Totti e Ilary, gelo in aula: ma dopo l'udienza si tratta. Sui Rolex si profila la “prova del cinturino”

Una sorta di tregua “armata” nella “guerra del guardaroba”, che ormai va avanti da giugno scorso

Totti e Ilary, gelo in aula: ma dopo l'udienza si tratta. Sui Rolex si profila la prova del cinturino
di Valeria Di Corrado e Flaminia Savelli
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Sabato 12 Novembre 2022, 00:15 - Ultimo aggiornamento: 15:41

In aula sguardi accigliati e qualche stoccata provocatoria tra Francesco Totti e Ilary Blasi, mentre fuori un dispiegamento eccezionale di forze dell’ordine presidiava il tribunale civile di Roma come fosse una fortezza sotto assedio. Dopo un’ora e mezzo di faccia a faccia davanti al giudice a discutere della proprietà e dell’uso di Rolex, gioielli, borse e scarpe griffate, i coniugi (in via di separazione) hanno deciso di concedere ai rispettivi difensori mandato per provare a trovare un accordo bonario. Una sorta di tregua “armata” nella “guerra del guardaroba”, che ormai va avanti da giugno scorso, ossia da quando Ilary ha portato via dalla cassetta di sicurezza in banca (cointestata con Totti) una preziosa collezione di orologi del valore superiore a un milione di euro.

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L’INCONTRO

Al termine dell’udienza, iniziata alle 15,45 e conclusasi alle 17,15, abbiamo visto gli avvocati Alessandro Simeone (legale della Blasi) e Antonio Conte (legale di Totti) dirigersi verso lo studio di quest’ultimo, in via Poma, a circa 500 metri dal tribunale. Mentre i loro assistiti se ne andavano via separatamente: la soubrette a bordo della Bmw bianca, condotta dalla sorella Silvia Blasi, e l’ex capitano della Roma alla guida della sua Smart nera. Il magistrato della settima sezione Francesco Frettoni, titolare della causa intrapresa da Ilary il 12 settembre contro l’ex calciatore, ha cercato di trovare uno spiraglio conciliativo tra moglie e marito; poi ha concesso un rinvio per dare la possibilità all’ex coppia di trovare un accordo extragiudiziale. Ciò eviterebbe di trascinare il contenzioso, con la sovraesposizione mediatica che ne consegue e che potrebbe danneggiare entrambi i coniugi, sia in termini di popolarità sia soprattutto in termini di contratti di lavoro (che siano pubblicitari, come per Totti, o di conduzione di programmi tv, come per la Blasi). La querelle, infatti, ha attirato addirittura l’attenzione del prestigioso quotidiano americano “New York Times”, che ha dedicato un lungo articolo per raccontare la favola romantica del “principe incoronato del calcio italiano”. Una storia d’amore iniziata 20 anni fa, con la dedica «6 unica» sulla maglia sventolata in diretta tv dal numero 10 giallorosso nel derby con la Lazio del 10 marzo 2002.

 

BENI PREZIOSI

Dopo che ha ritrovato nei giorni scorsi la sua collezione di borse e scarpe griffate, nascoste da Totti nella spa della loro villa al Torrino, ora la presentatrice di Mediaset pretende la restituzione dei suoi gioielli. Ma l’oggetto principale del contendere è la collezione di Rolex che l’ex calciatore rivuole indietro. Ilary sostiene si tratti di orologi unisex che il marito le aveva regalato e che usava lei; lui sostiene siano da uomo e ha prodotto il certificato che ne attesta la sua proprietà (specie del Rolex più prezioso, che vale da solo tra i 700 e i 900 mila euro). Se dovessero proseguire nel giudizio, oltre all’audizione di una decina di testimoni, potrebbe scattare la “prova del cinturino” per dimostrare chi li usasse abitualmente.

«VOGLIO VEDERE IL CAPITANO»

Uomini in divisa e agenti in borghese hanno scortato Totti e Blasi dall’ingresso di viale Giulio Cesare, dove avevano parcheggiato le rispettive auto, fino al primo piano del tribunale civile. Carabinieri, agenti della Digos e guardie giurate li hanno seguiti lungo il viale di ingresso del palazzo di giustizia. La soubrette era vestita quasi in total black, con occhiali da sole vistosi e una Chanel nera in bella mostra, di quelle che Francesco le aveva nascosto. Lui indossava un elegante completo nero, con camicia bianca. Sono saliti a piedi fino al primo piano, separatamente, senza nemmeno rivolgersi uno sguardo. I controlli sono stati serrati anche per chi lavora in tribunale. «Voglio vedere il Capitano, non mi mandi via», ha protestato una delle addette alle pulizie seduta nel corridoio e poi accompagna verso l’uscita dalle forze dell’ordine, poco dopo l’inizio dell’udienza. Lungo viale Giulio Cesare c’era solo qualche tifoso, ancora incredulo per la separazione tra il “Pupone” e la sua ormai ex moglie. 

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