Tony Effe, trapper della Dark Polo Gang, ai lavori sociali: picchiò un ragazzo per averlo ripreso durante una rissa

Tony Effe, trapper della Dark Polo Gang, ai lavori sociali: picchiò un ragazzo per averlo ripreso durante una rissa
di Francesca De Martino
4 Minuti di Lettura
Sabato 25 Settembre 2021, 07:34

Forse coltiverà l'orto in una proprietà di Milano, dove vive, il trapper romano ex leader della Dark Polo Gang, Tony Effe, all'anagrafe Nicolò Rapisarda con un seguito di fan simile a Ghemon, Sferaebbasta e Clementino. Era stato protagonista di un pestaggio nel 2019: aveva picchiato un 23enne perché lo aveva ripreso con il telefonino mentre era coinvolto in una rissa.

Tony Effe, il trapper della Dark Polo Gang coinvolto in una rissa a Roma. E lancia un paletto di ferro contro un ragazzo

L'ordinanza

La decisione del giudice, che intanto ha sospeso il processo, è arrivata ieri, a Piazzale Clodio. Il gup ha accolto la richiesta dei difensori di messa in prova per il cantante romano, che dovrà risarcire la vittima con 40.000 euro (ne ha già versati 10 mila). L'accusa gli contestava la violenza privata e le lesioni personali aggravate in concorso con un bodyguard, ancora latitante. Il giovane, con un seguito di oltre un milione di follower sui social, in sede di udienza preliminare aveva ammesso i fatti. E ieri si è presentato al Palazzo di giustizia, con maglia a maniche lunghe, pantaloni e anfibi neri accompagnato dal suo avvocato di fiducia, informando i suoi migliaia di follower dell'arrivo in Tribunale con tanto di foto su Instagram.

La vicenda

I fatti risalgono al 5 aprile 2019. Sono le 4 di notte, il trapper trentenne romano Tony Effe, conosciuto anche come il fantino, ha appena finito il concerto con la sua band al locale Toy Room, in via degli Avignonesi, vicino Piazza Barberini. L'adrenalina, dopo una serata all'insegna di musica e balli, è ancora forte. Per una discussione banale, scoppia una rissa tra i membri della band e dello staff. Tony Effe è lì e partecipa, prende in mano un palo in metallo. Lo sbatte a terra, ma non colpisce nessuno. Fa solo scena. Ma un ragazzo, romano di 23 anni, che si trova a passare di lì, assiste alla lite e tira fuori dalla tasca il telefonino e riprende tutto. Il trapper, però, si accorge di essere filmato e proprio in quel momento, secondo quanto ricostruisce l'accusa, va su tutte le furie. Si avvicina il ragazzo con il suo bodyguard per colpirlo «ripetutamente con calci e pugni sul viso», si legge dal capo d'imputazione. E poi le minacce: «Se non cancelli il video ti ammazziamo». Effe e la sua guardia del corpo riescono a fargli cancellare il video, in rete non doveva circolare, perché di quella rissa non doveva rimanere traccia. Tentativo inutile: tutta la scena viene ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Anche i pugni al ragazzo che, per 25 giorni, si alimenterà con una cannuccia. La vittima, assistita dall'avvocato Massimo Luigi Scialla si è costituita parte civile.

E così adesso Tony Effe, il trapper di Crack Musica, che aveva iniziato la sua carriera artistica bambino, con una parte nel film Viaggi di nozze di Carlo Verdone e una comparsa in Paparazzi di Neri Parenti, potrebbe trovarsi a coltivare un orto. Comunque sarà costretto a lavori socialmente utili, mentre il suo percorso musicale continua da solista.

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