Sveva Casati Modignani: «Rifiutai Jannacci, ma che peccato...»

Nel suo nuovo romanzo la scrittrice parla di tradimenti: "La monogamia non esiste. Siamo biologicamente portati all'infedeltà"

Sveva Casati Modignani: «Rifiutai Jannacci, ma che peccato...»
di Francesco Musolino
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 13 Ottobre 2021, 08:16

«Sono stata una moglie cocciutamente fedele ma le avances di Enzo Jannacci mi hanno fatto tentennare». Firmato Sveva Casati Modignani, la regina del romanzo italiano. Tagliando il traguardo delle dodici milioni di copie vendute e dei quarant'anni di carriera (il suo primo romanzo, Anna dagli occhi verdi è uscito nel 1981, avviando il sodalizio artistico con il marito, Nullo Cantaroni), i suoi intrecci borghesi continuano a far commuovere i lettori e lei non ha nessuna intenzione di fermarsi: «Dalle nonne ai nipoti, il mio pubblico è sempre più giovane, mi diverte raccontare la nostra società. Però non mi considero una donna in carriera».

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COLPI DI SCENA
All'anagrafe Bice Cairati - 83enne e con due nipoti ribadisce la sua totale libertà artistica: «Io dico tutto quello che voglio. L'ho sempre fatto, sin da quando era bambina. Oggi si parla tanto di politicamente corretto prosegue - ma la politica è scorretta per sua natura e i nostri politici sono deludenti, ormai da quarant'anni». Sveva Casati Modignani racconta il tradimento con un punto di vista smaliziato, proprio come accade nel suo nuovo libro, il trentaseiesimo L'amore fa miracoli, come sempre edito da Sperling&Kupfer - in cui torna il quartetto di amiche, già protagonista di Festa di famiglia e Segreti e ipocrisie, fra colpi di scena e humour.
Ma sarà vero che le donne tradiscono prima con il pensiero e poi con il corpo? «Ma chi gliel'ha detto, scusi? La verità è che non ne ho idea perché non ho mai tradito il mio compagno di vita». Rammaricata? «Sono pentitissima di essere stata una donna cocciutamente fedele. Però con il pensiero, certo che l'ho tradito». E rivela che mentre gli uomini dello show business e le rockstar non avevano alcun fascino, solo Enzo Jannacci la fece tentennare: «Mi sono ritratta e poi me ne sono pentita, credo fosse un uomo delizioso».


LE VIRTÙ DI PENELOPE
Sveva Casati Modigliani non crede alla monogamia? «Per niente. Noi siamo biologicamente inadatti alla fedeltà. La società ci impone la monogamia prosegue - e ci sono coppie che si amano per sempre e sono felici così magari hanno poca fantasia» e si lascia andare ad una bella risata prima di riprendere: «Pensi quanta letteratura racconta il tradimento, sin da Omero che lodava le virtù di Penelope e intanto, raccontava Ulisse, un gran puttaniere».
Direttamente dalla sua storica abitazione milanese, in una traversa di via Padova - a due passi da piazzale Loreto, intreccio multiculturale ad alto tasso di criminalità - la scrittrice smonta il mito della città: «I quartieri del centro con i grattacieli sfavillanti e i boschi verticali sono fumo negli occhi ma nelle periferie, qui dove abito, la situazione è deplorevole, fra sporcizia e degrado. Milano è una città sovietica, il centro brilla mentre il resto affonda nel grigiume». E davanti alla rielezione al primo turno di Beppe Sala, scherza: «I suoi antagonisti erano dei portatori d'acqua, manca un'alternativa credibile per guidare questa città, dobbiamo tenercelo». Sveva piace anche perché stravolge le narrazioni con il sorriso, tanto che ne L'amore fa miracoli smonta il mito del femminismo amazzone: «Il '68 è stato un grande ribaltone, aiutando le donne ad avere coscienza del proprio valore ma non siamo state capaci di fare squadra. La sorellanza è stata guastata dal retaggio del mettere una donna contro l'altra, solo per poter comandare».


LA PUNIZIONE
Si dichiara in attesa della terza dose del vaccino e nella sua trama ha voluto raccontare il tempo della pandemia: «Scrivo anche per non dimenticare quelle immagini che ci hanno spaccato il cuore in due, i reparti ospedalieri pieni e le bare trasportate nei veicoli militari. Ogni giorno partivo da casa a caccia di mascherine e disinfettanti, dicono che la Lombardia sia una locomotiva ma l'anno scorso non avevamo nemmeno il vaccino anti-influenzale per cui prosegue - potevi morire di Covid o di influenza. A lei sembra normale?».
Infine, rinnova la sua convinzione che questa pandemia sia una punizione dall'alto: «Il Dio del Vecchio Testamento mi convince. Dovevamo prenderci cura di questo pianeta e invece, da decenni avveleniamo l'aria e l'acqua. Sono decenni che gli scienziati ci dicono che dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere ma c'è voluta una ragazzina per scuotere il mondo. E allora conclude - ben venga la Greta (Thunberg, ndr) perché le cose devono cambiare. Non c'è più tempo».

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