Natale, Stefania Sandrelli: «Sarà diverso dal solito, niente riunioni di famiglia ma il regalo ai nipoti sì»

Natale, Stefania Sandrelli: «Sarà diverso dal solito, niente riunioni di famiglia ma il regalo ai nipoti sì»
di Gloria Satta
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Domenica 29 Novembre 2020, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 11:21

«Non sarà un Natale come tutti gli altri, lo so. Non potremo riunirci ma riusciremo ugualmente a sentire lo spirito di famiglia, l'amore, la condivisione». Stefania Sandrelli, «74 volte primavera» (come ama riferirsi alla sua età), ha due figli: Amanda e Vito che le hanno regalato cinque nipoti dai 22 ai 7 anni. E, oltre ad essere la grande attrice che tutto il mondo ci invidia, ha sempre fatto la nonna a tempo pieno, punto di riferimento della sua unitissima famiglia allargata. Oggi, come milioni di altre persone, Stefania si prepara a trascorrere il Natale in modalità Covid, cioè nel rispetto delle restrizioni. Ma senza perdere il proverbiale sorriso.
Come celebrerete le feste di fine anno?
«Siamo in attesa delle disposizioni definitive da mio figlio Vito che fa il chirurgo robotico all'ospedale San Giovanni e, oltre al consueto lavoro in sala operatoria, in questo periodo si occupa anche dell'emergenza Covid. È lui il patriarca della famiglia e pendiamo tutti dalle sue labbra. Ma sappiamo già che dovremo rinunciare alle grandi riunioni degli anni scorsi».
Dove festeggiavate il Natale, di solito?
«La sera del 24 nell'ospitalissima casa di Vito e di sua moglie Verena, medico anestesista. Il 25, invece, ci ritrovavamo tutti da me a mangiare gli avanzi. Quest'anno rispetteremo le regole e non supereremo il numero di commensali consentiti. Gli esclusi saranno in contatto con il pensiero. E con l'aiuto della tecnologia: in questi giorni sto imparando ad usare lo smartphone».


Le riesce facile adeguarsi alle attuali restrizioni?
«Certo! Penso che non rispettarle sarebbe un oltraggio, come dare uno schiaffo ai morti e ai contagiati».

Ma le dispiace molto rinunciare alla riunione di famiglia?
«Preferisco pensare che quest'annata così drammatica possa regalarci un'opportunità: quella di sentirci connessi con il mondo intero che, come noi, sta combattendo contro il virus e soffrendo. Ci prenderemo idealmente tutti per mano».
Cosa pensa delle proteste di chi, per le feste, non vorrebbe limitazioni?
«Non le trovo giustificate. Ne va della salute di tutti, dobbiamo assolutamente rimanere distanziati».

Anche il rito dei regali, nella vostra famiglia, quest'anno subirà una variazione?
«Ho deciso di devolvere la maggior parte del budget dei doni in beneficenza, incoraggiata da mia nipote Elena che ha 18 anni ed è molto impegnata nel volontariato. Ma non rinuncerò a dare una somma simbolica di denaro a ciascun nipote perché possa comprarsi quello che preferisce».
Come sta vivendo la pandemia? Ha paura?
«La paura non mi appartiene. Nella vita ho affrontato tante prove e non ho mai perso il coraggio. Diciamo che in questo periodo terribile mi sento molto affannata. Ma cerco di portare a casa dei sentimenti positivi: non voglio sprecare l'occasione di pensare agli altri, ai più sfortunati».
Il Covid ha colpito qualcuno vicino a lei?
«Per fortuna no. È morta nei giorni scorsi, ma per cause naturali, mia zia Maria: aveva 95 anni ed era legata ai ricordi delle festività che da piccola trascorrevo nella mia Viareggio con parenti e amici. Tutti intorno all'albero tra canti, giochi e scorpacciate. Una volta le candeline mi mandarono a fuoco i capelli, ma finì tutto a risate».

Cosa suggerirebbe ai nonni che, come lei, dovranno rinunciare a passare il Natale con tutta la famiglia?
«Di farsi forza e accettare la situazione. La distanza non elimina l'affetto. E non sarà sempre così: il virus verrà sconfitto e la vita tornerà normale. Dobbiamo pensare in grande: in questo, noi donne siamo molto più brave degli uomini».

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