Samantha Cristoforetti, passeggiata come in 2001 Odissea nello spazio: spettacolare show in orbita. Come si è procurata la divisa da hostess

Cristoforetti, passeggiata come in 2001 Odissea nello spazio: spettacolare show in orbita
5 Minuti di Lettura
Domenica 9 Ottobre 2022, 21:17 - Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 08:20

Va a finire che prima o poi Samantha Cristoforetti verrà ingaggiata da Hollywood, magari subito dopo avere partecipato nei prossimi anni al programma Artemis della Nasa che riporterà equipaggi sulla Luna.

Dopo avere interpretato sulla stazione spaziale internazionale  personaggi di Star Trek, saga che ha influenzato la sua scelta di tentare di diventare astronauta («Un sogno spaventosamente improbabile», dixit) e dopo avere canzonato con una perfetta imitazione Sandra Bullock perché nel film Gravity i capelli dell'attrice "in orbita" restano miseramente schiacciati sulla testa e non fluttuano elegantemente come i suoi, adesso la trentina ha puntato in altissimo, forse il massimo che c'è.

Ovvero 2001 Odissea nello spazio, il capolavoro di Stanley Kubrick uscito nel 1968 insieme all'omonimo romanzo del cosceneggiatore e scrittore, il monumentale Arthur C. Clarke

Questa volta non si tratta insomma di scenari da Cosplay per ricordare appunto en passant le vicende di Star Trek o di Superman (quest'ultimo interpretato sull'Iss da Luca Parmitano), ma di citare con certosina fedeltà momenti fra i più memorabili del film di Kubrick: ovvero le camminate delle hostess dotate di grip shoes, le scarpe con il velcro per restare ancorati al pavimento o al soffitto prima dell'aereo-razzo Orion III della Pan Am, in volo verso la stazione spaziale rotante V (da Von Braun), e poi della navicella Aries Ib diretta alla Luna. E' quest'ultima la scena ricostruita dall'astronauta italiana.  

Per dire dell'emozione che suscitarono quelle immagini giusto 54 anni fa, si può ricordare che il centralino della compagnia di volo Pan Am (Pan American Airways), fallita nel 1991 ma allora una sorta di colossale campagnia di bandiera degli Stati Uniti, venne tempestato da più di 90mila telefonate per prenotare viaggi in orbita sull’Orion III che però all'epoca sfrecciava nello spazio solo nella (fondata) immaginazione di Kubrick e Clarke.

Samantha Cristoforetti si chiede allora se sia effettivamente possibile camminare su un'astronave con le scarpe con la suola di velcro. E, nello stesso tweet, si dà anche la risposta - affermativa - dopo avere indossato una replica fedelissima (logo compreso) della divisa dell'hostess della navicella in viaggio verso la Luna ed avere replicato, con impressionante adesione alla scena, la passeggiata "circolare" lungo le pareti dell'Iss proprio come aveva fatto nel film l'attrice birmano-irlandese Edwina Carroll. La sovrapposizione del film e della realtà è impressionante. Conturbante, anzi, proprio turbante, il voluminoso copricapo "cupolare" delle hostess spaziali del 1968 e della Cristoforetti nel 2022.

Ma come si è procurata quella perfetta divisa da flight attendant da futuro remoto? 

Qualche mese prima del volo la trentina era a Los Angeles per l'addestramento nella "base" di SpaceX: l'idea della citazione di "2001", film che l'aveva affascinata, c'era da molti anni e così nel tempo libero si è messa a caccia della divisa in negozi di abiti di seconda mano. Da ultimi sono stati trovati i pantaloni «e poi una dipendente di SpaceX molto gentile e capace ha lavorato con ago e filo per adattare i vestiti e curare i dettagli del logo Pan Am e delle scritte tipo Grip Shouse». E poi a bordo? C'era da allestire un set il più simile possibile a quello del film. «Sergej (Korsakov, ndr) ha avuto l'idea di usare quello snodo circolare del segmento russo della stazione: era perfetto e c'era già il velcro sulle pareti. Ci sono volute alcune prove ma alla fine ho scoperto che effettivamente le scarpe di velcro funzionano. All'Esa hanno poi completato l'editing del video con immagini e musica» (il racconto "dietro le quinte" è stato fatto dall'astronauta italiana il 20 ottobre durante una call con l'equipaggio Crew-4 ed è stato aggiunto a questo articolo del 9 ottobre 2022)  

Ecco, forse unica pecca di questo remake, la colonna sonora scelta dall'Esa per l'incipit del video che riguarda l'attracco di una navicella all'Iss: invece del roboante "Also sprach Zarathustra", che pure caratterizza il film, forse sarebbe stato più corretto fin dall'inizio il valzer Il Danubio blu sempre di Johann Strauss che accompagna nella pellicola l'ipnotica danza delle astronavi in orbita e che nel tweet subentra a Così parlò Zarathustra.

Ma si tratta di una più che accettabile licenza poetica della trentina che in questa missione Minerva, prossima al termine, ha mostrato una verve attoriale, con venature humour e autoironiche, capace di far lievitare enormemente i follower: ne ha più di un milione sul prediletto Twitter e ne ha ammassati quasi 700mila (con oltre 5,5 milioni di visualizzazioni) in poco più di cinque mesi sulla "novità"  TikTok, da lei stessa voluta,  con tutorial che hanno mostrato le attività scientifiche svolte degli astronauti a una folla di giovanissimi altrimenti difficilmente raggiungibili. Anche questa "passeggiata" cinematografica si presta a considerazioni su parecchie leggi della Fisica. 

Ah, il tessuto velcro non è stato inventato, come molti ritengono, per le missioni spaziali del programma Apollo che l'hanno solo reso celeberrimo: l'idea è dello svizzero Georges de Mestral che lo mise a punto nel 1941 ispirandosi ai frutti di bardana, quelle "palline" coperte di piccoli uncini che si attaccano tenacemente agli abiti e alle pellicce degli animali. 

Video

Da Odissea nello spazio del 1969 alla stazione spaziale nel 2022
 

Samantha Cristoforetti sull'Iss e Sandra Bullock in Gravity

Edwina Carroll

Le scarpe con il velcro

Samantha Cristoforetti in versione Star Trek durante la sua prima missione nel 2015: all'epoca si parlò anche, in realtà senza troppo fondamento,  di un suo cameo nel travagliato film Axanar, sequel della saga televisiva. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA