Will Smith e lo schiaffo a Chris Rock agli Oscar: «Mi sono pentito. Ho provato vergogna per il mio nipotino»

L'attore parla della «rabbia repressa» dopo la battuta infelice sulla testa rasata della moglie Jada Pickett, ma soprattutto esprime i suoi timori per "Emacipation"

Will Smith e lo schiaffo a Chris Rock agli Oscar: «Mi sono pentito. Avevo vergogna di mio nipotino»
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Martedì 29 Novembre 2022, 19:16 - Ultimo aggiornamento: 19:44

Will Smith si confessa in tv per la prima volta dopo lo "Slapgate" agli Oscar: parla della «rabbia repressa» che è esplosa nello schiaffo in diretta al comico Chris Rock dopo la battuta infelice sulla testa rasata della moglie Jada Pickett, ma soprattutto esprime i suoi timori per "Emacipation", il film di Apple TV+ che dovrebbe aprire la strada alla sua redenzione dopo l'ostracismo a cui lo ha condannato l'Academy per il clamoroso gesto. «Capisco completamente se qualcuno non si sentirà pronto di andarlo a vedere», ha detto l'ex "Man in Black" a Kevin McCarthy di Fox 5 a proposito del film che uscirà nelle sale il 2 dicembre e in streaming dopo una settimana. Il premio Oscar per «King Richard - Una famiglia vincente» ha auspicato che il pubblico e i suoi colleghi a Hollywood guardino oltre la sua presenza nel film per far brillare il lavoro del resto della troupe: «Spero che il materiale, la potenza del film, la sua attualità abbiano la meglio. Spero che il bene che questo film si porta dietro aprirà il cuore delle persone, quanto meno per riconoscere e appoggiare gli incredibili artisti che ci hanno lavorato».

La "paura" per il film Emancipation

Prima dello schiaffo a Rock "Emancipation" era considerato materiale da Oscar. Il film è il primo di Will Smith dopo lo scandalo. Diretto da Antoine Fuqua di "Training Day" e "The Equalizer", è ambientato negli anni della guerra civile e racconta la storia vera di uno schiavo di nome Peter che evade da una brutale esistenza nel sud razzista per unirsi all'esercito del Nord. «Antoine ha superato se stesso. Ha fatto il miglior lavoro della sua carriera», ha detto l'attore lodando anche il direttore della fotografia, Robert Richardson, e le sue co-star Ben Foster e Charmaine Bingwa. "Emancipation" è un film che Will Smith definisce «un film della libertà», intrapreso dopo aver visto il dagherrotipo di "Whipped Peter" - la schiena segnata da una ragnatela di cicatrici provocate dalle frustate - commissionato dal biologo di Harvard Louis Agassiz alla metà dell'Ottocento per dimostrare le sue teorie sulla superiorità della razza bianca. Ma sul futuro del film e dello stesso Will Smith pesa il suo recente passato.

 

Intervistato da Trevor Noah sul "Daily Show" l'attore ha parlato della «rabbia repressa» che lo ha portato a schiaffeggiare Rock sul palcoscenico degli Oscar: «È stata una serata orribile», ha detto, spiegando che quella notte «stava passando un brutto momento», ma che «questo non giustifica» quello che ha fatto. Ci sono state «molte sfumature e complessità» ma «alla fine della fiera ho perso la testa», ha aggiunto Will. Tra le complessità, quella di un ragazzino che ha visto il padre picchiare la madre, come successe al piccolo Smith: «Tutto questo è venuto a galla in quel momento, ma io non voglio essere quella persona».

Il dolore più grande, Will Smith racconta di averlo causato al suo nipotino di nove anni: «È il ragazzino più dolce che ci sia - ha raccontato -. Siamo tornati a casa e lui era rimasto alzato fino a tardi per vedere suo zio Will, ci siamo seduti nella mia cucina, lui sulle mie ginocchia teneva in mano l'Oscar, ed è proprio in quel momento che mi ha chiesto: "Perché hai colpito quell'uomo?». 

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