una detrazione

«L'annuncio da parte del governo della volontà di trasformare bonus 80 euro in un aumento della detrazione per redditi di lavoro dipendente premettono gli esperti costituisce sul piano tecnico una scelta condivisibile che consentirà di fare chiarezza sul livello di pressione fiscale effettivamente esercitato sui redditi di lavoro dipendente di fascia medio-bassa e, a livello macro, sul livello di pressione fiscale effettivamente esercitato dall'Erario».

Nel compiere questa scelta, avverte però Eutekne, bisogna valutare con molta accortezza la situazione dei cosiddetti incapienti. Senza accorgimenti, infatti, con la trasformazione del «bonus 80 euro» in maggiore detrazione per lavoro dipendente, i single con reddito complessivo inferiore a 11.635 euro (ma superiore a 8.145 euro, posto che al di sotto di tale soglia il bonus non spetta in ogni caso) ci rimetterebbero. Non solo: la soglia di incapienza sale a 12.362 euro se il single beneficia di detrazioni per oneri nella misura di 200 euro e a 13.816 euro se beneficia anche di detrazioni per ristrutturazioni edilizie per ulteriori 400 euro (gli importi delle detrazioni sono considerati nella misura media, per le corrispondenti fasce di reddito, risultante dai dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018 per l'anno 2017).

Di più: In presenza di familiari a carico, le soglie di incapienza salgono in modo significativo, attestandosi ben oltre i 15 mila euro e superando anche i 20 mila euro in presenza di nuclei familiari più strutturati, con il coniuge e due figli a carico del contribuente. In sostanza, secondo i calcoli di Eutekne, ulla base dei dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018 per l'anno 2017, sugli 11.714.755 contribuenti che hanno beneficiato del bonus 80 euro, sono appunto circa tre milioni quelli che rientrano nella zona a rischio.

Ovviamente, osservano i tecnici, le possibilità di adottare opportuni accorgimenti tecnici in sede di trasformazione del bonus in maggiore detrazione vi sono, anche eventualmente nel vincolo dell'invarianza di gettito. Una prospettiva, quest'ultima, che parrebbe cozzare con i piani del governo. Il superamento del bonus degli 80 euro, nelle intenzioni dei leghisti, diventerebbe decontribuzione. Ma per la copertura servirebbero però più dei 9,7 miliardii attuali, altrimenti la busta paga più pesante si perderebbe oggi in cambio di un assegno più robusto per la pensione domani.

LE MODIFICHE
Proprio per garantire il doppio effetto e coprire i contributi figurativi, ha spiegato il viceministro all'economia Massimo Garavaglia, bisognerà stanziare altri 3 miliardi, che in tutto portano il pacchetto fiscale della Lega a circa 15, visto che ne servirebbero circa 12 per procedere con una riduzione sensibile dell'Irpef. «Come abbiamo più volte detto a tutte le forze politiche ha suggerito ieri il Forum Famiglie più che indirizzare questi fondi ad altro o trasformarli in detrazione, bisognerebbe destinare questi 10-12 miliardi di euro alla proposta di assegno per figlio: 150 euro mensili per ogni bambino nato, da 0 a 18 anni». Critico il padre degli 80 euro. «Questo meccanismo che stanno studiando ha attaccato l'ex premier, Matteo Renzi sembra finalizzato a cambiare la natura degli 80 euro, trasformandoli in una ipotetica flat tax. Ma alla fine sarà una fregatura perché Salvini ha bisogno di soldi».
 


 

Ultimo aggiornamento: 16:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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