U2, da Sarajevo al concerto nella metro di Kiev: il grido contro la guerra che attraversa le generazioni

Era il 23 settembre del 1997 quando il gruppo si esibì nell’ex Jugoslavia distrutta dalle bombe delle guerre etniche

U2, da Sarajevo al Kiev: la musica al servizio della pace
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Domenica 8 Maggio 2022, 16:45 - Ultimo aggiornamento: 17:27

«Ci ha invitato a esibirci a Kiev come gesto di solidarietà al popolo ucraino ed è quello che siamo venuti a fare». Non hanno esitato Bono e The Edge, di fronte alla richiesta del presidente ucraino Zelensky: il frontman e chitarrista degli U2 si sono precipitati in Ucraina e hanno messo in scena un concerto a sorpresa nella metro di Kiev, come segno di vicinanza alla nazione invasa dall'esercito russo. Da Sunday Bloody Sunday, brano contenuto nell'album "War", fino alla storica esibizione del 1997 nella Sarajevo distrutta dal conflitto, la guerra è da sempre tema centrale della produzione del gruppo. 

 

Sunday Bloody Sunday e la tragica domenica di massacro


La musica al servizio della pace, ma anche musica come memoria delle efferatezze del passato. Era il 1983 quando gli U2 pubblicavano il loto terzo album War, al suo interno il brano "Sunday Bloody Sunday", una canzone che aprì gli occhi delle nuove generazioni sulla tragica storia recente irlandese.

"Bloody Sunday" è un termine con cui viene ricordata una tragica domenica di massacro che ebbe luogo il 30 gennaio 1972 a Derry, nell'Irlanda del Nord, quando i soldati britannici spararono a 26 civili che stavano protestando pacificamente contro l'operazione Demetrius, che prevedeva la carcerazione a tempo indeterminato e senza processo di cittadini con trascorsi nell'Ira e portò a centinaia di arresti in tutta l'Irlanda del Nord. Tra le canzoni dell'album anche "Seconds", dedicata alla paura di un conflitto nucleare, la prima della band interpretata solo da Bono. 

La grande missione dellalbum "War" fu quella di spronare le nuove generazioni a reagire, dimostrando che l’impegno e la protesta non erano affatto “fuorimoda”.

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"Miss Sarajevo" e il concerto in Bosnia

E poi ancora la musica che torna come segno di speranza in una città distrutta dai bombardamenti. Nel dicembre 1995 Bono, accompagnato dalla moglie Ali, fece un viaggio in Bosnia per rendersi conto di persona sino a che punto la distruzione aveva intaccato quel luogo. In quell'occasione nacque l'idea di un concerto per riportare la musica in quei luoghi senza speranza. 

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Il 23 settembre del 1997 gli U2 mantennero la loro promessa e si esibirono nell’ex Jugoslavia distrutta dalle bombe delle guerre etniche. Il simbolo del massacro fu Sarajevo, a cui gli U2 dedicarono la canzone, «Miss Sarajevo» con Brian Eno e Luciano Pavarotti. 

La loro storica esibizione al Kosevo Stadium per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dall conflitto, fu un trionfo, tra il pubblico anche tanti soldati delle Nazioni Unite. Per l'occasione treni speciali portarono a Sarajevo giovani provenienti da tutta la Bosnia e altre migliaia di fan giunsero in pullman dalla Slovenia e dalla Croazia.

23 settembre 1997 ANJA NIEDRINGHAUS / ANSA 

Il concerto a sorpresa nella metro di Kiev

E proprio oggi l'8 maggio che Bono e David Howell Evans hanno giunto un ulteriore tassello al loro impegno per la pace. Nel 2022, in un tempo in cui non lo si sarebbe mai immaginato necessario. Le note di 'Sunday Bloody Sunday', 'Desire' e 'With or without you' hanno rimbombato nella stazione della metropolitana di Khreshchatyk mentre le sirene d'allarme aereo risuonavano nella capitale ucraina.

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