I gialli di Roma raccontati dal Messaggero: uccisi e chiusi nei sacchi della spazzatura per una bugia e un segreto (prima parte)

Lunedì 6 Settembre 2021, 13:01 - Ultimo aggiornamento: 7 Settembre, 00:12

Roma 2002. L’attico di centottanta metri quadrati di via Domenico Lupatelli, la strada che affaccia su villa Bonelli al Portuense, è in perfetto ordine. Silenzioso. I coniugi Gabriele, Gaspare e Maria Elena, sono nella loro camera da letto: stesi a terra, dentro due grossi sacchi della spazzatura neri, chiusi con il nastro isolante. Sono morti. Chi è stato? La famiglia aveva sempre restituito un'impressione di solidità e serenità. Lei professoressa di sessantaquattro, lui commercialista in pensione; i figli Laila, la maggiore, e Aral: lei ha da poco compiuto trent’anni, è avvocato a Milano. Lui invece ha ventisei anni, è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza all’università di Roma, è al termine degli studi. É uno dei trenta capitoli scritti da Flaminia Savelli per il secondo volume de "I Gialli di Roma" in vendita con Il Messaggero.

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