Samantha Cristoforetti torna nello spazio: «Nessun problema con i russi, l'Iss sarà sempre esempio di pace e cooperazione». Una passeggiata con loro

Samantha Cristoforetti torna nello spazio: «Nessun problema con i russi, l'Iss sarà sempre esempio di pace e cooperazione»
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Lunedì 11 Aprile 2022, 19:24 - Ultimo aggiornamento: 19:44

Samantha Cristoforetti è pronta a fare parecchie cose tornando per la seconda volta nello spazio (Missione Minerva, decollo il 21 aprile da Cape Canaveral), ma è anche pronta a non fare alcunché di diverso da quello che è da sempre, dal 1999, lo stile di vita sulla Stazione spaziale. «L'Iss resta un esempio  di cooperazione internazionale anche in questo periodo. Mai, in queste settimane abbiamo temuto per la regolarità delle missioni e per le attività sull'Iss che proseguono con grande armonia grazie all'impegno dell'equipaggio composto da amici russi, americani ed europei». 

Il riferimento è alle dichiarazioni dell'agenzia spaziale russa Roscosmos che dopo l'aggressione dell'Ucraina ha più volte, e con toni pesanti, messo in dubbio la collaborazione russa per il futuro della stazione spaziale, finora il più grande progetto internazionale di cooperazione. L'Iss è stata definito dalla stessa Cristoforetti "l'avamposto dell'umanità nello spazio", un'astronave che ospita un equipaggio senza steccati o confini e che collabora al funzionamento di un prodigioso laboratorio in situazione di microgravità che permette alla scienza di fare grandi salti sulla via del progresso e della conoscenza.  

Si era capito che quelle di Dmitri Rogozin, capo di Roscomos e vicepresidente russo fedelissimo di Putin, erano solo sparate propagandistiche: «Se non togliete le sanzioni a Mosca - aveva tuonato - non possiamo garantire che l'Iss prima o poi, senza la nostra collaborazione, resti in orbita. Potrebbe anche precipitare e non certo sulla Russia».

Macché, nei giorni seguenti un astronauta della Nasa è stato riaccompagnato a terra da una Soyuz e nei prossimi giorni l'equipaggio con Samantha Cristoforetti raggiungerà l'Iss «Per continuare a lavorare insieme - ha detto da Houston  l'astronauta trentina, 44 anni, due figli - come si è sempre fatto. La comunità degli astronauti e dei cosmonauti e insomma di tutti coloro che lavorano per lo spazio, anche senza necessariamente andarci, è molto forte, legata dalla passione per un lavoro molto impegnativo e di grande responsabilità, ma anche di grandi soddisfazioni. Le amicizie fra noi sono consolidate, c'è stima e fiducia reciproca perché siamo pronti anche a mettere la vita nelle mani degli altri in queste missioni. E poi ci sono anni e anni di lavoro fianco a fianco, di addestramenti molto impegnativi, di condivisione di conoscenze e di principi. Guardiamo con grande dolore e partecipazione a quello che sta avvenendo sulla Terra, non abbiamo risposte a una situazione di conflitto così straziante, ma come astronauti di tutte le nazionalità possiamo però continuare a lavorare insieme, a concentrarci sui nostri compiti, sugli esperimenti che siamo chiamati ad effettuare. Mai avuto dubbi, lo dico anche per chi si preoccupa per noi: il programma sull'Iss continua senza alcun cambiamento»: 

La collaborazione con i russi potrebbe portare anche a una novità per l'Italia: una passeggiata spaziale (Eva, Attività extraveicolare) insieme a un cosmonauta: «Mi sono addestrata per una passeggiata spaziale, con la tuta russa (modello Orlan Mk, Aquila di mare, ndr) e potrebbe esserci la possibilità di un'Eva con un collega russo», ha detto Cristoforetti. Se questo avverrà o no, ha aggiunto, «si deciderà nei prossimi tempi, sulla base della programmazione» dell'attività sulla Stazione Spaziale che, ha rilevato, avviene nell'ambito di «un ambiente estremamente dinamico e flessibile».

 

Il volo con la Crew Dragon "monovolume" rispetto alla Soyuz "bivolume" 

Dalla Soyuz russa anzi sovietica della missione Futura setti anni fa alla Crew Dragon di SapceX di Elon Musk. Ci sono delle «differenze a volare con una navetta Soyuz rispetto al Dragon di SpaceX» a cominciare «dai tempi di durata del volo che sono di oltre 32 ore dal lancio all'attracco alla Iss rispetto alla Soyuz che, invece, impiega solo 6 ore per arrivare sulla Stazione spaziale».  «Ci sono differenze anche di abitabilità - ha spiegato Cristoforetti - perché Dragon è un veicolo più grande con un volume interno più confortevole, con sedili più ampi ma nella Soyuz non c'è un volume unico, la Soyuz ha un volume separato che consente di avere un po' più di privacy magari quando si usa la toilette che sulla Dragon è riparata solo una tendina».

«Anche la data di lancio questa volta dipende maggiormente dalle condizioni meteo con il Falcon mentre con Soyuz, che è meno sensibile alle condizioni meteo, quando si stabilisce una data rimane quella» ha spiegato ancora Samantha Cristoforetti

La missione Minerva

«Ho scelto per la missione il nome Minerva, la dea della saggezza: credo sia un auspicio valido per la vita quotidiana come per le relazioni internazionali», ha detto ancora l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europa (Esa) in collegamento da Houston, dove ha cominciato il periodo di quarantena che precede il volo, in programma con la navetta Crew Dragon 'Freedom' non prima del 21 aprile. «Minerva è anche la protettrice degli artigiani e mi piaceva onorare il carattere artigianale del volo spaziale», considerando che «ancora oggi una navetta come Dragon è il frutto del lavoro di molti tecnici», ha osservato. «Il periodo di addestramento si è concluso due settimane fa e da giovedì pomeriggio sono in quarantena. Saremo a Houston fino a cinque giorni dal lancio, poi con un aereo della Nasa andremo al Kennedy Space Center» a Cape Canaveral, dove l'equipaggio alloggerà nelle stanze che sono riservate agli astronauti fin dalle prime missioni spaziali americane. A quattro giorni dal lancio sono attese a Cape Canaveral anche le famiglie e a tre giorni è prevista la prova generale, durante la quale l'equipaggio entrerà nella navetta, come se il volo dovesse partire, ma il contro alla rovescia si interromperà.

Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia spaziale italiana

Il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, è «contento e orgoglioso» che si avvicini ormai questo volo, «negoziato - ha detto - nella ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea di Siviglia», del 2019. È il tredicesimo volo di un astronauta italiano ed è «una grande soddisfazione avere Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale, questa volta come veterana». Per Saccoccia «una donna che sulla Stazione Spaziale fa attività scientifiche e tecniche ha un'importantissima funzione simbolica per le prossime generazioni» e «siamo convinti che potrà ispirare le giovani generazioni per le materie Stem», ha detto ancora riferendosi alle materie scientifiche e tecnologiche. Sul mancato ruolo di comandante, Saccoccia ha osservato che «le funzioni degli astronauti sono il frutto di un equilibrio delicato. Il fatto che, purtroppo, Samantha Cristoforetti non avesse avuto questa opportunità ci era noto da mesi, ma avrà una funzione di riferimento nel segmento occidentale della Stazione Spaziale». È stato un cambiamento, ha aggiunto, che «non ha nulla a che vedere con la capacità di Samantha Cristoforetti di avere un ruolo di leadership». Nessuna delusione, quindi: «Gli astronauti sono professionisti chiamati a compiere operazioni per le quali sono stati addestrati».

Vittorio Colao

Il budget italiano per le attività spaziali «è stato raddoppiato da 2 a 4 miliardi di euro con il Pnrr» dal governo. A rilevarlo, rispondendo all'Adnkronos, è stato il ministro dell'Innovazione tecnologica e della transizione digitale con delega allo Spazio, Vittorio Colao, nel corso della conferenza stampa di presentazione della missione Minerva dell'astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti, oggi nella sede dell'Asi, «Ci sono tre perché» ha detto Colao, che motivano questo sostanziale incremento di fondi per lo spazio italiano: «Il primo è di carattere industriale perché l'Italia ha da sempre un grande heritage e lo volevamo rinforzare, poi perché crediamo che lo spazio possa spingere sulle materie Stem e sulla formazione dei giovani, e inoltre un motivo strategico: il disegno europeo al quale volevamo contribuire».  

Paolo Ricci Bitti

Gli esperimenti

Gli esperimenti della missione Minerva, compreso il progetto si chiama MiniLab, un minilaboratorio spaziale per l’esecuzione di esperimenti biologici in condizioni di microgravità a bordo della Iss. Le caratteristiche innovative: dimensioni ridotte (taglia CubeSat 2 Unità, vvero un parallelepipedo 20 x 10 x 10 centimetri); totale autonomia delle operazioni sperimentali, controllo termico regolabile. Il prototipo è stato inviato sull'iss nell’agosto del 2021 con un lanciatore Falcon 9 della SpaceX.

PROMETEO - nuovo

PROMETEO, noto anche come Protezione Antiossidante, è un nuovo esperimento ASI che ha l’obiettivo di indagare come la protezione antiossidante può ridurre lo stress ossidativo, uno degli effetti più pericolosi del volo spaziale. Lo stress ossidativo colpisce il sistema nervoso centrale e contribuisce a generare diverse patologie gravi anche sulla Terra, come il morbo di Chron e il Parkinson. PROMETEO mira a rendere possibili missioni umane più durature nello spazio, offrendo al contempo supporto ai pazienti a Terra.

PI Gianni Ciofani - Istituto Italiano di Tecnologia

OVOSPACE - nuovo

Ovospace cerca di determinare l’impatto della microgravità sull’apparato riproduttivo femminile. L’esperimento utilizza culture di cellule ovariche bovine che saranno incubate a 37°C per 72 ore in orbita prima di congelarle e rimandarle a Terra per essere analizzate.

PI Andrea Fuso – La Sapienza Università di Roma

EVOO in Space - nuovo

Esperimento che studierà l’impatto della microgravità e delle condizioni di radiazione sulle caratteristiche fisio-chimiche, nutrizionali e microbiologiche dell’olio extravergine d’oliva italiano in quanto alimento ricco di antiossidanti e con proprietà antiinfiammatorie.

PI Enzo Perri - CREA (consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), in collaborazione con Unaprol e Coldiretti.

Acoustic Diagnostics

ACOUSTIC DIAGNOSTICS è un esperimento che serve a valutare gli eventuali danni all'apparato uditivo, gli astronauti sono stati sottoposti a test audiologici prima e dopo la missione. È in grado di fornire una valutazione della funzione uditiva in un ambiente rumoroso, in modo veloce, non invasivo, e senza la partecipazione attiva degli astronauti.

I risultati permetteranno di evidenziare o di escludere danni all'apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, e avranno ricadute sulla progettazione di future missioni di lunga durata.

PI Arturo Moleti del dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata, coadiuvato da un team composto da ALTEC, Campus Biomedico, università La Sapienza, INAIL e CNR.

LIDAL

LIDAL (Light Ion Detector for ALTEA) è un rilevatore di particelle costruito a partire dal payload ASI ALTEA, del quale amplia e migliora le caratteristiche tecniche. ALTEA, che ha operato sulla ISS tra il 2006 e il 2012, è stato costruito per lo studio dell’interazione degli ioni pesanti e medi con il sistema nervoso centrale umano; LIDAL permetterà ad ALTEA di misurare anche gli ioni leggeri e in particolar modo i protoni. Inoltre, utilizzando un’elettronica veloce e all’avanguardia, LIDAL potrà misurare direttamente la velocità di ogni particella, permettendo di determinare l’energia cinetica delle particelle incidenti.

Le operazioni di installazione del payload sono state seguite in console dal team di Telespazio e Argotec, che supportano l’ASI per l’utilizzazione scientifica della ISS, dal team di Kayser Italia che ha realizzato l’apparato, e dal team scientifico del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata.

PI Livio Narici Università Tor Vergata / INFN

NutrISS

È un esperimento scientifico realizzato dall’ASI proposto dal professor Gianni Biolo dell’Università degli Studi di Trieste. La sperimentazione ha come obiettivo quello di mantenere una composizione corporea ideale evitando l’aumento del rapporto massa grassa/massa magra dovuto all’inattività da microgravità. L'obiettivo generale è l'ottimizzazione delle prestazioni dei membri dell'equipaggio e la qualità della vita nel limitare gli effetti negativi dei voli spaziali. I risultati potrebbero essere utili per la gestione clinica dei pazienti malnutriti e/o obesi immobilizzati sulla Terra. Responsabile tecnico per la realizzazione dell’apparato è la Kayser Italia di Livorno.

La giornata mondiale del volo umano

La guerra in Ucraina allunga le sue ombre anche sulla Giornata Mondiale del Volo Umano nello Spazio, che dal 2011 l'organizzata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) organizza nel simbolo di Yuri Gagarin, che il 12 aprile 1961 è stato il primo uomo ad affrontare un volo spaziale. Mai, dal 2011, questa giornata arriva in un periodo così difficile per lo spazio, con lo stop di importanti cooperazioni spaziali, come la missione ExoMars per Marte, e che vede la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) come un'oasi che continua a funzionare regolarmente.

Istituita dell'Assemblea Generale dell'Onu per celebrare «l'inizio dell'era spaziale per l'umanità, la Giornata del volo umano nello spazio è nata «per affermare l'importante «contributo della scienza e della tecnologia spaziale nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e nell'aumento del benessere degli Stati e dei popoli, oltre a garantire la realizzazione della loro aspirazione a mantenere lo spazio esterno per scopi pacifici».

Fra i suoi scopi c'è anche quello di sottolineare come lo spazio debba essere un 'territorio' a beneficio dell'intera umanità, pacifico e senza confini. Simbolo della giornata è Yuri Gagarin che il 12 aprile del 1961 completò tre orbite attorno alla Terra a bordo di una capsula Vostok 1 raggiungendo una quota di 302 chilometri. Una data simbolo della competizione spaziale tra Unione Sovietica e Usa, che l'Onu definisce come una nuova 'dimensione' per tutta l'umanità. Importanti in tal senso sono anche i Voyager Golden Record, due dischi d'oro installati a bordo delle sonde Voyager lanciate negli anni '70 per esplorare i confini del Sistema Solare e ora in viaggio nello spazio interstellare, con all'interno un messaggio di pace da parte dell'intera umanità.

Dischi che sono stati ricordati nella pagina dedicata alla Giornata sul sito dell'Onu: «L'impresa del progetto Voyager ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e che dovremmo trattarci a vicenda con cura», ha commentato la direttrice dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali (Unoosa), Simonetta Di Pippo. Lo spazio però in questi mesi si è anche trasformato in territorio di propaganda politica, Per esempio, il capo dell'agenzia spaziale russa Roscosmos Dmitry Rogozin, da alcuni giorni ha scelto come immagine del suo profilo Twitter il volto di Gagarin.

Le scelte del capo di Roscosmos hanno portato alla conclusione di alcune importati collaborazioni con l'occidente, tra cui la missione ExoMars verso Marte e l'uso europeo del lanciatore Soyuz. Gagarin «non può essere oggetto di discussione politica» perché è «un simbolo per l'umanità», ha detto l'astronauta Samantha Cristoforetti, dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Per il il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, a resistere, come «un'oasi di collaborazione» è la Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Nonostante tutto, ha aggiunto, «nelle scorse settimane abbiamo visto avvicendarsi equipaggi di nazionalità diverse e ogni volta abbiamo visto proseguire in modo nominale il mantenimento delle funzioni essenziali alla vita della Iss, sotto la responsabilità diversi partner». Segnale che «ci dispone bene per il futuro».

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