Toni Santagata è morto, il cantautore e showman aveva 85 anni: chi era. Celebre “Quant'è bello lu primm'ammore”

Era nato a Sant'Agata di Puglia, scrisse 6 opere musicali

Toni Santagata è morto, il cantautore e showman aveva 85 anni: chi era. Celebre Quant'è bello lu primm'ammore
di Valeria Arnaldi
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Domenica 5 Dicembre 2021, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 16:02

Le sue canzoni ma anche quelle popolari pugliesi che, con la sua interpretazione, riuscì a far diventare vere e proprie hit. L’esperienza del Folkstudio nei primissimi anni Sessanta - fu uno dei fondatori storici - i dischi, il cabaret e le opere, ben sei, tra le quali "Padre Pio Santo della speranza", eseguita in Vaticano presso l'Aula Paolo VI in occasione della canonizzazione del Santo. Guardava alla tradizione, con il desiderio di tutelarla, diffonderla, non farla dimenticare, ma sapeva proiettare lo sguardo in avanti, al nuovo, anche da costruire, Toni Santagata, vero nome Antonio Morese, nato a Sant'Agata di Puglia, nel 1935, e spentosi ieri, improvvisamente, a 85 anni, mentre si trovava in ospedale a Roma. 

Toni Santagata morto, chi era

A darne la notizia è stata la moglie Giovanna. L'ultima apparizione in video del cantautore risale a poco più di un mese fa, il 22 ottobre scorso, su RaiDue per “Oggi è un altro giorno”. Cantautore, compositore, cabarettista, conduttore in radio e tv, Santagata è stato una vera star tra gli anni Sessanta e Ottanta. Trasferitosi a Roma alla fine degli anni Cinquanta, aveva saputo conquistare la scena, con una visione articolata di musica e spettacolo, che aveva trovato una prima consacrazione nel 1960, proprio con la fondazione del Folkstudio, in una cantina in via Garibaldi, a Trastevere, divenuto rapidamente un riferimento per il cantautorato. E non solo italiano. Qui, nel 1962, infatti, si esibì anche Bob Dylan. Poi, nel 1964, Santagata incide il primo disco, registrando “Quant'è bello lu primm'ammore” come retro del singolo “Miezz'a la piazza”, non depositando però, per scelta, i testi alla Siae. Il disco viene censurato dalla Rai, ma a quell’album di esordio ne seguono molti altri. E non solo. Nel 1967, partecipa al Cantaeuropa, poi trionfa al festival la Barca d'oro a Napoli. Alle celebrazioni per commemorare Totò, organizzate al Politeama di Napoli, è l’unico artista non napoletano ad esibirsi. Scrive un brano ad hoc: “Carissimo Totò”, dal ritmo acceso, allegro, ma non privo di malinconia, che si fa “monumento” al talento dell’artista, ma anche al suo legame con Napoli, e, in senso più ampio al Paese, che senza Totò, canta Santagata, non ride più. Nel 1968 è l’unico cantante ospite al Festival del Cinema di Taormina. 

La carriera

Non solo musica. Nel 1970 conquista il "Bullone d'oro" come miglior cabarettista, dopo aver trionfato al Derby Club di Milano, altro luogo cult, in oltre 200 repliche. Dal palco alla televisione, tra sigle - scrive quella di “A come agricoltura” - a più strutturate partecipazioni, fino ad arrivare alla conduzione. Così, il 1971 è l’anno della trasmissione “Speciale 3 milioni”, il 1972 di Cantaeuropa, il 1973 del CantagiroSpettacolo e del Festival di Sanremo con "Via Garibaldi", che conquista il premio per il miglior testo. Poi, il successo di Canzonissima, con la vittoria, nella inedita sezione Folk, per “Lu maritiello”, nel 1975. E ancora, Un disco per l'estate nel 1975, il Cantagiro nel 1978. Quando sale sul palco conquista inevitabilmente la scena, affascinando un pubblico trasversale, anche per età. La Rai lo sceglie come “Comandante” per la trasmissione per ragazzi Il dirigibile. E sarà sempre la Rai ad affidargli “Cabaret ovunque”. 

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La radio

Poi, per la radio, le trasmissioni Miramare, Radio taxi, Di riffa o di Raffa, Radio Punk. Nel mezzo più successi, tra canzoni e spettacoli, fino ai tour all’estero. Gli anni Ottanta sono quelli del grande concerto in piazza San Giovanni, a Roma, con oltre 500mila persone, ma anche quelli del programma “Ciao Italia” con Sydney Rome. Nel 1994 torna al Festival di Sanremo come membro della Squadra Italia con “Una vecchia canzone italiana”. Poi, appunto, le opere. Talento poliedrico, Santagata non ha mai smesso di dedicarsi alla musica e alla narrazione attraverso le note. E non soltanto: è stato anche tra i fondatori della Nazionale Attori. Tra i tanti riconoscimenti uno “lontano” dal palco. La canzone “Padre Pio ho bisogno di te”, che chiude l’opera "Padre Pio Santo della speranza", è diventata la preghiera ufficiale dei fedeli del santo: «Aiutami padre Pio, non riesco a pregare da solo, fammi riprendere il volo, ridammi la pace nel cuore O frate della speranza, illumina il cammino, la notte stammi vicino, ti prego, ho bisogno di te».

 

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