Vissani: «Gli agnelli a Pasqua? Li uccido senza problemi, ecco come si fa»

Venerdì 19 Aprile 2019

Gianfranco Vissani si racconta a Radio1 Un Giorno da Pecora. Ospite della trasmissione condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, il celebre chef, che ama definirsi 'cuoco', ha esordito dicendo che per uno che fa il suo lavoro non è importante avere il 'phisique du role': “non faccio distinzioni tra cuoco magro e meno magro. Io, ad esempio, sono dimagrito di ben 36kg, pesavo 166 kg e ora peso 130kg”.

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Si è sottoposto ad una dieta importante. “Mangio due uova sode, carne, l'importante è non usare olio e sale”. E i carboidrati? “Per un periodo sono banditi”. Come ha fatto ad ingrassare così tanto? “Da quando ho smesso di fumare ho avuto questi problemi, fumavo 80 Marlboro al giorno, ma ho smesso da 5 anni e sto benissimo. Il mio obiettivo è arrivare al mio peso forma ideale: 90kg”.

Lei è noto per non esser proprio un'amante della cucina vegetariana. “Per Pasqua ho ordinato 12 capretti e 20 agnelli. A noi piace molto la coratella...” Sono in molti ad evitare di mangiare l'agnello a Pasqua...”Io prendo gli agnelli più piccoli perché sono più saporiti”. Non le dispiace uccidere gli agnelli? “No, perché mio padre li uccideva a mani nude. E li ho uccisi anche io”. In che modo? “E' come il pollo o il coniglio. Bisogna utilizzare sempre un piccolo coltello che possa arrivare al cuore per fare uscire più sangue possibile, con un colpo secco, in modo che la carne rimanga bianca”. Non le fa impressione una scena simile? “No, non mi fa impressione”. Non si sente un po' un 'assassino'? “No, per la miseria, assolutamente no“.

Ultimo aggiornamento: 21:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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