STEFANO DE MARTINO

Stefano De Martino e l'infanzia a Torre Annunziata: «L'eroina arrivava fin sulle scale di casa»

Mercoledì 6 Gennaio 2021 di Giampiero Valenza
Stefano De Martino e l'infanzia a Torre Annunziata: «L'eroina arrivava fin sulle scale di casa»

È stata un'infanzia dura quella di Stefano de Martino, in una realtà con lo "spaccio all'aria aperta", dove "si cresce velocemente" e nel corso della quale riuscì a tenersi lontano dall'eroina, nonostante la droga arrivasse fin sulla rampa delle scale del suo palazzo. Si confessa così il ballerino sul quotidiano Il Corriere della Sera, raccontando di come abitasse in un "palazzo molto fatiscente, sopravvissuto al terremoto del 1980". "Avevano messo le travi nei pianerottoli per l’assestamento ma poi non le avevano più tolte", precisa.

La sua casa, a Torre Annunziata, era in un terzo piano senza ascensore, in un palazzo che "non aveva né portone né citofono" e col quale "ci si chiamava con un fischio". "Ma per via di quell’accesso libero spesso trovavo tra una rampa di scale e l’altra siringhe, lacci emostatici – aggiunge de Martino, impegnato dal 12 gennaio con 'Stasera tutto è possibile' su Rai 2 - mia madre non poteva nasconderlo: ha dovuto spiegarmi presto da cosa stare lontano e perché. Penso che mi abbia aiutato a evitare tanti guai".

De Martino racconta la sua esperienza come di un esempio per tanti ragazzi, anche quelli della sua zona. "I miei genitori sono due brave persone, abbiamo avuto tante difficoltà ma attraverso il loro esempio sono diventate per me una marcia in più. Non ho mai pensato di non farcela, nonostante il contesto. E quello che mi rende più felice è vedere che oggi, tanti ragazzi, anche di Torre Annunziata, pensano: se ci è riuscito lui, posso anche io. Vedere che c’è chi si convince, anche grazie a me, che non è vero che se nasci lì sei fuori dai giochi, mi riempie di orgoglio".

Un impegno, il suo, che lo ha visto inseguire il suo sogno passando dai banchi di un negozio di frutta e verdura. "Gli ultimi due anni prima di iniziare a lavorare in tv facevo il fruttivendolo: ecco, ricordo che il mio desiderio era diventare il più bravo fruttivendolo che c’era nella zona - aggiunge De Martino al Corriere - Mi svegliavo alle 4 e mezzo ed ero felice: sarà che ho sempre visto qualcosa di poetico nei lavori che si svolgono la mattina presto o la notte. Tutto il mondo dorme e tu sei lì, nel silenzio. Il primo caffè che prendevamo alle 5, prima di alzare la saracinesca, me lo gustavo tutto: mi sembrava di far parte di una specie di elite". 

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