L'incendio che rischiò di distruggere la Sindone - Le fiamme partite da un fornellino

Mercoledì 19 Gennaio 2022, 00:35 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 01:31

È il 1997 quando dalla Cappella del Guarini nel Duomo di Torino divampa un incendio che mette a rischio la Sindone, il lenzuolo che secondo la tradizione avvolse il corpo di Cristo. Fu un rogo devastante a pochi mesi di distanza da quello che distrusse la Fenice di Venezia. Miracolosamente anche grazie ad uno spostamento della Sindone la reliquia fu tratta in salvo e non subì danni ma cosa generò quel rogo? All'inizio si parlò di un attacco terroristico ma la realtà fu un'altra, più semplice. E a raccontarla oggi è la dottoressa Antonietta Lombardozzi, primo dirigente tecnico della polizia di stato direttore della terza divisione della polizia scientifica, responsabile di tutta la parte di accertamenti forensi che hanno come argomento la chimica e la biologia sia a livello centrale che territoriale. All'epoca dei fatti la dottoressa Lombardozzi era una giovane funzionaria addetto alla sezione che si occupa di incendi ed esplosivi ed era entrata in polizia da appena 4 anni. Fu svegliata, la mattina seguente al rogo, dal suo superiore. Partì da Roma e arrivò a Torino: doveva restare pochi giorni che divennero poi tre mesi. Di quelle fasi e di quell'indagine, che portarono poi alla condanna di 4 persone, ricorda tutto, compresa la solidarietà dei torinesi che per giorni rimasero lì in piazza San Giovanni.

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