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Zelensky il comunicatore e le foto patinate su Vogue con la moglie. «Ma così banalizza la guerra»

Gli scatti di Annie Leibovitz, il politologo Bremmer: "Un passo falso"

Zelensky il comunicatore e le foto patinate su Vogue con la moglie. «Ma così banalizza la guerra»
di Cristiana Mangani
4 Minuti di Lettura
Giovedì 28 Luglio 2022, 07:12 - Ultimo aggiornamento: 10:18

La guerra sullo sfondo e le immagini patinate della coppia presidenziale: Volodymyr Zelensky sceglie l'obiettivo di Annie Leibovitz e le pagine di Vogue per mostrare se stesso e la moglie. Ma le scelte di comunicazione del presidente ucraino, finora quasi sempre azzeccate, non sembrano raggiungere lo scopo. L'opinione pubblica vede e commenta: «Sensibilità zero, mancanza di rispetto per tutti i morti e per le persone che stanno combattendo per loro». Mostra grande perplessità anche il politologo americano Ian Bremmer che, in un tweet, specifica: «Zelensky ha fatto un lavoro straordinario contro i russi nella guerra dell'informazione, ma il servizio fotografico su Vogue è una pessima idea».

 


L'EFFETTO FILM
Insomma, non sembrano piacere quell'effetto film e la messinscena delle immagini che accompagnano l'intervista a Olena Zelenska, moglie del presidente, la pubblicazione del photoshoot in perfetto stile Vogue realizzato da Leibovitz, fotografa di fama mondiale, a cui la rivista dedica anche la copertina. L'indignazione monta sui social. E in pochi sono disposti a spendere parole positive per la scelta, sebbene marito e moglie vengano ritratti con il volto serio, seduti attorno a un tavolo, mentre si stringono la mano. Gli occhi tristi e un'aura grigia che li circonda. In un'altra foto si abbracciano e nella didascalia viene sottolineato che «la first lady indossa le creazioni di brand ucraini». E poi c'è lo scatto in cui Olena posa da sola, tra un gruppo di soldatesse ucraine: loro in uniforme e lei con addosso un lungo cappotto blu. «Ma lo sapranno i ragazzi al fronte?», commenta un lettore. E un altro aggiunge: «È una guerra o una serie tv?».


Davanti all'indignazione viene da chiedersi se la scelta sia stata giusta. «Questo tipo di operazioni hanno come primo obiettivo quello di generare dibattito - spiega Luigi Di Gregorio, docente di Comunicazione politica -. In questo caso, forse, la messinscena si vede troppo ed è forte il contrasto con le immagini della guerra. Zelensky ha abituato le persone al suo ruolo di presidente-soldato. È sceso in campo, con la mimetica addosso. Vederlo in foto patinate, mentre la guerra è in corso, può essere divisivo».
Nella lunga intervista, intitolata «Il volto del coraggio», si parla di guerra, di bambini uccisi dai russi. E la first lady esprime la sua ferma fiducia nella vittoria di Kiev. «Questi sono stati i mesi più orribili della mia vita e la vita di ogni ucraino - dice -. A un certo punto abbiamo capito che la guerra era finalizzata a sterminarci. Persino fare la spesa è diventato un sogno irrealizzabile. Ma non abbiamo dubbi sul fatto che prevarremo». L'articolo racconta delle donne al fronte e anche del recente viaggio di Zelenska a Washington.

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IN MIMETICA
Il marito presidente parla della moglie come della donna che ama e che è anche la sua più grande amica. Lo fa continuando a indossare la t-shirt mimetica e i pantaloni militari. Resta la guerra dietro di lui, mentre Olena è anche moda, film. «Nella scelta di fare un servizio di questo tipo - commenta Dino Amenduni, socio e consulente politico della Società Proforma - c'è una ragione comprensibile e ci sono dei rischi. La ragione è nell'uso di soft power attraverso contenuti non direttamente di propaganda, per accreditarsi con l'opinione pubblica, ed è quello che generalmente siamo abituati a vedere da Zelensky. In questo caso, però, può generare anche dei rischi vista la realtà ucraina, come una banalizzazione della guerra».
 

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