Verissimo, Giulio Berruti si confessa a Silvia Toffanin: «Soffro di fibromialgia, ho pensato anche al suicidio»

Sabato 31 Ottobre 2020
Verissimo, Giulio Berruti la confessione a Silvia Toffanin: «Soffro di una malattia cronica»

Giulio Berruti confessa la sua malattia nel salotto di Verissimo, il programma di Canale 5 condotto da Silvia Toffanin. L'attore ha raccontato del rapporto con l'attuale compagna, Maria Elena Boschi e ha della malattia di cui soffre, la fibromialgia, che lo ha portato ad affrontare un periodo molto drammatico. «Soffro di fibromialgia, una patologia poco conosciuta, io la chiamo "la str..." perché bisogna saperci trattare. - spiega Berruti -. È una malattia che nasce dalla mancanza di un neurotrasmettitore, la serotonina. Porta dolore cronaco a macchia di leopardo con un'intensità anche molto elevata».

«Può portare anche ansia, depressione, attacchi di panico - continua Berruti -. Ho speso migliaia di euro l'anno in fisioterapia. Il sistema sanitario nazionale non la riconosce ancora. Io ho scoperto di averla dal 2017 ma forse l'avevo già dal 2006. Ho passato momenti difficilissimi e non ti nascondo che in un'occasione ho pensato qualcosa di brutto», aggiunge l'attore. «In quel caso ho avuto delle perone vicino che hanno saputo accogliermi e comprendermi. Mi hanno aiutato. Ho passatoun anno e mezzo in cui non ho lavorato. È stato molto difficile».

Giulio Berruti su Maria Elena Boschi: «La prima sera da me mi ha chiesto di pregare per le persone che soffrono»

Giulio Berruti: «Con Maria Elena sono felice»

Berruti ha poi parlato del suo rapporto con Maria Elena Boschi, deputata di Italia Viva. «Ho scoperto una persona molto dolce e vulnerabile, ci confrontiamo spesso, abbiamo un bel rapporto. Siamo complementari, io ho tante passioni che non sono le sue, ma la incuriosiscono e viceversa. Con lei sono felice, questo dice tutto». Berruti ha raccontato il momento del loro primo incontro: «L'ho incontrata per la prima volta nel 2014, io uscivo dal cinema e lei entrava. L'ho salutata. Poi ci siamo visti tre anni dopo a un evento pubblico. Le ho mandato un mazzo di rose a Palazzo Chigi, ma lei non mi ha mai risposto. Ci siamo rivisti dopo il lockdown. Avevo idee poltiche diverse. Ho scoperto una persona molto umana, molto dolce, vulnerabile. Ci lega l'etica sul lavoro. Al primo appuntamento, lei era molto emozionata ed è caduta dalla sedia. Ha fatto cadere il vino sulla tovaglia e sulla camicia. In quella nostra goffaggine, c'è tutto. La prima notte insieme, mi ha chiesto di pregare per le persone più deboli. È una di noi, una ragazza». 

 

 

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